Le gondole piane. La tradizionale regata ferragostana tra i rioni di Garda ha confermato il successo di pubblico. La gara tra dinastie remiere ha confermato una pluriennale supremazia

Il Corsetto conquista il Palio

20/08/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

È sta­to il palio delle dinas­tie remiere. E, per il quar­to anno di fila, del Corset­to. Nel­la finale del­la notte di fer­ragos­to era­no in bar­ca padri e figli: la tradizione remiera garde­sana non conosce appan­na­men­ti. Padre e figlio sul­la gon­do­la del Corset­to. Padri con­tro figli fra Corset­to e Spagna, fra Bor­go e Por­to. Il Corset­to ha vin­to, anzi, ha dom­i­na­to. Imbat­tibile. Come Arm­strong al Tour de France: come a pen­sare di scon­fig­ger­lo se quel­lo va forte in sali­ta e anche a cronometro? Questi, i voga­tori del rione cam­pi­one, han­no tut­to quel che serve: poten­za, classe, espe­rien­za. Per­ché ai remi il Corset­to ha quat­tro dei migliori voga­tori di sem­pre del lago. Mat­teo Pinci­ni e Alber­to Malfer ave­vano tri­onfa­to due sere pri­ma nel tor­neo delle bisse, aggiu­di­can­dosi per il terz’anno di fila la e vin­cen­do tutte le regate del cal­en­dario: un record. Insieme con loro, il padre di Mat­teo, Ali­gi, ex pres­i­dente delle bisse di Gar­da, e il fratel­lo di Alber­to, Ettori­no Malfer, che di bandiere del lago ne ha vinte una dozzi­na. Han­no tri­onfa­to in sci­oltez­za, con giri di boa da man­uale. Il Bor­go ci ha prova­to anche quest’anno a con­trastare lo strapotere del Corset­to. Piefrancesco Maf­fez­zoli, Sil­vano dall’Agnola, Rober­to Avanzi e Mas­si­mo Favet­ta han­no dato sfog­gio di classe. Nul­la da fare. Anche per­ché il sorteg­gio è sta­to loro avver­so: per il quin­to anno di segui­to han­no avu­to in sorte la cor­sia «da levà», quel­la al largo, penal­iz­za­ta per la pro­fon­dità dell’acqua e le cor­ren­ti fas­tidiose. Sfor­tu­nati. Terza in finale la Spagna, che è usci­ta a tes­ta alta. Ai remi Mir­co Poz­zani, Cris­t­ian Faraoni, Osval­do Maz­zure­ga e Mar­co Malfer, il figlio di quell’Alberto che è re del remo sul­la bis­sa di Gar­da e sull’armo del Corset­to. Quar­to il Por­to, ed è qua­si una vit­to­ria per i suoi quat­tro ragazz­i­ni, che infat­ti, dopo l’accesso alla finale, han­no fes­teggia­to. Ai remi Gio­van­ni e Pietro Maf­fez­zoli, figli di Piefrancesco, capo­bar­ca del Bor­go: il pri­mo ha 14 anni, il sec­on­do 18. Con loro, due ven­ten­ni, Gre­go­rio Ari­et­ti e Rug­gero Poz­zani. La voga tipi­ca ha un futuro. Fin qui la gara finale. Delle elim­i­na­to­rie, va det­to che il Pio ha paga­to l’inesperienza, le Antiche Mura sono incap­pate in un giro di boa infe­lice, la Rosa si è bat­tuta per la finale, la Losa ha fat­to la sua ones­ta gara. Il resto? Fred­do, tan­to fred­do. Meno di 18 gra­di di tem­per­atu­ra sul lun­go­la­go: mai vis­to un fer­ragos­to del genere. Ovvi­a­mente, un po’ meno gente del soli­to, ma il pub­bli­co era comunque numeroso.

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