Una banca dati ne certificherà la qualità e la provenienza

Il futuro del kiwi è nei microchips

21/11/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Luca Belligoli

Si è svolto nel cen­tro con­gres­si del Cen­tro tur­is­ti­co garde­sano il con­veg­no sul tema «Il Kiwi del Gar­da; aggior­na­men­to di tec­ni­ca coltur­ale e pro­poste di val­oriz­zazione del prodot­to» orga­niz­za­to dal Comune di Bus­solen­go in col­lab­o­razione con il mer­ca­to ortofrut­ti­co­lo e la Ban­ca popo­lare dell’Emilia Romagna. Il sin­da­co Lino Ven­turi­ni e il con­sigliere del­e­ga­to all’agricoltura Graziano Squar­an­ti han­no fat­to gli onori di casa. Ha pre­sen­zi­a­to anche l’assessore provin­ciale all’a­gri­coltura Albi­no Pezzi­ni il quale ha sot­to­lin­eato che la qual­ità e la sicurez­za ali­menta­re sono le prin­ci­pali sfide a cui è chiam­a­to il com­par­to agri­co­lo». «Verona tra qualche mese potrebbe diventare la sede dell’agenzia per la sicurez­za ali­menta­re», ha annun­ci­a­to Pezzi­ni. Gli ha fat­to eco Luca Mot­ta pres­i­dente del mer­ca­to ortofrut­ti­co­lo inter­co­mu­nale di Bus­solen­go e Pes­cant­i­na. «Il con­siglio di ammin­is­trazione del mer­ca­to ha in pro­gram­ma di varare una com­mis­sione di garanzia che sarà com­pos­ta da rap­p­re­sen­tan­ti dei pro­dut­tori, dei com­mer­cianti e dei con­suma­tori. Intan­to siamo in atte­sa del riconosci­men­to del mar­chio “Il kiwi del Gar­da”». La serie degli inter­ven­ti coor­di­nati da Pietro Cernigliaro, pres­i­dente dell’associazione nazionale diret­tori mer­cati all’ingrosso, è inizia­ta con la relazione di Raf­faele Testolin docente del dipar­ti­men­to di pro­duzione veg­e­tale e tec­nolo­gie agrarie del­l’ di Udine. «Si deve prestare mas­si­ma atten­zione alla potatu­ra», ha rac­co­manda­to Testolin, «ogni taglio infat­ti è una poten­ziale via di inocu­lo di malat­tie per le piante, è nec­es­sario quin­di dis­in­fettare ed evitare di potare il tron­co e i rami prin­ci­pali delle piante adulte. È fon­da­men­tale anche il rin­no­vo dei tral­ci con caden­za almeno bien­nale. Si deve fare mol­ta atten­zione a non eccedere con le conci­mazioni azo­tate», ha con­tin­u­a­to il docente, «per­ché pos­sono com­pro­met­tere la durez­za dei frut­ti e quin­di incidere neg­a­ti­va­mente sul­la loro con­serv­abil­ità. Per quan­to riguar­da l’impollinazione i risul­tati migliori si otten­gono con le api e con il meto­do man­uale». «Il kiwi ital­iano sta otte­nen­do un notev­ole suc­ces­so sul mer­ca­to inter­nazionale ed in par­ti­co­lare negli Sta­ti Uni­ti d’America», ha det­to Wal­ter Guz­zar­di con­sulente com­mer­ciale, «ma purtrop­po c’è anco­ra il prob­le­ma degli anticipi di rac­col­ta che com­por­ta l’im­mis­sione sul mer­ca­to di frut­ti con un liv­el­lo di mat­u­razione insuf­fi­ciente; ciò deter­mi­na la dequal­i­fi­cazione del nos­tro prodot­to. Per scon­fig­gere defin­i­ti­va­mente i fur­bi che com­mer­cial­iz­zano kiwi con insuf­fi­ciente gra­do zuc­cheri­no e sapore e durez­za inqual­i­fi­ca­bile, ser­vono regole certe e sanzioni severe». «Le regole di pro­duzione e com­mer­cial­iz­zazione dovreb­bero essere fis­sate da un organ­is­mo inter­pro­fes­sion­ale che ten­ga con­to di tut­ta la fil­iera», ha aus­pi­ca­to Daniela Bra­gan­ti­ni del­l’as­so­ci­azione nazionale esporta­tori ortofrut­ti­coli, «le sanzioni comunque non bas­tano; a chi si com­por­ta scor­ret­ta­mente bisogna far pagare il dan­no eco­nom­i­co arreca­to al set­tore. Per offrire al con­suma­tore pre­cise garanzie di qual­ità si deve essere in gra­do di garan­tire tut­ti i pas­sag­gi segui­ti dal prodot­to dall’azienda agri­co­la che lo pro­duce alla ven­di­ta al det­taglio. I dati pos­sono essere agevol­mente immes­si e let­ti con i sis­te­mi del codice a barre o del microchips che sono in gra­do di con­tenere un gran numero di infor­mazioni. La trac­cia­bil­ità di tut­ti i prodot­ti agroal­i­men­ta­ri è un’e­si­gen­za molto sen­ti­ta e presto potrà diventare un obbli­go di legge».

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