Storie di castelli e di un fantasma

Il conte Bonoris

27/03/2004 in Manifestazioni
Di Luca Delpozzo
f.d.c.

Si sta riv­e­lando ric­co di spun­ti cul­tur­ali, di stranezze e di curiosità anche diver­ten­ti il con­veg­no ded­i­ca­to al con­te Gae­tano Bonoris, che oggi vivrà la sec­on­da e ulti­ma gior­na­ta nel­la cor­nice del Teatro Sociale di Mon­tichiari. E a propos­i­to di cose strane, ieri i numerosi ospi­ti pre­sen­ti han­no scop­er­to che anche il Castel­lo Bonoris, come ogni fortez­za che si rispet­ti, ha il suo fan­tas­ma. Recen­ti vit­time del­lo spir­i­to sareb­bero sta­ti il sin­da­co Gianan­to­nio Rosa e il pres­i­dente del­la Provin­cia Alber­to Cav­al­li durante una visi­ta ai piani alti dell’edificio. «Erava­mo lassù da soli io e il sin­da­co quan­do qual­cuno ha chiu­so la por­ta dietro di noi e siamo rimasti bloc­cati — ha spie­ga­to Cav­al­li durante il salu­to intro­dut­ti­vo al con­veg­no -: dall’interno non si pote­va riaprire, e nonos­tante le nos­tre gri­da nes­suno ci ha rispos­to per un bel po’ di tem­po. Nem­meno i cel­lu­lari fun­zion­a­vano lassù, e quin­di abbi­amo dovu­to atten­dere. Chissà, forse qual­cuno vol­e­va che noi finis­si­mo i nos­tri giorni tra quelle mura, che han­no vis­to la morte in soli­taria del­lo stes­so con­te Bonoris». Scherzi a parte (ma quel fan­tas­ma esiste o no?), non man­ca l’interesse per il sem­i­nario orga­niz­za­to dall’amministrazione comu­nale, che cer­ca di dare una iden­tità pre­cisa a un per­son­ag­gio sen­za dub­bio molto ric­co, che ricevette il tito­lo di con­te da re Umber­to I, che offrì parte delle sue ric­chezze in benef­i­cen­za ma che molti, tra medici, gior­nal­isti e servi­tori, giu­di­carono «avaro, degen­er­a­to psichico, para­noico» e infine «mor­to per mis­antropia». Un per­son­ag­gio un po’ inqui­etante, che però a Mon­tichiari ha las­ci­a­to in ered­ità il Teatro Sociale, alcune pro­pri­età e la ricostruzione di un castel­lo nel quale visse da solo negli ulti­mi anni di vita, e che divenne comu­nale (per sette mil­iar­di di vec­chie lire) dieci anni fa. A ricostru­ire la sto­ria sia del Bonoris sia del suo Castel­lo sono inter­venu­ti ieri, oltre a Cav­al­li, a Rosa e all’assessore comu­nale del­la Cul­tura Ele­na Zanola, il pres­i­dente del­la Ange­lo Rampinel­li Rota, Rober­to Chiari­ni dell’ di (che ha descrit­to l’area bres­ciana al tem­po del con­te), Rober­to Navar­ri­ni dell’Università di Udine (con trac­ce storiche sul­la figu­ra del nobile), Anto­nio Rapag­gi, che ha descrit­to con fil­mati la vil­la di Bor­gosot­to, il teatro e la torre cam­pa­naria del Duo­mo, e poi Vir­gilio Tisi, Alessan­dra Bani, Giusi Vil­lari, Gen­e­sio Bel­tra­mi e Maria Tere­sa Sonci­ni. Oggi si ripar­tirà alle 9 e si pros­eguirà per tut­to il giorno con altri 15 rela­tori. E anche il castel­lo rimar­rà aper­to alle vis­ite, dalle 10 alle 16.