«Garda 1» affronta la trasformazione in società per azioni

Il consorzio in assemblea

Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Nel­la sala con­sil­iare del palaz­zo comu­nale di Pueg­na­go è inizia­ta l’assemblea dell’Azienda spe­ciale , che rag­grup­pa l’Amministrazione provin­ciale, la Comu­nità mon­tana e 23 local­ità del­la riv­iera bres­ciana del lago, inclusi Poz­zolen­go e Carpenedo­lo. Pre­sen­ti tut­ti (o qua­si) i sin­daci, l’assessore provin­ciale ai lavori pub­bli­ci Mau­ro Paroli­ni e il pres­i­dente del­la Comu­nità-par­co Bruno Faus­ti­ni. Il nodo da esam­inare: la trasfor­mazione in soci­età per azioni. Il grup­po di lavoro, cre­ato dal pres­i­dente Gui­do Maru­el­li, si è riu­ni­to quat­tro volte, col sup­por­to del con­sulente Alber­to Papa, per definire le quote del­la nuo­va spa da attribuire a cias­cuno. Esclu­den­do i con­tribu­ti rice­vu­ti per la real­iz­zazione degli impianti, com­p­lessi­va­mente pari a qua­si 32 mil­ioni di euro, vale a dire una ses­san­ti­na di mil­iar­di di vec­chie lire, il pat­ri­mo­nio net­to dell’Azienda spe­ciale è sta­to val­u­ta­to in quat­tro mil­ioni e 155 mila euro (al 31 dicem­bre 2002). In dis­cus­sione, quin­di, le modal­ità di attribuzione di tale impor­to. Tan­ti anni fa all’inizio dell’attività — è sta­to ricordato‑, le quote di parte­ci­pazione furono sta­bilite in base al numero degli abi­tan­ti, e la Provin­cia ebbe “un peso” del 10 per cen­to, deciso a tavoli­no. Nes­suno ha dovu­to effet­tuare con­fer­i­men­ti mon­e­tari o in natu­ra. Il fon­do di dotazione si è for­ma­to gra­zie ai con­tribu­ti pub­bli­ci del­lo Sta­to e delle Regioni». Il com­pi­to orig­i­nario: la ges­tione del col­let­tore che, par­tendo dal­la Valte­n­e­si, por­ta i liqua­mi al depu­ra­tore di Peschiera, via Desen­zano-Sirmione, lun­go la stra­da statale. Da Portese di San Felice, i liqua­mi com­pi­ono invece un altro per­cor­so: viag­giano ver­so Salò, Gar­done Riv­iera e Toscolano, dove arrivano pure i reflui di Gargnano, men­tre Limone, Tig­nale e Tremo­sine fan­no per con­to loro, e nei prossi­mi mesi saran­no dotati di un impianto più effi­ciente. Alla stazione di pom­pag­gio vici­no alla cartiera di Mader­no, ven­gono immes­si nelle tuba­ture col­lo­cate sul fon­do del lago, e fat­ti schiz­zare a Bran­col­i­no di Tor­ri, sul­la spon­da vene­ta. Da qui la loro cor­sa pros­egue nelle linee del Con­sorzio del­la spon­da ori­en­tale (ora «»), fino a Peschiera. Il depu­ra­tore, sit­u­a­to in local­ità Par­adiso, occu­pa una super­fi­cie di cir­ca 50mila metri qua­drati. «Nel tem­po — pros­egue la relazione — sono accadu­ti vari even­ti: l’entrata di nuovi soci; il pro­gres­si­vo affi­da­men­to al Gar­da Uno dei servizi da parte dei comu­ni (ges­tione di acque­dot­ti e fog­na­ture, l’ufficio tec­ni­co per la prog­et­tazione di nuove reti e l’esecuzione dei lavori, la rac­col­ta di rifiu­ti soli­di urbani, isole eco­logiche, pulizia delle spi­agge, il sis­tema infor­mati­co ter­ri­to­ri­ale per l’aggiornamento delle mappe cat­a­stali), con economie di scala e riduzione dei costi medi di for­ni­tu­ra; la cor­re­spon­sione, da parte dei Comu­ni di ver­sa­men­ti in con­to cap­i­tale per raf­forzare il pat­ri­mo­nio». Così l’Azien­da spe­ciale è pas­sa­ta dai tre dipen­den­ti iniziali ai 144 attuali, e il fat­tura­to è sal­i­to da cinque mil­iar­di di vec­chie lire a 37 mil­iar­di (poco più di 19 mil­ioni di euro) nel 2001. Dopo una lun­ga dis­cus­sione, con posizioni var­ie­gate, l’assemblea è sta­ta aggior­na­ta a mart­edì 11 feb­braio. Ven­erdì 21, infine, è il giorno dell’approvazione del bilan­cio pre­ven­ti­vo.