Il turismo si tinge di rosa e il «bed & breakfast» offre un futuro alle donne

Il corso della Provincia sul Sebino e sul Garda

21/11/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
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La nuo­va fron­tiera del tur­is­mo bres­ciano si tinge di rosa. La for­mu­la del «bed and break­fast», di impor­tazione anglos­sas­sone, è pronta a gio­care un ruo­lo di pri­mo piano anche nel­la nos­tra provin­cia, facen­do rifer­i­men­to rig­orosa­mente alla com­po­nente fem­minile. Alle donne bres­ciane basterà dis­porre di tre camere nel­la pro­pria abitazione (non sono ammesse le sec­onde case) e non servirà avere alcu­na espe­rien­za nel set­tore ricetti­vo. A crear­la ci penserà il cor­so di for­mazione che ieri mat­ti­na è sta­to pre­sen­ta­to alla stam­pa a Palaz­zo Bro­let­to. Una vera novità per alcune zone tur­is­tiche del­la provin­cia, ad esem­pio il Sebi­no, da sem­pre vota­to esclu­si­va­mente a campeg­gi e alberghi. I due bed and break­fast pre­sen­ti (Pader­no e Provaglio) lam­bis­cono per di più il ter­ri­to­rio del­la Fran­ci­a­cor­ta. Un’ulteriore oppor­tu­nità che ha però il sapore del­la con­fer­ma per il Gar­da, già dota­to di 10 strut­ture di questo tipo. Deus ex machi­na dell’iniziativa è la coop­er­a­ti­va «Laser» con il patrocinio dal­la Provin­cia e di tre comu­nità mon­tane: Sebi­no bres­ciano, Vallesab­bia e Alto Gar­da. Il tut­to per incre­mentare l’offerta tur­is­ti­ca sul ter­ri­to­rio attra­ver­so una ricezione agile, snel­la e soprat­tut­to esente dalle clas­siche regole com­mer­ciali. Per met­tere a dis­po­sizione la pro­pria casa agli ospi­ti, alle donne bres­ciane non servirà nè avere una posizione Iva nè iscriver­si alla cam­era di com­mer­cio. Le uniche «ref­eren­ze» riguardano l’ospitalità: sei posti let­to (lim­ite mas­si­mo), un bag­no e un locale per servire la colazione. Una pro­pos­ta allet­tante per le famiglie in cer­ca di un arro­ton­da­men­to del bilan­cio domes­ti­co che non com­por­ti un grande inves­ti­men­to eco­nom­i­co e di energie. Nep­pure nel­la fase di for­mazione: il cor­so pre­sen­ta­to ieri è asso­lu­ta­mente gra­tu­ito e prevede 360 ore di lezione, delle quali 160 teoriche. Le restanti 200 saran­no ripar­tite fra le eserci­tazioni pratiche e le vis­ite istrut­tive. Una delle pos­si­bili mete indi­cate potrebbe essere addirit­tura l’Irlanda. Attual­mente nel­la nos­tra provin­cia oper­a­no 16 strut­ture di questo tipo e i dati degli ulti­mi tem­pi sem­bra­no decisa­mente di buon aus­pi­cio: poco più di 1000 le pre­sen­ze nel cor­so del 2001, super­a­ta quo­ta 2000 nei pri­mi mesi di quest’anno. Sec­on­do i respon­s­abili dell’Apt «arrivare a 10 mila pre­sen­ze nei prossi­mi anni non è un sog­no». A ruo­ta anche il pres­i­dente del­la Provin­cia Alber­to Cav­al­li: «Il bed and break­fast va ad incre­mentare il nos­tro panora­ma ricetti­vo coni­u­gan­do l’esperienza eco­nom­i­ca a quel­la famigliare. Può dare che buoni frut­ti alla fisic­ità del ter­ri­to­rio con ristrut­turazioni e ammod­er­na­men­ti delle abitazioni». Una for­ma di ricettiv­ità nata «gio­vane» e svilup­patasi a tut­to cam­po: «oggi — ha spie­ga­to l’assessore provin­ciale al tur­si­mo — i fruitori di queste strut­ture non sono esclu­si­va­mente i gio­vani. Si trat­ta per lo più di tur­isti sui 40 anni che chiedono un’offerta per­son­al­iz­za­ta. Il bed and break­fast inoltre rical­ca il nuo­vo trend delle vacanze: veloci e dinamiche con sposta­men­ti repen­ti­ni». Il cor­so (fre­quen­za obbli­ga­to­ria da gen­naio a aprile 2003) è sta­to sdoppi­a­to per motivi logis­ti­ci. Dod­i­ci parte­ci­pan­ti seguiran­no le lezioni nel­la zona di Iseo e del­la Fran­ci­a­cor­ta, la restante metà invece in Vallesab­bia e sul Gar­da. Le donne inter­es­sate dovran­no pre­sentare doman­da alla sede cit­tad­i­na del­la «Laser» al civi­co 11 di via Cal­le­gari (tel. 030 42727 — 42451) entro il 16 dicem­bre 2002.

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