Il livello del lago continua a scendere. Si spera nella pioggia attesa per oggi. Ceresa: «Danni d’immagine con l’affiorare di alghe e tubature»

Il Garda è rimasto a secco

Di Luca Delpozzo
Pietro Gorlani

Se le recen­ti piogge han­no innalza­to i liv­el­li del lago d’Iseo e dell’Idro, non è così per il Bena­co, che pros­egue la sua lenta ma costante sof­feren­za. e i quat­tro con­sorzi irrigui che gestis­cono l’acqua del Min­cio con­fi­dano nelle piogge pre­viste tra oggi e domani. In assen­za di abbon­dan­ti pre­cip­i­tazioni la situ­azione potrebbe far­si vera­mente crit­i­ca. Il liv­el­lo del lago da quat­tro giorni è fer­mo a 36 cen­timetri sopra lo zero idrometi­co, ma è cala­to di 70 cm in due mesi e mez­zo, di 32 cm dal 1 al 31 luglio. «Per ora l’abbassamento del lago sta por­tan­do solo dan­ni d’immagine ‑spie­ga , seg­re­tario del­la Comu­nità del Gar­da — sco­pren­do alghe, scarichi e tuba­ture: prob­le­mi di cat­ti­va manuten­zione di certe spi­agge, sopratut­to nel bas­so lago». Un dan­no d’immagine non indif­fer­ente nel peri­o­do boom per il turismo.Ma qualo­ra non arrivassero abbon­dan­ti piogge, ai prob­le­mi di immag­ine si sovrap­por­reb­bero altri prob­le­mi, ben più gravi. Se il liv­el­lo del lago scen­derà al di sot­to dei 15 cen­timetri la non potrebbe assi­cu­rare tutte le corse dei suoi alis­cafi (ad oggi è sospe­so solo lo sca­lo di Castel­n­uo­vo). «For­tu­nata­mente il liv­el­lo del lago ha reg­is­tra­to una fre­na­ta negli ulti­mi quat­tro giorni — pros­egue Cere­sa — e sta per finire anche il peri­o­do criti­co per le irrigazioni. Per questo si è deciso, di con­cer­to con i con­sorzi irrigui, di dim­i­unuire i volu­mi d’acqua in usci­ta nel Min­cio da 73metri cubi/secondo a 69mc».A ritar­dare la crisi idri­ca del lago gio­ca un ruo­lo fon­da­men­tale la col­lab­o­razione con i con­sorzi irrigui che uti­liz­zano l’acqua del Min­cio per irri­gare nel Man­to­vano ben 100 mila ettari di col­ture, soprat­tut­to mais. Sec­on­do il dis­ci­pli­nare potreb­bero richiedere fino a 88mc/secondo d’acqua. «Non siamo mai arrivati a richiedere questi quan­ti­ta­tivi ‑spie­ga Cesare Buz­zat­ti, diret­tore del con­sorzio di Bonifi­ca Fos­sa Poz­zuo­lo -. Gra­zie ai buoni rap­por­ti con la Comu­nità del Gar­da e con l’Aipo abbi­amo sem­pre con­cer­ta­to e pro­gram­ma­to insieme gli svasi dal­la diga di Salionze. Non è sta­to un anno facile, non pos­si­amo dire di non aver sof­fer­to la sic­c­ità, ma dovrem­mo essere usci­ti dal peri­o­do criti­co. Ammes­so che nei prossi­mi giorni pio­va come pre­vis­to». Ma sul bilan­cio dell’emergenza idri­ca odier­na pesa anche il sostanziale aumen­to delle col­ture di mais (il cereale più idrovoro in asso­lu­to) a dis­capi­to del­la tipi­ca barba­bi­eto­la da zuc­chero. «Gli agri­coltori quest’anno — pros­egue Buz­zat­ti, han­no dovu­to rip­ie­gare sul mais a causa del­la crisi dei zuc­cher­i­fi­ci man­to­vani». A questo va aggiun­to anche l’aumento del­la colti­vazione del riso (cir­ca 2mila ettari) che richiede for­ti quan­tità d’acqua. E delle risorse idriche nec­es­sarie all’agricoltura man­to­vana si par­lerà anche nel con­veg­no in pro­gram­ma a Man­to­va in set­tem­bre, che riu­nirà intorno ad un tavo­lo tut­ti gli enti coin­volti. «Dovre­mo iniziare a val­utare inizia­tive future — chi­ude Cere­sa — per scon­giu­rare altre crisi idriche. Si ridis­cuterà anche del­la pos­si­bil­ità di uti­liz­zare cave e baci­ni arti­fi­ciali per immagazz­inare acqua nei peri­o­di invernali».