Prg e prima serata di dibattito dimostrano l'impossibilità di conciliare le posizioni sul progetto di vincolo per il Maffei. Il «5 maggio» sarebbe stato acquistato per 5 miliardi di vecchie lire

Il dilemma: nuovo liceo o condominio?

15/11/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

La pri­ma ser­a­ta di dibat­ti­to in con­siglio comu­nale sul­la pro­pos­ta del­la giun­ta di imporre un vin­co­lo sco­las­ti­co sul com­pen­dio Cinque Mag­gio ha dimostra­to che in cer­ti casi non si pos­sono con­cil­iare pub­bli­ca util­ità ed inter­esse pri­va­to ed ha così car­i­ca­to il voto che i trenta con­siglieri esprimer­an­no (forse la prossi­ma set­ti­mana) d’un fardel­lo di respon­s­abil­ità mai sper­i­men­ta­to nei soli­ti pic­coli cab­o­tag­gi (in fon­do, nem­meno com­prare la Mirala­go coi sol­di del­la provin­cia è una grande impresa).La situ­azione è chiara. Da una parte la pro­pos­ta del­la giun­ta in cui si affer­ma che il vin­co­lo «è stret­ta­mente nec­es­sario per risol­vere i prob­le­mi del­la man­can­za di spazio per il liceo Andrea Maf­fei»; che il con­sol­i­da­men­to entro la cer­chia urbana del­l’is­ti­tu­to è pos­si­bile solo a pat­to di «dare rispos­ta ai prob­le­mi di fun­zion­al­ità sco­las­ti­ca non garan­ti­ti dal­la strut­tura attuale»; e che, di con­seguen­za, la vari­ante al prg pro­pos­ta «va val­u­ta­ta in modo pos­i­ti­vo rivesten­do un carat­tere di pub­bli­ca util­ità ed essendo final­iz­za­ta a garan­tire il cor­ret­to fun­zion­a­men­to logis­ti­co del com­p­lesso sco­las­ti­co in fun­zione del con­tin­uo svilup­po del numero degli iscrit­ti». Dif­fi­cile con­testare che l’es­pan­sione fino a viale Dami­ano Chiesa rap­p­re­sen­terebbe la soluzione ide­ale e defin­i­ti­va di tut­ti i prob­le­mi del­la scuo­la, più log­i­ca d’u­na occu­pazione di spazi all’A­graria o di una ulte­ri­ore espan­sione su via san­t’An­na. Dal­l’al­tra parte c’è un impren­di­tore che ha paga­to cinque mil­iar­di (l’in­for­mazione viene da Prati) per acquistare un grup­po di edi­fi­ci caden­ti, con l’in­ten­zione legit­ti­ma (per­chè con­sen­ti­ta dalle leg­gi) di guadag­nar­ci. Di fronte all’even­tu­al­ità di non con­clud­ere l’af­fare, l’im­pren­di­tore si difende e con­trat­tac­ca. Per­chè avete cre­du­to per anni che aggiunte e soprael­e­vazioni potessero bastare? Per­chè non avete pen­sato al vin­co­lo dieci anni fa quan­do è sta­to imposta­to da Fav­ole il nuo­vo prg? Per­chè nem­meno un mese dopo che il nuo­vo prg ha con­fer­ma­to la pos­si­bil­ità di costru­ire un con­do­minio, salta fuori questo vin­co­lo? La con­clu­sione, scon­ta­ta, è scrit­ta nel­la let­tera aper­ta recap­i­ta­ta a cura del­la pro­pri­età ai con­siglieri tre ore pri­ma dal­l’avvio del dibat­ti­to: il pro­pri­etario ricor­rerà al Tar e poi, se servirà, al Con­siglio di Sta­to, e chiederà di essere ris­arci­to dei dan­ni pati­ti qualo­ra la mag­i­s­tratu­ra dovesse riscon­trare che la pub­bli­ca util­ità in effet­ti non esiste. E sec­on­do la pro­pri­età in effet­ti ques­ta esi­gen­za di occu­pare l’in­tero com­pen­dio non c’è: si potreb­bero sal­vare capra e cavoli, scuo­la e con­do­minio, con un ennes­i­mo ampli­a­men­to che allun­gasse l’ed­i­fi­cio più anti­co del liceo, quel­lo su viale Lut­ti, fino ad occu­pare mez­za via san­t’An­na. Comune ed impren­di­tore si muovono con logiche diverse: ma chiedere ad un impren­di­tore nel momen­to che rischia di ved­er­si sfi­lare qualche mil­iar­do, di com­pren­dere che non di sole aule è fat­ta una scuo­la, e che gli ulti­mi ven­t’an­ni dimostra­no che a forza di rat­top­pi non si risolvono i prob­le­mi, fran­ca­mente è troppo.