I livelli dei laghi. Situazione sotto controllo, ma gli idrometri dei due principali bacini segnalano una crescita allarmante. Si spera nel ritorno del sereno Sette centimetri in una notte. Preoccupazione a Salò e Sirmione

Il Garda sull’orlo dell’emergenza

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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Dopo i tre cen­timetri di mer­coledì, da 135 a 138, ieri il liv­el­lo del Gar­da è sal­i­to ulte­ri­or­mente, balzan­do addirit­tura a quo­ta 145 sul­lo zero idro­met­ri­co di Peschiera (» 7 in appe­na 24 ore). Poichè un cen­timetro equiv­ale a 3,7 mil­ioni di metri cubi di acqua, in due giorni la mas­sa idri­ca è aumen­ta­ta di 37 mil­ioni di mc. Pro­prio il caso di dire che il lago cresce a vista d’oc­chio! Sol­lecita­ta dal pres­i­dente del­la , , l’A­gen­zia inter­re­gionale per il fiume Po (Aipo) ha deciso di aumentare la quan­tità in usci­ta, pas­san­do da 60 mc. al sec­on­do a 80, poi a 100 e, dalle ore 9 di ieri mat­ti­na (giovedì), a 120, così ripar­ti­ti: 87 nel Min­cio, 28 nel canale Vir­gilio e 5 nel­la Seri­o­la. «Con ques­ta scelta la situ­azione dovrebbe riequi­li­brar­si ‑spie­ga , un espert­to -. Fino a 150–155 cen­timetri non esistono prob­le­mi. Poi si corre il ris­chio che, con il ven­to, l’ac­qua traci­mi, e met­ta in dif­fi­coltà i cen­tri dove il lun­go­la­go è piut­tosto bas­so. Mi riferisco a Sirmione e Salò sul­la spon­da bres­ciana, a Gar­da, e Lazise su quel­la veronese. In questi giorni dob­bi­amo fare i con­ti con la piog­gia con­tin­ua e, sulle mon­tagne, con il den­so man­to di neve». Sta­mat­ti­na a Man­to­va, nel­la sede del­l’Aipo, si ter­rà una riu­nione oper­a­ti­va, con il diret­tore, ingeg­n­er Lui­gi Mille, un rap­p­re­sen­tante del­la com­mis­sione liv­el­li, il geol­o­go Vic­nen­zo Ces­chi­ni, vicepres­i­dente del­la Comu­nità del Gar­da, e un tec­ni­co del Con­sorzio Min­cio, ingeg­n­er Mas­si­mo Loren­zi. Per val­utare la situ­azione, esam­inare i bol­let­ti­ni meteo e sta­bilire al lin­ea da assumere. La pos­si­bil­ità di rego­lare gli afflus­si d’ac­qua dal Trenti­no, in par­ti­co­lare dal lago di Mol­veno, e la quan­tità cedu­ta alle cam­pagne del man­to­vano (100 mila ettari) con­sente di mod­i­fi­care parzial­mente i liv­el­li. In un cer­to sen­so il lago assomiglia a una fis­ar­mon­i­ca, che si gon­fia o si sgon­fia. Lunedì 15 set­tem­bre 2003, in piena sic­c­ità, è sta­to toc­ca­to il min­i­mo stori­co: » 8. Il mas­si­mo idro­met­ri­co venne rag­giun­to il 13 novem­bre 1960 con due metri e 12. Dal 16 al 24 set­tem­bre fu reg­is­tra­to un aumen­to di ben 61 cen­timetri, tan­to che il deflus­so dal­lo scol­ma­tore di Salionze venne por­ta­to a 200 mc. al sec­on­do. L’ul­ti­mo allarme risale all’au­tun­no-inver­no del 2000, quan­do il lago arrivò a 176 cen­timetri, cau­san­do allaga­men­ti di scant­i­nati e abitazioni a Salò, Desen­zano, Sirmione e Peschiera.

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