In primo piano lo scorcio di una barca con la rete carica di pesce. Dietro, gli archi e la terrazza del palazzo veneziano.

Il Gardesana lascia un «Buon ricordo»

17/03/2001 in Avvenimenti
Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo
a.p.

In pri­mo piano lo scor­cio di una bar­ca con la rete car­i­ca di pesce. Dietro, gli archi e la ter­raz­za del palaz­zo veneziano. Sono questi i sogget­ti dip­in­ti sul piat­to del ris­torante Garde­sana, new entry in quell’Unione dei ris­toran­ti del Buon Ricor­do che rac­coglie alcu­ni fra i più pres­ti­giosi luoghi del man­giar bene in Italia. Il Garde­sana sta­bilisce un pri­ma­to: è il pri­mo locale del­la riva vene­ta del Gar­da ad essere ammes­so a far parte dell’Unione dei ris­toran­ti del Buon Ricor­do. Ospi­ta­to in quel­lo che ai tem­pi del­la Serenis­si­ma era l’edificio delle riu­nioni del Con­siglio del­la Garde­sana dell’Acqua, il locale tor­re­sano ha avu­to ai pro­pri tavoli per­son­ag­gi come re Juan Car­los di Spagna, Horst Tap­pert (è l’ispettore Der­rick del­la tv), Kim Novak, Lau­rence Olivi­er, Vivien Leigh, Ugo Tog­nazzi, Vit­to­rio Gassman. A gestir­lo è Giuseppe Loren­zi­ni, pres­i­dente degli alber­ga­tori del­la riv­iera veronese del Gar­da. La pre­sen­tazione uffi­ciale del piat­to del Buon Ricor­do del Garde­sana è avvenu­ta alla pre­sen­za anche di numerose per­son­al­ità del mon­do dell’enogastronomia vene­ta, trenti­na e lom­bar­da. «Da anni- ha det­to emozion­a­to Loren­zi­ni, nel­lo stes­so giorno insigni­to anche del tito­lo di cav­a­liere del­la Repub­bli­ca- ci sti­amo impeg­nan­do per offrire una cuci­na che coni­ughi la tradizione lacus­tre con un toc­co di mis­ura­ta cre­ativ­ità. L’ingresso nell’Unione dei piat­ti del Buon Ricor­do è un riconosci­men­to non solo del nos­tro lavoro, ma del­la qual­ità dei e del­la cuci­na del Gar­da». L’Unione ris­toran­ti del Buon Ricor­do è nata nel 1964 a per geniale intu­izione di Orio Ver­gani, scrit­tore e gior­nal­ista, di un gas­tronomo come Ange­lo Berti (gli è sta­ta inti­to­la­ta la scuo­la alberghiera del Chie­vo) e di uno dei maestri del­la pub­blic­ità di quel tem­po, Dino Vil­lani. Fu pro­prio Vil­lani che inven­tò il piat­to, un sou­venir da offrire ai com­men­sali da parte di un nucleo selezion­a­to di ris­toran­ti ital­iani. E i collezion­isti, numero­sis­si­mi, dei piat­ti del Buon Ricor­do ora avran­no un moti­vo in più per pas­sare una piacev­ole ser­a­ta sul Gar­da. Quan­to alla ricetta scelta in abbina­men­to al piat­to del Buon Ricor­do del Garde­sana, si trat­ta di un gus­toso lavarel­lo in agrodolce. L’ha idea­ta lo chef Michele Som­ma ed è anco­ra una vol­ta in per­fet­to equi­lib­rio fra tradizione e inno­vazione: la sal­sa ricor­da l’antico sisàm in uso sul­la riv­iera garde­sana sin dall’età veneziana, men­tre il lavarel­lo è pesce «mod­er­no», del­i­catis­si­mo, divenu­to ele­men­to di traino dell’economia dei pesca­tori del Gar­da negli ulti­mi decenni.

Parole chiave: -