L'agricoltura biologica sarà la locomotiva trainante nell'affermazione rivalutata del Parco Alto Garda

Il Garda gioca tutte le sue carte sull’agricoltura biologica

22/11/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Gargnano

L’a­gri­coltura bio­log­i­ca sarà la loco­mo­ti­va trainante nel­l’af­fer­mazione riva­l­u­ta­ta del . La scommes­sa per trasfor­mar­lo in una risor­sa inte­gra­ti­va, nel val­ore aggiun­to del­l’e­cono­mia ter­ri­to­ri­ale, è sta­ta sot­to­lin­ea­ta dal recente sim­po­sio in occa­sione del­l’An­no Inter­nazionale del­la Mon­tagna pro­mosso dal­l’Onu e dal­la Fao. In sostan­za, è sta­ta focal­iz­za­ta l’op­por­tu­nità di dif­fondere sis­tem­ati­ca­mente la “filosofia” dei prodot­ti bio­logi­ci del­la Comu­nità mon­tana Par­co Alto Gar­da che spazia da Salò alla Val Vesti­no, sede in Gargnano. Evi­den­zi­a­ta anche la sfi­da mira­ta a dif­fondere cap­il­lar­mente la cul­tura dei prodot­ti nat­u­rali, insieme alla neces­sità del­la cer­ti­fi­cazione ambi­en­tale come obi­et­ti­vo gen­erale qual­i­f­i­cante. «Nel Par­co è piut­tosto agev­ole — è sta­to evi­den­zi­a­to — pas­sare al bio­logi­co, per­ché esiste già una rad­i­ca­ta vocazione per le col­ture nat­u­rali. L’e­sem­pio ecla­tante viene dal­l’o­lio bio­logi­co prodot­to dal­lo sta­bil­i­men­to di Tig­nale: sta riscuo­ten­do un aut­en­ti­co suc­ces­so eco­nom­i­co». Il “prog­et­to bio­logi­co” con­tem­pla il ripristi­no e la con­ser­vazione degli ele­men­ti nat­u­rali del ter­ri­to­rio agri­co­lo, il miglio­ra­men­to del­la realtà eco­log­i­ca, l’au­men­to del­la bio­di­ver­sità, il poten­zi­a­men­to del­l’as­sis­ten­za tec­ni­ca nelle aziende. Nel 2002 è sta­to oper­a­to il recu­pero di castag­neti e oliveti; adesso è in pred­i­ca­to il sosteg­no alle colti­vazioni di meli e peri al fine di pro­durre sidro e ace­to, attiv­ità già in auge in alcune aree del Par­co. E così 250 nuovi meli saran­no posti a dimora.

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