Mentre Roma nega l’apertura della galleria dell’Adige per aumentare la portata

Il Garda va sempre più giù Se non piove sono guai seri

Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

La gal­le­ria Adi­ge-Gar­da non ver­rà aper­ta per far con­fluire le acque del fiume nel lago e, da qui, nel Min­cio e nel Po. Ieri mat­ti­na l’ingeg­n­er Lan­dri­ni, fun­zionario del­la pres­i­den­za del Con­siglio dei min­istri, Dipar­ti­men­to di , ha tele­foni­ca­mente infor­ma­to il numero 1 del­la , che non c’è l’in­ten­zione di pro­cedere in tal sen­so. Nei prossi­mi giorni Roma invierà a Gar­done Riv­iera una nota fir­ma­ta da Gui­do Berto­la­so, capo del­la Pro­tezione civile. L’al­larme era scat­ta­to la set­ti­mana scor­sa quan­do alcu­ni quo­tid­i­ani a dif­fu­sione nazionale ave­vano scrit­to che si sta­va pen­san­do di far con­vogliare le acque del Gar­da per impedire il bloc­co del­la cen­trale Enel sul delta del Po. Il fiume con­tin­ua ad abbas­sar­si, e non c’è più la pos­si­bil­ità di raf­fred­dare i gran­di impianti ter­moelet­tri­ci lun­go gli argi­ni: La Casel­la e Pia­cen­za, Ser­mide e Ostiglia. E, soprat­tut­to, Por­to Tolle. Nelle frazione di Pole­sine Cameri­ni c’è una macchi­na da 2.640 megawatt, da cui dipende l’erogazione di buona parte del­l’en­er­gia del­l’I­talia del Nord. Dopo essere rimas­ta parzial­mente fer­ma per motivi ambi­en­tali, una deci­na di giorni fa il Con­siglio dei min­istri ha autor­iz­za­to a far­la ripar­tire a pieno regime (la ciminiera emette una nube rosa­ta di zol­fo, vis­i­bile fino a Chiog­gia e a Comac­chio), alzan­do la tem­per­atu­ra del flus­so cal­do in usci­ta, per aumentare la pro­duzione. Solo che il Po è in sec­ca, e le autorità han­no pro­pos­to di uti­liz­zare le acque del Gar­da: «Basterebbe alzare le para­toie di Peschiera e Salionze, aumen­tan­do la por­ta­ta del Min­cio e, giù giù, nel Po, sino alla foce». E se i liv­el­li del lago, già ridot­ti a pochi cen­timetri, las­ci­assero scop­erte le fog­na­ture, impe­den­do ai piroscafi di attrac­care nei por­ti e costrin­gen­do i bag­nan­ti a tuf­far­si in una poz­za? «Nes­suna pau­ra. Si potrebbe aprire la gal­le­ria Mori-Tor­bole, con­voglian­do nel Gar­da le ris­erve del­l’Adi­ge». Dimen­ti­can­do che, in tal caso, restereb­bero all’a­s­ciut­to le cam­pagne tra Verona e Vicen­za. L’ipote­si ha soll­e­va­to la pre­sa di posizione di Mongiel­lo e di alcu­ni comu­ni del­la riv­iera veronese, che han­no approva­to delibere a tam­buro bat­tente. «Rib­a­di­amo la forte con­tra­ri­età e oppo­sizione a una sim­i­le eve­nien­za, che pro­cur­erebbe gravis­si­mi dan­ni ambi­en­tali e alter­azioni ter­miche alle acque del lago — han­no rib­a­di­to il pres­i­dente del­la Comu­nità e alcu­ni sin­daci -. Invi­ti­amo le varie isti­tuzioni a intrapren­dere ogni azione idonea per scon­giu­rare la malau­gu­ra­ta ipote­si». Ieri, da Roma, sono giunte ras­si­cu­razioni. Per quan­to riguar­da il liv­el­lo del lago, sce­so a 49 cen­timetri sul­lo zero idro­met­ri­co di Peschiera, la situ­azione è davvero pre­oc­cu­pante. Dalle sor­gen­ti e dagli immis­sari non entra più nul­la. In com­pen­so ci si abbas­sa di due cen­timetri al giorno. Per non cer­care di intac­care com­ple­ta­mente le magre ris­erve, i Con­sorzi di bonifi­ca del man­to­vano han­no deciso di tirare la cinghia, riducen­do l’u­ti­liz­zo d’ac­qua dal 20 al 50%. Così prel­e­vano 65 mc. al sec­on­do rispet­to ai 78 cui avreb­bero dirit­to. Un pal­lia­ti­vo, stante la grande sic­c­ità. Di questo pas­so, il 15 luglio si arriverà a 30 cm. e il giorno 24 ad appe­na 15, la soglia da allarme rosso. A quel pun­to il Gar­da chi­ud­erà le paratoie.