«Dovete concederci la piccola isola del Mandracchio»

Il Gep alla Finanza

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

La fes­ta «Anni 60» di fine luglio ha resti­tu­ito alla gente del paese l’isolotto del Ter­raglio, vero nome del lem­bo di ter­ra cre­ato arti­fi­cial­mente negli anni del dopoguer­ra e più conosci­u­to come Man­drac­chio. «Chi è nato e vive qui da molti anni ricor­da­va un iso­la spoglia e dis­or­di­na­ta, un ango­lo tran­quil­lo per le gare di tuffi e i pri­mi amori», rac­con­ta Man­lio Bom­pieri, pres­i­dente del Grup­po eco­logi­co di Peschiera e tra i pro­mo­tori e gli art­efi­ci del recu­pero, inizia­to nel 1997, dei 4.850 mq di esten­sione del Man­drac­chio. «L’isolotto era prati­ca­mente abban­do­na­to da cir­ca 25 anni, dopo le ultime con­ces­sioni dema­niali che lo ave­vano affida­to ad una coop­er­a­ti­va di pesca­tori che per qualche tem­po l’avevano usato per cus­todirvi le reti». Nel 1997 l’Amministrazione comu­nale chiese all’intendenza di Finan­za, di pot­er inter­venire per il ripristi­no ambi­en­tale dell’isola. «L’occasione è sta­ta data dal­la gior­na­ta ded­i­ca­ta alla pulizia dei fon­dali», ricor­da Bom­pieri, «un’iniziativa che si svolge ormai annual­mente e alla quale parte­ci­pano tutte le asso­ci­azioni di volon­tari­a­to del luo­go. Siamo così sal­i­ti all’isolotto e ci siamo trovati di fronte ad un’enorme mas­sa veg­e­ta­ti­va che di fat­to sof­fo­ca­va le piante più impor­tan­ti e che risali­vano agli anni in cui il Man­drac­chio venne real­iz­za­to». Cipres­so cal­vo, sal­ice nos­tra­no, «pir­lar», fichi sel­vati­ci, cespugli di bian­cospino e di rosa can­i­na, sam­bu­co: queste sono alcune tra le specie lib­er­ate dai rovi e dall’eccessivo svilup­po del can­neto, ora ridi­men­sion­a­to, e recu­per­ate all’originale splen­dore. «Un grande lavoro di bonifi­ca che deve essere ulti­ma­to per­ché res­ta anche un pic­co­lo ango­lo da rivedere e sis­temare con la sem­i­na del pra­to», spie­ga il pres­i­dente del Gep annun­cian­do che l’Associazione sta già preparan­do la richi­es­ta di con­ces­sione all’intendenza di Finan­za. Ma in atte­sa di un «riconosci­men­to» for­male da parte dell’ente pro­pri­etario del bene, sono sta­ti i cit­ta­di­ni di Peschiera a vol­er esprimere la loro grat­i­tu­dine ai volon­tari del Gep per il grande lavoro fat­to. «In effet­ti la fes­ta “Anni 60” è nata pro­prio per questo moti­vo e ci ha fat­to molto piacere», com­men­ta Bom­pieri, «anche se il nos­tro augu­rio è che, una vol­ta visti i risul­tati, la gente si dedichi ad impeg­nar­si conc­re­ta­mente aiu­tan­do­ci in tut­ti gli inter­ven­ti di recu­pero ambi­en­tale ai quali abbi­amo lavo­ra­to in questi anni».

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