Firmati a Montichiari accordi tra la società aeroportuale, Provincia, Cdc, Aib e le autorità della regione di Vladimir Oblast. Cavalli: «Un’opportunità da cogliere». Beretta: «Lavoriamo per crescere»

Il «D’Annunzio» vola in Russia

13/06/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
William Geroldi

Firme, strette di mano, scam­bi di sou­venir, applausi con­vin­ti in sala. La via ital­iana al social­is­mo degli aero­por­ti del Gar­da pas­sa attra­ver­so il nuo­vo sca­lo in fase di prog­et­tazione di Vladimir, cit­tà di 300mila abi­tan­ti, 180 chilometri a est di Mosca, car­i­ca di sto­ria — è nata alla fine del pri­mo mil­len­nio — e altret­tan­to di econo­mia vis­to che negli ulti­mi anni ha reg­is­tra­to un impetu­oso svilup­po indus­tri­ale, gra­zie alla pre­sen­za di cap­i­tali ital­iani atti­rati da robuste politiche di esen­zione fis­cale. Nel­la palazz­i­na che ospi­ta gli uffi­ci dell’aeroporto «» di Mon­tichiari si sono ritrovati ieri mat­ti­na in tan­ti, i rap­p­re­sen­tan­ti delle isti­tuzioni e dell’economia bres­ciana e le autorità russe per siglare una serie di accor­di con gli ammin­is­tra­tori del­la regione di Vladimir Oblast, rap­p­re­sen­ta­ta dal vice-gov­er­na­tore Euge­ny Kar­pov. Aero­por­ti del Gar­da, Provin­cia di Bres­cia, Aib, Cam­era di com­mer­cio si sono assi­cu­rati un rap­por­to priv­i­le­gia­to con le isti­tuzioni e l’economia di Vladimir. L’intesa pas­sa attra­ver­so lo sfrut­ta­men­to del poten­ziale aero­por­tuale di Mon­tichiari in prim­is e del­lo sca­lo rus­so la cui prog­et­tazione è sta­ta affi­da­ta ad una soci­età di engi­neer­ing ital­iana la Sws di Tren­to, per non dire del­la soci­età che intende real­iz­zar­lo una joint ven­ture ita­lo-rus­sa in cui gio­ca un ruo­lo di pri­mo piano un’altra ital­iana, la Pasit Italia di Tren­to. Ful­vio Cav­al­leri, pres­i­dente del Cat­ul­lo di Verona, a nome degli aero­por­ti del Gar­da, ha defini­to i pro­to­col­li sot­to­scrit­ti ieri «il pri­mo tas­sel­lo di col­lab­o­razione con l’est, speran­do in una col­lab­o­razione oper­a­ti­va che pos­sa essere avvi­a­ta il più presto pos­si­bile, sia tra gli scali che tra le com­pag­nie aeree». E Ugo Gusal­li Beretta, pres­i­dente del D’Annunzio, al ter­mine del­la cer­i­mo­nia anno­ta­va da una salet­ta dal­la quale si pote­vano osser­vare i due mastodon­ti­ci Boe­ing 747 di Ocean Air­lines « parcheg­giati» nelle piaz­zole: «È la con­fer­ma che lo staff ha sem­pre lavo­ra­to per lo svilup­po dell’aeroporto di Mon­tichiari». Aggiunge­va più tar­di Alber­to Cav­al­li: «È una prospet­ti­va inter­es­sante i cui ben­efi­ci val­uter­e­mo nel tem­po. Ci siamo accor­ti del­la bon­tà di un prog­et­to strate­gi­co e abbi­amo ritenu­to che la nos­tra pre­sen­za fos­se par­ti­co­lar­mente utile in un Paese in cui l’istituzione è il domi­nus». La Rus­sia cos­ti­tu­isce anche una risor­sa tur­is­ti­ca ed è quin­di «inevitabile pro­por­si — spie­ga Cav­al­li — di far crescere un rap­por­to che ci con­sen­ta di portare a Bres­cia un tur­ista che di soli­to ha ele­vate capac­ità di spe­sa». La Provin­cia con il pres­i­dente Alber­to Cav­al­li ha poi fir­ma­to il pro­to­col­lo d’intesa che attra­ver­so Mon­tichiari e lo sca­lo di Vladimir pun­ta a favorire il traf­fi­co passeg­geri e mer­ci da e per l’Italia, con una proiezione ancor più a ori­ente, ver­so l’aeroporto siberi­ano di Khorol, vera e pro­pria por­ta sull’estremo ori­ente, e ver­so il mer­ca­to cinese in par­ti­co­lare. Un aero­por­to strate­gi­co, spie­ga­vano gli esper­ti ieri a Mon­tichiari. Le mer­ci ital­iane dal D’Annunzio rag­giun­gereb­bero Vladimir e da lì attra­ver­so vet­tori rus­si ogni altra local­ità sen­za pagare alcun dazio. Ed è quel­lo a cui pun­tano i part­ner ital­iani di questo accor­do: ben­e­fi­cia­re di costi infe­ri­ori e anche di tem­pi di con­seg­na più celeri. Evge­ny Kar­pov, vice-gov­er­na­tore del­la regione di Vladimir Oblast, tra una fir­ma e l’altra del nutri­to pac­chet­to di accor­di, ha rib­a­di­to l’impegno a strin­gere i rap­por­ti con gli aero­por­ti del Gar­da, in par­ti­co­lare con Mon­tichiari che ha tutte le carat­ter­is­tiche per diventare un part­ner impor­tante dell’economia del­la regione. L’unico aero­por­to esistente era mil­itare e quin­di imprat­i­ca­bile; da qui la deci­sione di real­iz­zare uno sca­lo nuo­vo, al quale non han­no fat­to man­care il know how in fase di prog­et­tazione pro­prio le imp­rese ital­iane. Lo sca­lo di Vladimir pun­ta a movi­menta­re una vol­ta a regime un mil­ione di passeg­geri e mer­ci per 100mila ton­nel­late l’anno, con una pista lun­ga 3,5 chilometri, idonea ad accogliere veliv­oli sen­za alcu­na lim­i­tazione. Tem­pi di ese­cuzione dell’opera? Un paio di anni. Nel frat­tem­po, ammet­tono a Mon­tichiari, è già par­ti­ta la ricer­ca delle com­pag­nie aeree a cui offrire lo sca­lo bres­ciano. L’accordo appe­na vara­to con la Regione di Vladimir Oblast è, a det­ta di tut­ti, una buona «rac­co­man­dazione»

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