«La politica? C’è troppa ideologia»

Il giornalista-scrittore Romano Bracalini è stato ospite del Lions Clu

Di Luca Delpozzo
m.to.

Il con­cet­to di polit­i­ca basa­ta sul con­fron­to del dial­o­go tra mag­gio­ran­za e mino­ran­za, sul­la col­lab­o­razione rec­i­p­ro­ca per il bene comune, come sem­br­erebbe logi­co fos­se, appare invece come una lot­ta tra bloc­chi con­trap­posti, tra lib­er­ali e reazionari, poi social­isti e laici-cat­toli­ci, poi paci­fisti ed inter­ven­tisti alla vig­ilia del­la Grande Guer­ra, poi fascisti e comu­nisti, infine destra e sin­is­tra. Ne è con­vin­to Romano Bra­cali­ni, gior­nal­ista e scrit­tore, fre­quen­ta­tore assid­uo delle rive del Gar­da, che ha accetta­to l’in­vi­to a parte­ci­pare ad una ser­a­ta sul tema «Lot­ta polit­i­ca in Italia o guer­ra civile?» pro­mossa nel­l’Ho­tel Pic­co­la Vela dal Lions Club «Desen­zano Lago» pre­siedu­to da Euge­nio Vitel­lo. Bra­cali­ni, con la sua con­suma­ta espe­rien­za e cul­tura stor­i­ca del nos­tro Paese, ha pri­ma riper­cor­so i prin­ci­pali avven­i­men­ti che han­no carat­ter­iz­za­to oltre un sec­o­lo di guerre e di polit­i­ca, per poi com­in­cia­re ad inter­rog­a­r­si su alcu­ni fenomeni socio-politi­ci che da tem­po attra­ver­sano la nos­tra vita polit­i­ca. «Con l’ag­gregazione delle ide­olo­gie in strut­ture di par­ti­to — ha det­to Bra­cali­ni — i par­ti­ti sem­bra­no diventare adesso qua­si dei sin­goli sta­ti che si fan guer­ra tra loro, quin­di, una sor­ta di guer­ra civile che non ha sen­so per­ché si logo­ra in ster­ili guerre intes­tine al sis­tema-Sta­to, per­den­do pro­gres­si­va­mente la fidu­cia degli elet­tori e man­can­do gli obi­et­tivi pri­mari che inter­es­sano i cit­ta­di­ni. Le reali dif­fi­coltà d’og­ni giorno per i politi­ci diven­tano solo como­di argo­men­ti-bandiera del­l’uno o del­l’al­tro schiera­men­to politi­co, per rime­di­are le quali ognuno — ha aggiun­to — pro­pone tesi riso­lu­to­rie con­trap­poste, motivi facili di liti­giosità per­ma­nente». Per lo scrit­tore sem­bra che la polit­i­ca si giochi sen­za esclu­sione di colpi (ecco la «guer­ra civile») nel­la con­trap­po­sizione quo­tid­i­ana su episo­di mag­a­ri mar­gin­ali trascu­ran­do, ogni giorno di più, l’im­mag­ine ed il bene gen­erale dei cit­ta­di­ni e, dunque, del Paese. Bra­cali­ni ha anche trac­cia­to un con­fron­to con le altre situ­azioni europee, facen­do balzare subito all’oc­chio la per­sis­ten­za in Italia di una tenace e net­ta con­trap­po­sizione non solo ide­o­log­i­ca tra gli uomi­ni del potere e quel­li all’opposizione.