Il sindaco Campagnari: «Grande risultato, ora lo trasformeremo in una cittadella dell’arte».
Il ministero lo include nella lista: non potrà mai essere ceduto

Il Forte ora è tesoro d’Italia

25/05/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Camilla Madinelli

Il Forte è pro­mosso. Il com­pen­dio mon­u­men­tale sim­bo­lo del paese è dichiara­to di notev­ole inter­esse stori­co artis­ti­co da parte del Min­is­tero per i Beni e le attiv­ità cul­tur­ali. Forte Wohlge­muth entra uffi­cial­mente nell’anagrafe dei beni cul­tur­ali, mas­si­mo vin­co­lo in vig­ore. Ora il bene è inalien­abile, né è più pos­si­bile la sua ven­di­ta da parte del­lo Sta­to, mag­a­ri a pri­vati, come s’era temu­to due anni fa, quan­do sull’onda del Decre­to Tremon­ti venne inser­i­to nell’elenco dei beni dema­niali in vendita.Il tra­guar­do è stori­co ed era atte­so da tem­po dall’amministrazione comu­nale. La comu­ni­cazione è arriva­ta in munici­pio dopo mesi di lavoro, trat­ta­tive e con­tat­ti, da parte del­la Soprint­en­den­za per i beni architet­toni­ci e per il pae­sag­gio di Verona, Vicen­za e Rovi­go, che è sta­ta coin­vol­ta dall’amministrazione locale per il sospi­ra­to riconosci­men­to, insieme alla Direzione per i Beni cul­tur­ali e pae­sag­gis­ti­ci del Vene­to, al Min­is­tero delle Finanze e a quel­lo per i Beni e le attiv­ità cul­tur­ali. Il sin­da­co Mir­co Cam­pag­nari ha sem­pre cre­du­to nel­la pos­si­bil­ità di met­tere per iscrit­to il legame tra la comu­nità e il Forte, che com­prende Bat­te­ria alta, Bat­te­ria bas­sa e caser­ma Masse­na, e ha sostenu­to tutte le pratiche buro­cratiche per la «pro­mozione» del compendio.«Questo impor­tante risul­ta­to per la nos­tra comu­nità lo devo comunque a un lavoro di squadra», si ral­le­gra il pri­mo cit­tadi­no. «Devo un ringrazi­a­men­to a tutte le per­sone che, a vario tito­lo, si sono adop­er­ate per far sì che il forte venisse ascrit­to nell’anagrafe dei beni cul­tur­ali: tra le quali l’architetto Lino Vit­to­rio Bozzet­to, autore di uno stu­dio molto det­taglia­to sul com­pen­dio, e il pro­fes­sor Gino Ban­ter­la, stori­co com­po­nente del Comi­ta­to Riv­o­li ’97, che ha saputo sen­si­bi­liz­zare i ver­ti­ci politi­ci di Roma sull’argomento».Così ora quel­lo che è il mon­u­men­to di Riv­o­li per eccel­len­za, uno dei for­ti meglio con­ser­vati di tut­ta la Val­dadi­ge, ric­co di spazi al chiu­so dei suoi arco­voli come all’aperto, chiede solo di trovare il modo di essere sfrut­ta­to al meglio delle pro­prie poten­zial­ità. Qualche idea l’ha già lan­ci­a­ta il Comi­ta­to Riv­o­li ’97, nato per cel­e­brare il due­cen­tes­i­mo anniver­sario dal­la battaglia di Napoleone e atti­vo quest’anno per il 210°, con la pri­ma edi­zione del «Mag­gio rivolese».«Questo luo­go nato con una vocazione mil­itare potrà diventare una cit­tadel­la del­la cul­tura e dell’arte, dove orga­niz­zare incon­tri e inizia­tive aperte alla comu­nità di Riv­o­li e a tut­ta la Val­dadi­ge», affer­ma il pres­i­dente del comi­ta­to Ulderi­co Rag­no. «Gli spazi ci sono, si trat­ta solo di rac­cogliere le forze e le idee».Dato in con­ces­sione provvi­so­ria all’am­min­is­trazione comu­nale dal Min­is­tero delle Finanze dal gen­naio 1997, dal 28 giug­no 1999 a oggi il Forte è sta­to pro­tet­to dal decre­to di vin­co­lo stori­co mon­u­men­tale; uti­liz­za­to in diverse occa­sioni dal Comune nel cor­so dell’anno, viene gesti­to gra­zie alla pre­sen­za costante di un grup­po di volon­tari che si sono denom­i­nati, appun­to, «Ami­ci del Forte». Ma se pri­ma c’era sem­pre in aggua­to la pos­si­bil­ità di una ven­di­ta, ora il cli­ma è del tut­to diver­so. Riv­o­li sa di pot­er­si godere in tran­quil­lità il suo forte, per­ché nes­suno glielo potrà portare via per far­ci un alber­go di lus­so, un ris­torante o chissà che altro. E dall’alto del monte Castel­lo il «gigante» si gode la pro­mozione e ringrazia, con­tin­uan­do a veg­liare sul paese.