Stagione balneare al via. Centoventicinque i punti controllati dalle Asl di Verona, Brescia e Trento. Solo 5 le spiagge ancora «off limits» nell’intero bacino di cui due nel territorio di Peschiera: lungolago Garibaldi e località Palazzo 2

Il Garda gode di buona salute

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Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

Miglio­ra anco­ra il quadro del­la bal­ne­abil­ità sul lago di Gar­da. Anche se con qualche pun­to nero. A Peschiera e a Padenghe, sul­la cos­ta bres­ciana, sono tabù ai bag­ni due spi­agge per cias­cu­na local­ità. Si trat­ta del lun­go­la­go Garibal­di e del­la local­ità Palaz­zo 2 (nel paese bres­ciano invece di San­ta Giu­lia e zona Por­to). Per il resto, come con­fer­ma la , lo sta­to di salute delle acque del più grande lago ital­iano, è decisa­mente otti­mo. Su 125 pun­ti con­trol­lati dalle varie Asl di Verona, Bres­cia e Tren­to, solo cinque spi­agge sono risul­tate non bal­ne­abili: oltre alle quat­tro di pri­ma si deve aggiun­gere San Francesco nel Comune di Desen­zano, che però potrà ridi­ventare balen­abile già con il prossi­mo bol­let­ti­no aven­do super­a­to le ultimis­sime anal­isi. Che la qual­ità delle acque sia giun­ta ad uno stra­or­di­nario liv­el­lo, lo si può ricavare dal­l’ec­cezionale onda­ta di bag­nan­ti che si è river­sa­ta (com­plice anche la calu­ra sof­fo­cante) sulle spi­agge nell’ultimo fine-set­ti­mana. In aggiun­ta a ques­ta buona con­dizione, il cen­tro di elab­o­razione dati del­la Comu­nità ha acquisi­to altri val­ori inter­es­san­ti. La tem­per­atu­ra dell’acqua si è sta­bi­liz­za­ta sui 25 gra­di, la vis­i­bil­ità del fon­dale tra i 7 e i 10 metri. Una situ­azione estrema­mente grade­v­ole per i bag­nan­ti che si immer­gono nelle acque garde­sane. Peschiera, si dice­va, deve fare invece i con­ti con due spi­agge vietate ai bag­ni per tut­ta ques­ta sta­gione. Il lun­go­la­go Garibal­di 1 (trat­to al di là del ponte sul Min­cio in direzione di Lazise) e Palaz­zo 2 (nei parag­gi del por­to Bergami­ni) potran­no ridi­ventare bal­ne­abili solo se le anal­isi com­p­lessi­va­mente rac­colte da qui fino al ter­mine del­la sta­gione, saran­no favorevoli. Le cause di questo mez­zo dis­as­tro sono per ora ignote. Insom­ma, sul ban­co degli impu­tati non c’è nes­suno. «E’ sta­to un inci­dente del tut­to casuale» spie­ga all’« Are­na» il dot­tore Gior­gio Franzi­ni, diri­gente dell’Arpa vene­ta, «avvenu­to lo scor­so anno ver­so Palaz­zo dove c’è la con­ver­gen­za dei col­let­tori bres­ciano e veronese. Le abbon­dan­ti piogge potreb­bero aver provo­ca­to uno sver­sa­men­to di sostanze inquinan­ti nel­la zona pro­prio durante la fase dei con­trol­li, poi è accadu­to il pas­tic­cio. Comunque, adesso» assi­cu­ra Franzi­ni, «la situ­azione sta tor­nan­do alla nor­mal­ità, ma sono nec­es­sarie con­tin­ue indagi­ni ed anal­isi. Dopo aver appro­fon­di­to il tut­to dovrem­mo saperne di più e chiarire anche le respon­s­abil­ità di quell’inquinamento».

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