La municipalizzata del lago si allea con Lumezzane e crea «Gardalumen». L’obiettivo: entrare nel mercato dell’elettricità

Il Garda 1 si dà all’energia

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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

I comu­ni del­la spon­da bres­ciana del lago, riu­ni­ti a Portese di San Felice, han­no approva­to l’al­tra sera lo statu­to per la cos­ti­tuzione di due nuove soci­età: la srl «Gardalu­men», for­ma­ta da Azien­da spe­ciale e Lumen­er­gia, e la spa «Gar­dam­bi­ente». La pri­ma avrà la sede legale a Padenghe (è lì, infat­ti, che nei prossi­mi mesi si trasferirà la soci­età pilota­ta da Gui­do Maru­el­li, ex sin­da­co di S. Felice) e ammin­is­tra­ti­va a Lumez­zane. L’ob­bi­et­ti­vo? Acquisire con­ces­sioni riguardan­ti l’u­ti­liz­zo di risorse idriche, riat­ti­vare cen­trali e impianti, assumere parte­ci­pazioni, stip­u­lare con­ven­zioni di scam­bio e ces­sione con l’Enel o altri pro­dut­tori pri­vati, effet­tuare ricerche e prog­et­tazioni, dis­tribuire qual­si­asi fonte di ener­gia per usi famil­iari, arti­gianali, indus­tri­ali, agri­coli, com­mer­ciali, impeg­nar­si in stu­di di lab­o­ra­to­rio riguardan­ti in par­ti­co­lare il set­tore degli idro­car­buri e nuove fonti, costru­ire e gestire impianti per la dis­tribuzione di metano, ma anche di qual­si­asi mez­zo di trasporto di idro­car­buri liq­ui­di e gas­sosi. L’ogget­to del­la pos­si­bile attiv­ità è chilo­met­ri­co. Com­prende la prog­et­tazione e costruzione di impianti petrolchimi­ci, il com­mer­cio di car­bone e altri prodot­ti ener­geti­ci, la ges­tione di strut­ture per lo stoccag­gio, il trat­ta­men­to e lo smal­ti­men­to defin­i­ti­vo di rifiu­ti e scar­ti di ogni tipo, nonchè di impianti per il recu­pero e il rici­clo di materie prime, la pro­duzione e dis­tribuzione del fred­do, l’impianto e l’e­ser­cizio di reti di pub­bli­ca illu­mi­nazione (com­p­rese le lam­pade votive nei cimi­teri), la real­iz­zazione e ges­tione di parcheg­gi, impianti semafori­ci, cab­latu­ra di servizi telem­ati­ci e infor­mati­ci, car­tografia e mon­i­tor­ag­gio del ter­ri­to­rio, la dife­sa, il recu­pero e la bonifi­ca del­l’am­bi­ente, l’ac­qui­sizione di brevet­ti nel cam­po delle fonti di ener­gia. Il cap­i­tale sociale è pari a 50 mila euro. Il numero dei com­po­nen­ti del con­siglio di ammin­is­trazione potrà oscil­lare fra tre e undi­ci. In aper­tu­ra di sedu­ta l’assem­blea del­l’Azien­da spe­ciale — Con­sorzio ave­va approva­to il con­sun­ti­vo 2000. Poi ha dato l’ok alla nasci­ta di «Gar­da Ambi­ente», cre­a­ta assieme alla con­sorel­la del­la spon­da veronese. La nuo­va spa diven­terà il brac­cio oper­a­ti­vo, nel sen­so che in futuro gestirà i col­let­tori fog­nari, gli acque­dot­ti, il depu­ra­tore di Peschiera, lo smal­ti­men­to dei rifiu­ti soli­di, la pulizia delle spi­agge, il bat­tel­lo spazz­i­no e quan­t’al­tro. La pro­pri­età delle reti tec­no­logiche, degli immo­bili, delle attrez­za­ture e dei vari mezzi rimar­rà invece sem­pre dei due Con­sorzi. All’inizio ogni comune ricev­erà lo 0,5% delle quote azionar­ie. Le province di Bres­cia e di Verona potran­no entrare col 5%, ma solo con­giun­ta­mente. Suc­ces­si­va­mente le per­centu­ali ver­ran­no riasseg­nate in base ai servizi con­fer­i­ti, vale a dire sec­on­do il fat­tura­to. Sol­lecita­ta dal­la giun­ta di Lona­to, che ha com­in­ci­a­to nei giorni scor­si ad affi­dare al Gar­da Uno le fog­na­ture, ma dovrà atten­dere anni per riscattare l’ac­que­dot­to dal­l’Asm (e trasferir­lo all’azien­da spe­ciale del­la riv­iera), l’assem­blea ha introdot­to alcune cor­rezioni. E cioè: «Suc­ces­si­va­mente ai pri­mi cinque anni, e con un peri­od­ic­ità quin­qui­en­nale, nel caso in cui uno o più comu­ni già soci inten­dessero affi­dare altri servizi, si darà cor­so, a loro favore, a un aumen­to del cap­i­tale sociale, sen­za appli­cazione di sovraprez­zo, in relazione all’en­tità del fat­tura­to prodot­to, con con­seguente ripara­me­trazione delle quote di tut­ti i parte­ci­pan­ti». Non si ter­rà invece con­to del­la popo­lazione. «Gar­da ambi­ente» avrà un con­siglio di ammin­is­trazione com­pos­to da sette per­sone: quat­tro di una spon­da e tre del­l’al­tra, a rotazione. Al ter­mine un grup­po di sin­daci ha pre­sen­ta­to una mozione, chieden­do di pot­er dis­cutere sui pos­si­bili can­di­dati. Il pres­i­dente del­l’assem­blea, Cino Anel­li, ha stop­pa­to la richi­es­ta, temen­do puz­za di bru­ci­a­to (accor­di sot­to­ban­co). Si è deciso di ripar­larne mer­coledì 25.

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