E’ stata inaugurata la mostra di miniature indiane del XVII e XVIII secolo dal titolo «L'India Sognata»…

Il console dell’India battezza i dipinti persia ni

16/12/2001 in Manifestazioni
Di Luca Delpozzo
f.d.c.

E’ sta­ta inau­gu­ra­ta la mostra di minia­ture indi­ane del XVII e XVIII sec­o­lo dal tito­lo «L’In­dia Sog­na­ta», all’ex sede del­la Cas­sa Rurale in via Maz­zol­di a Mon­tichiari, mes­sa a dis­po­sizione da Enri­co Pedi­ni. Il taglio del nas­tro è sta­to affida­to al con­sole gen­erale del­l’In­dia Sujatha Singh. Si trat­ta di un even­to eccezionale, dovu­to all’ar­chitet­to Gia­co­mo Mut­ti, pres­i­dente del Cen­tro Bres­ciano Stu­di Arte Indi­ana, e potrebbe essere l’u­ni­ca occa­sione per pot­er vedere la mostra pri­ma che ven­ga trasferi­ta a Roma. Alla cer­i­mo­nia sono inter­venu­ti il sin­da­co Gianan­to­nio Rosa e l’asses­sore alla cul­tura Ele­na Zanola, che ha inser­i­to la rasseg­na nel pro­gram­ma natal­izio «Aspet­tan­do la Cometa». Per l’istituto ital­iano per l’Africa e l’Oriente di Roma è inter­venu­ta Rosa Maria Cimi­no. I dip­in­ti su car­ta, ese­gui­ti con col­ori a tem­pera, real­iz­za­ti in Per­sia ed impor­tati in India dai Mughal, la dinas­tia di Imper­a­tori che la gov­ernò dal 1526 per più di tre sec­oli, sono minia­ture che rap­p­re­sen­tano una par­ti­co­lare for­ma di arte indi­ana divenu­ta cele­bre anche in Occi­dente. Nel­la sala di via Maz­zol­di ne sono esposte una trenti­na, illus­trate da una gui­da e col­lo­cate accan­to a vetrinette con ogget­ti d’e­poca e un grande ele­fan­ti­no bian­co. La mostra rimar­rà aper­ta al pub­bli­co fino al 6 gen­naio: da lunedì a ven­erdì dalle 15.30 alle 18.30; saba­to dalle 14 alle 19; domeni­ca e fes­tivi dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19. L’iniziativa è patro­ci­na­ta dal­l’Am­bas­ci­a­ta del­l’U­nione Indi­ana, dal Con­so­la­to Gen­erale del­l’In­dia, dal­la Regione e dal­la Provin­cia. E’ sta­ta real­iz­za­ta gra­zie alla col­lab­o­razione di Anteo 85, Bcc del Gar­da, Asm, Pro loco Mon­tichiari, Zarathus­tra di Bres­cia, Shahi, Offic­i­na Riva­dos­si e La Foto­copia di Brescia.