Presto una mostra sui progetti di sviluppo dell’aeroporto

Il «D’Annunzio» del futuro prende il volo dal Politecnico

15/08/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Montichiari

L’aeroporto di Mon­tichiari prossi­mo ven­turo, con una o due piste (mil­i­tari di Ghe­di per­me­t­ten­do), sec­on­do hub del­la Lom­bar­dia, sca­lo di ril­e­van­za inter­nazionale. Men­tre il «» con­quista giorno dopo giorno la fidu­cia dei passeg­geri, aven­do anche ottime carte da gio­care nel trasporto mer­ci, c’è chi sui tavoli di prog­et­tazione cer­ca di immag­i­narne il futuro, sfor­nan­do elab­o­razioni che se in ques­ta fase sono soltan­to teoriche non escludono tut­tavia per­cor­si di fat­tibil­ità. A quest’opera di elab­o­razione e prog­et­tazione si sono ded­i­cati un centi­naio di stu­den­ti del Politec­ni­co di , del lab­o­ra­to­rio di sin­te­si finale (diret­to dal pro­fes­sor Remo Dori­gati; assis­ten­ti Pao­lo Bel­loni, Rena­to Girelli, Pietro Man­az­za, Pao­lo Mestriner) con tema speci­fi­co: «Prog­et­tazione del nuo­vo inter­ven­to aero­por­tuale di Mon­tichiari». Al Politec­ni­co si affi­an­ca l’ Cat­toli­ca di Milano, con la col­lab­o­razione del pro­fes­sor Mas­si­mo Fer­rari, assis­tente Luca Pao­lo Sal­va­tori, autori di uno stu­dio dal tito­lo: «L’aeroporto di Mon­tichiari: sto­ria e prospet­tive di svilup­po». Il frut­to del­la ricer­ca degli stu­den­ti — alcu­ni di questi stranieri — cos­ti­tuirà argo­men­to di una mostra in pro­gram­ma all’inizio del prossi­mo anno acca­d­e­mi­co pres­so l’aeroporto di Mon­tichiari. Le idee degli uni­ver­si­tari han­no prodot­to una ses­san­ti­na di elab­o­rati; tra questi c’è di tut­to, dal­lo svilup­po di una vera e pro­pria cit­tadel­la com­mer­ciale intorno allo sca­lo, oppure un pro­l­unga­men­to del­la cit­tà «lin­eare», cos­ti­tui­ta dal capolu­o­go, il pro­l­unga­men­to a est con gli inse­di­a­men­ti pro­dut­tivi e l’aeroporto come ter­mi­nal, luo­go di rac­col­ta e di smis­ta­men­to delle mer­ci. Sono idee frut­to di una lun­ga ricer­ca dei gio­vani uni­ver­si­tari, sug­ges­tive, all’avanguardia, e quin­di da maneg­gia­re con cir­cospezione, ma di sicuro, a det­ta dei docen­ti che le han­no vision­ate, qualche pro­pos­ta potrebbe cos­ti­tuire un buon pun­to di parten­za per lo svilup­po del­lo sca­lo bres­ciano che pro­prio nelle ultime set­ti­mane ha cos­ti­tu­ito la soci­età di ges­tione autono­ma. Alla pres­i­den­za i soci bres­ciani han­no appe­na indi­ca­to Ugo Gus­sal­li Beretta, pres­i­dente dell’omonimo grup­po armiero, anche se l’85 per cen­to del cap­i­tale rimane sal­da­mente nelle mani dei soci verone­si del Cat­ul­lo, il «papà» di Mon­tichiari. E pro­prio la riduzione di ques­ta quo­ta e l’ingresso nel­la com­pagine azionar­ia di nuovi soci è il com­pi­to che attende gli ammin­is­tra­tori bres­ciani e verone­si alla ripresa post-ferie. Tor­nan­do al lab­o­ra­to­rio del Politec­ni­co di Milano gli stu­den­ti han­no vis­i­ta­to la Regione, ascolta­to i diri­gen­ti del Cat­ul­lo, vision­a­to dati e ricerche pri­ma di giun­gere alla redazione dei loro elab­o­rati. È dura­ta mesi la ricer­ca e ora la gius­ta sod­dis­fazione con la mostra del mate­ri­ale prodot­to pres­so l’aeroporto pro­tag­o­nista di una così atten­ta indagine che potrà anche svilup­par­si nell’elaborazione di tesi di lau­rea. L’autunno offrirà quin­di una inter­es­sante occa­sione per dibat­tere sul futuro di Mon­tichiari, anche alla luce delle deci­sioni che pren­der­an­no gli azion­isti. Gan­dalf si dichiara sod­dis­fat­ta dei col­lega­men­ti con Roma (tra l’altro nell’azionariato Gan­dalf è appe­na entra­to un impren­di­tore bres­ciano, Mar­cel­lo Gabana, set­tore cal­ces­truzzi con inter­es­si diver­si­fi­cati, spon­sor nel mon­do del­lo sport); l’ex hangar mil­itare dispone degli stanzi­a­men­ti nec­es­sari a com­piere il pri­mo pas­so ver­so la creazione di un car­go cen­ter per le mer­ci. E i char­ter han­no a Mon­tichiari la nat­u­rale alter­na­ti­va di Verona. Se si aggiunge una buona via­bil­ità, con la A4 e la A21 col­le­gate all’aeroporto attra­ver­so la tan­gen­ziale sud, e le prospet­tive legate al metrò, le ricerche degli stu­den­ti offrono un ulte­ri­ore, impor­tante con­trib­u­to allo svilup­po del «Gabriele D’Annunzio».