«Il sismografo sul Baldo è spesso attivo»

Il geologo spiega

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Di Luca Delpozzo
a.t.

«Il ter­re­mo­to è un brus­co movi­men­to del­la cros­ta ter­restre che si ver­i­fi­ca in pre­sen­za di una faglia, cioè una spac­catu­ra del­la cros­ta ter­restre dove i bloc­chi di roc­cia si muovono sep­a­rata­mente». Enri­co Castel­lac­cio, di pro­fes­sione geol­o­go è un conosc­i­tore del e delle zone che lo cir­con­dano. «Sul Bal­do i ter­re­moti sono fre­quen­ti, se ne ver­i­f­i­cano all’incirca due al giorno, ma si trat­ta per lo più di even­ti sis­mi­ci reg­is­trati solo dagli stru­men­ti e non avver­ti­ti dal­la popo­lazione», spie­ga. «Si trat­ta però di even­ti tet­toni­ci, legati cioè alla defor­mazione del­la cros­ta ter­restre, e che inter­es­sano l’intero ter­ri­to­rio veronese. La zona col­linare del­la nos­tra provin­cia, infat­ti, è com­pre­sa dal­la pia­nu­ra Padana, a sua vol­ta spin­ta ver­so Nord dagli Appen­ni­ni e dal­la zol­la che cos­ti­tu­isce l’Africa». La zona di Ala e Mori, poi, in par­ti­co­lare è il pun­to di con­ver­gen­za di sue sis­te­mi di faglie. Quel­la Glu­di­cariense, così chia­ma­ta per­ché sim­i­le alla defor­mazione del­la cros­ta ter­restre che si tro­va nelle Alpi Glu­di­carie, corre all’incirca da Nord a Sud nel­la roc­cia sot­to la Val d’Adige, l’altra, det­ta sis­tema schedense, da Nord-Ovest a Sud-est, è una faglia che col­le­ga i Comu­ni di Vicen­za, Schio e si allun­ga appun­to fino alla Val d’Adige. Un’altra corre sot­to il . Tut­to questo rende l’alta Val Laga­ri­na e il Bal­do zone par­ti­co­lar­mente soggette ad even­ti sis­mi­ci, ma che comunque, stan­do alle val­u­tazioni di Castel­lac­cio, sono di lieve entità. (a.t.)

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