Dalla Regione un milione per i lavori di ripristino ad 11 anni dallo scoppio che costò la vita a due operai

Il depuratore rimettein moto la «linea fanghi»

Di Luca Delpozzo

Il dis­se­que­stro sei mesi fa Tra un anno e mez­zo si pro­dur­rà bio­gas e ci saran­no van­tag­gi per lo smal­ti­men­toRi­par­tirà entro un anno e mez­zo la lin­ea fanghi del depu­ra­tore con­sor­tile aril­i­cense. A dare un’accelerata al via dei lavori il finanzi­a­men­to di un mil­ione di euro eroga­to dall’assessore regionale Gian­car­lo Con­ta. Sol­di che servi­ran­no a coprire il 99 per cen­to dei costi del pri­mo stral­cio in un inter­ven­to svilup­pa­to in tre fasi per una spe­sa com­p­lessi­va di duemil­ioni 300 mila euro, equa­mente sud­di­visi tra la veronese e la bres­ciana Gar­da Uno, pro­pri­etarie del depu­ra­tore di Peschiera.«La lin­ea fanghi», spie­ga il diret­tore dell’Ags Alber­to Ardieli, «è com­pos­ta da due man­u­fat­ti denom­i­nati digestori. Uno di questi il 12 mar­zo 1997 fu dan­neg­gia­to da un’esplosione che provocò la morte di due operai. A segui­to dell’incidente l’autorità giudiziaria pose l’intera lin­ea sot­to seque­stro. Solo sei mesi fa è avvenu­ta la revo­ca del provved­i­men­to e ciò ci ha per­me­s­so di pre­dis­porre un prog­et­to di ristrut­turazione impian­tis­ti­ca per la sis­temazione e il recu­pero del­la lin­ea sud­di­vi­so in tre tappe: il pri­mo stral­cio, quel­lo finanzi­a­to, prevede la sis­temazione del­la cen­trale ter­mi­ca e del dige­store non inter­es­sato dal­lo scop­pio che si pre­sen­ta inte­gro dal pun­to di vista edile ma richiede il com­ple­to rifaci­men­to dell’impiantistica; con il sec­on­do stral­cio s’interverrà invece sul di gestore scop­pi­a­to recu­peran­done la com­ple­ta funzionalità».«La terza fase, quel­la dell’essiccamento dei fanghi»,prosegue Ardieli, «forse ver­rà riv­ista in fun­zione di una soluzione che potrebbe inter­es­sare anche realtà analoghe ad Ags».«Grazie al con­trib­u­to regionale», ha rib­a­di­to Alber­to Tomei pres­i­dente di Ags, «com­in­ci­amo a inter­venire sul­la lin­ea fanghi per ottenere un risparmio ener­geti­co gra­zie al riu­ti­liz­zo del bio­gas prodot­to nei digestori. In queste strut­ture viene ridot­ta la sostan­za organ­i­ca pre­sente nei fanghi, un proces­so che ha due con­seguen­ze pos­i­tive: da una parte la pro­duzione di bio­gas, che uti­lizzer­e­mo come fonte ener­get­i­ca rin­nov­abile all’interno dell’impianto; dall’altra la riduzione dei volu­mi dei fanghi e dunque la dimin­uzione dei costi per il loro smaltimento».Infatti in questi anni di chiusura del­la lin­ea fanghi i costi di smal­ti­men­to in dis­car­i­ca sono aumen­tati, con rin­caro delle tar­iffe a cari­co dei cit­ta­di­ni. «Il mil­ione stanzi­a­to da Venezia», ha con­tin­u­a­to Tomei, «dimostra la vic­i­nan­za del­la Regione nei con­fron­ti del depu­ra­tore di Peschiera e del Gar­da così com’è sta­to col finanzi­a­men­to dei tre stral­ci di adegua­men­to del­la lin­ea acqua dell’impianto, che ci con­sen­tirà di aumentare la capac­ità idrauli­ca e di miglio­rare la qual­ità delle acque di scari­co dell’impianto». «Negli ulti­mi nove anni», ha det­to l’assessore Gian­car­lo Con­ta, «la Regione ha des­ti­na­to qua­si 18 mil­ioni per inter­ven­ti sull’impianto di depu­razione di Peschiera e la con­dot­ta fog­nar­ia sub­lacuale. Nel­la log­i­ca dell’attenzione al lago di Gar­da è mia inten­zione allargare anche ai laghi quan­to prevede la legge in mate­ria di dife­sa delle coste marine. Ciò con­sen­tirebbe di avere finanzi­a­men­ti annu­ali sicuri e risorse per inter­venire in tutte le situ­azioni critiche», ha con­clu­so Con­ta, pron­to ad annun­cia­re che il 13 mar­zo sarà pre­sen­ta­to a Tor­ri un prog­et­to regionale che con il coin­vol­gi­men­to di Lom­bar­dia e Provin­cia di Tren­to affron­terà i prob­le­mi dell’ecosistema garde­sano per trovare soluzioni con­di­vise.