Voto unanime contro i lavori tra il casello e la rotonda per Affi, sottostimato l’impatto inquinante. «Quello stralcio da solo sposterà il traffico da Cavalcaselle al centro»

Il Consiglio boccia la variante

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

La vari­ante alla statale 11 incas­sa il pri­mo rifi­u­to: il Con­siglio comu­nale ha infat­ti delib­er­a­to all’unanimità il parere con­trario al prog­et­to e al rel­a­ti­vo stu­dio di impat­to ambi­en­tale così come è sta­to pre­sen­ta­to dai tec­ni­ci di Vene­to Strade, a Peschiera, il 22 aprile scor­so. Durante quell’incontro pub­bli­co sono sta­ti pre­sen­tati anche il prog­et­to e lo Stu­dio di impat­to ambi­en­tale del trat­to di vari­ante che inter­es­sa il comune di Peschiera: e pro­prio ques­ta sera il suo con­siglio comu­nale, con­vo­ca­to per le 18, porterà in delib­era le osser­vazioni al trac­cia­to. La vari­ante alla statale che inter­es­sa i due pae­si dell’area del bas­so Gar­da è sud­di­visa in due trat­ti, che han­no già ottenu­to la cop­er­tu­ra finanziaria: il pri­mo stral­cio, defini­to anche com­ple­ta­men­to del­la tan­gen­ziale di Peschiera, parte dal­la local­ità Roviz­za in provin­cia di Bres­cia e arri­va sino all’attuale incro­cio di Peschiera, in local­ità Bel­la Italia. I tec­ni­ci con­tano di andare in con­feren­za di servizi entro la fine di quest’anno e nei pri­mi mesi del 2006 pas­sare all’appalto dell’opera: poco più di tre chilometri per un cos­to pre­vis­to di 18.600.000 euro. La parte che inter­es­sa Castel­n­uo­vo è il sec­on­do stral­cio: quat­tro chilometri (cos­to 18 mil­ioni e mez­zo) che con­giun­gono il casel­lo autostradale di Peschiera con la roton­da di Cav­al­caselle e dunque con il rac­cor­do tra statale 11 e super­stra­da per Affi. Questo stral­cio è già in fase di real­iz­zazione: i lavori dovreb­bero ter­minare entro l’estate del 2006 e l’Anas ha annun­ci­a­to che appe­na fini­ta, la stra­da sarà subito aper­ta al traf­fi­co. «L’assenza di col­lega­men­to tra questo trat­to e quel­lo suc­ces­si­vo è una delle quat­tro moti­vazioni prin­ci­pali che ci han­no spin­to al parere con­trario», ha spie­ga­to in con­siglio comu­nale Mas­si­mo Loda, asses­sore ai lavori pub­bli­ci. L’assessore Mas­si­mo Loda pros­egue: «Una vol­ta real­iz­za­to questo pez­zo di vari­ante, vis­to che al momen­to non esiste nem­meno il prog­et­to del suo pros­egui­men­to ver­so Verona, il prob­le­ma del traf­fi­co non ver­rebbe elim­i­na­to: gli intasa­men­ti cui siamo abit­uati si spostereb­bero sem­plice­mente dal cen­tro di Cav­al­caselle a quel­lo del capolu­o­go». Un’altra crit­ic­ità indi­vid­u­a­ta è quel­la dei tem­pi di real­iz­zazione del sovrap­pas­so del­la roton­da di Cav­al­caselle. «Si trat­terà di una stra­da a quat­tro cor­sie; due le deve fare Anas e altre due spet­tano alla Soci­età Autostrade. Nonos­tante i numerosi sforzi di questi mesi affinché i due enti con­cordi­no le pro­ce­dure», ha sot­to­lin­eato anco­ra l’assessore ai lavori pub­bli­ci, «rischi­amo che Anas com­pleti le sue due cor­sie, con­seg­ni a Vene­to Strade la nuo­va stra­da e, a dis­tan­za di qualche set­ti­mana, la Soci­età Autostrade ne chie­da la chiusura per iniziare le altre due cor­sie di sua com­pe­ten­za. Un’assurdità, per­ché questo com­porterebbe la demolizione di parte delle infra­strut­ture già real­iz­zate per le prime due cor­sie». Ma la con­tra­ri­età di Castel­n­uo­vo non si limi­ta alla sola parte prog­et­tuale; sot­to accusa è anche lo stu­dio dell’impatto ambi­en­tale. «Innanz­i­tut­to, come è sta­to det­to nell’incontro pub­bli­co di Peschiera, ci pare stra­no pre­sentare uno stu­dio che dovrebbe avere val­ore pre­ven­ti­vo adesso, a dis­tan­za di due anni dall’apertura del cantiere». «Comunque», ha ripreso l’assessore, «rite­ni­amo non verosim­ili i dati rel­a­tivi ai quan­ti­ta­tivi delle polveri in sospen­sione. L’analisi non ha tenu­to con­to del traf­fi­co pre­sente sulle altre vie di comu­ni­cazione vicine alla vari­ante; sec­on­do noi la val­u­tazione degli inquinan­ti è sot­tosti­ma­ta». «Infine», ha con­clu­so Loda, «ci sono le pre­oc­cu­pazioni sulle con­seguen­ze dell’aver intu­ba­to il rio Bisavola. Si trat­ta di un inter­ven­to che mod­i­fi­ca l’assetto idro­ge­o­logi­co dell’area e di cui non pos­si­amo prevedere gli effet­ti». «Sem­bra che qual­cuno abbia trac­cia­to una stra­da e poi abbia chiesto di preparare uno stu­dio ambi­en­tale ad hoc», è il com­men­to di Flavio Bot­tura, dell’opposizione, pri­ma del voto unanime­mente con­trario dell’assemblea. «Questo voto è un atto politi­co e un pas­sag­gio isti­tuzionale impor­tante», ha com­men­ta­to Faus­to Scap­pi­ni, asses­sore all’urbanistica, «uno dei Comu­ni mag­gior­mente inter­es­sati dal pas­sag­gio del­la nuo­va infra­strut­tura ha espres­so in modo uni­vo­co il suo parere con­trario ed è un parere che non è e non vuole essere stru­men­tale, ma è nato dal­la pre­oc­cu­pazione di tute­lare sia i cit­ta­di­ni che il ter­ri­to­rio. Non ci fac­ciamo illu­sioni sulle con­seguen­ze, ma ci è sem­bra­to doveroso pro­cedere in questo modo».