Si fa un gran parlare di agricoltura biologica, interpretata come mezzo superiore per la salvaguardia dell'ambiente e delle sue risorse naturali

Il Garda guarda al biologico

03/04/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Federico Pelizzari

Si fa un gran par­lare di agri­coltura bio­log­i­ca, inter­pre­ta­ta come mez­zo supe­ri­ore per la sal­va­guardia del­l’am­bi­ente e delle sue risorse nat­u­rali. Lo fa in modo con­cre­to la legge 2.078, che asseg­na ingen­ti cifre agli oper­a­tori agri­coli ami­ci del­la «buona ter­ra» e del­l’am­bi­ente, tan­to che la Ue ero­ga a tam­buro bat­tente appa­gan­ti sovven­zioni come regalie alle imp­rese che prat­i­cano la bioa­gri­coltura, per attuare appun­to una scien­za agraria mira­ta a gov­ernare la natu­ra e le sue risorse, vista non solo come attiv­ità per pro­durre der­rate ali­men­ta­ri. «Aiu­ti des­ti­nati agli agri­coltori dal forte tem­pera­men­to ambi­en­tal­is­ti­co, più che mai decisi — dicono sin­daci e politi­ci — a uti­liz­zare le tec­niche pro­dut­tive rispet­tose del­l’e­colo­gia e del­la tutela ter­ri­to­ri­ale». Il piano è assis­ti­to dal­la Comu­nità mon­tana e riguar­da Salò, Gar­done Riv­iera, Toscolano Mader­no, Tig­nale, Tremo­sine, Limone, Valvesti­no, Mag­a­sa e Gargnano.