Busa: dal 10 dicembre minime sempre al di sotto dello zero

Il freddo sta spaccando gli olivi

05/01/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Le tem­per­a­ture eccezional­mente rigide di questo balor­do inver­no com­in­ciano a creare qualche prob­le­ma all’o­livi­coltura. Se una quindic­i­na d’an­ni fa a provo­care una strage di olivi fu l’estremo rig­ore del gen­naio, con la colon­ni­na del mer­cu­rio fra i 10 ed i 20 sot­toze­ro, sta­vol­ta è il per­du­rare del fred­do accom­pa­g­na­to dal­la sic­c­ità a spac­care la scorza delle piante in un’area com­pre­sa fra san­t’A­lessan­dro e san Gior­gio. Il meteo provin­ciale con­fer­ma: dal 10 dicem­bre non c’è sta­ta gior­na­ta in cui l’ac­qua non abbia gela­to. Dal 15 al 18 e poi dal 22 a , min­ime fra 3 e 4 sot­toze­ro e mas­sime fra i 5 ed i 6 gra­di. L’an­no nuo­vo ha por­ta­to un ulte­ri­ore irrig­i­men­to, con la min­i­ma asso­lu­ta, meno 5,7 alle 8,35 del­la mat­ti­na del 3.Nelle zone col­li­nari, alla base del­la coro­na di mon­ti che cir­con­dano la Busa, la sic­c­ità è mag­giore (l’ac­qua scivola per grav­ità ver­so il bas­so): da Roncaglie al Brione a Padaro le piante arrestano il proces­so veg­e­ta­ti­vo ed aspet­tano la pri­mav­era. Diver­sa la situ­azione — spie­gano i tec­ni­ci — nel fon­dovalle dove le radi­ci con­tin­u­ano a trovare nel ter­reno umori da risuc­chiare. Fra la cortec­cia e la mas­sa lignea del tron­co con­tin­ua così a scor­rere lin­fa: poca, per for­tu­na. Quel­la risente delle tem­per­a­ture basse, gela e, aumen­tan­do di vol­ume, spac­ca let­teral­mente la cortec­cia. Un altro seg­nale del­la sof­feren­za del­l’al­bero è dato dal fat­to che a scrol­lare il tron­co, le foglie cadono. I tec­ni­ci del­l’E­sat han­no già riscon­tra­to sia le spac­ca­ture che la cadu­ta delle foglie. All’As­so­ci­azione Agraria pros­egue la rac­col­ta delle olive, che non ter­min­erà pri­ma del 15 o 16 del mese: l’an­na­ta è molto buona sia per quan­tità che per qual­ità. Per le drupe le tem­per­a­ture rigide non rap­p­re­sen­tano un prob­le­ma, dato che ormai le olive sono rag­grinzite aven­do per­so mol­ta del­l’ac­qua che con­tenevano anco­ra alla fine di novem­bre: così, per buona sorte, non gelano più.

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