Prende il via domani il 22º torneo internazionale open «Città di Arco»

Il gotha degli scacchi ai piedi del castello

20/10/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
p.t.

Anche quest’an­no, per dieci giorni, Arco tornerà ad essere la cap­i­tale degli scac­chi. Dal prossi­mo saba­to fino al 29 otto­bre, infat­ti, si ter­rà la 22ª edi­zione del Fes­ti­val Scac­chis­ti­co Inter­nazionale «Cit­tà di Arco» che, ormai dal 1975, richia­ma ogni anno ai pie­di del castel­lo il gotha inter­nazionale degli scacchi.Sono 140, infat­ti, fino ad ora, i gio­ca­tori che ques­ta vol­ta han­no dato la loro ade­sione, anche se pri­ma del­l’inizio delle gare, l’or­ga­niz­zazione con­ta di rag­giun­gere quo­ta 170, come accadu­to lo scor­so anno. Fra di loro, dice­va­mo, i migliori gio­ca­tori al mon­do, in rap­p­re­sen­tan­za di ben 18 nazioni. Un dis­cor­so vali­do, questo, nonos­tante molti cam­pi­oni saran­no impeg­nati, pro­prio nei prossi­mi giorni, nelle Olmpia­di degli Scac­chi che si svol­go­no ad Istan­bul, in Turchia. «Alcu­ni gran­di maestri non potran­no essere con noi — spie­ga l’or­ga­niz­za­trice del­la man­i­fes­tazione, Cristi­na Rigo — ma il liv­el­lo del­la gara rimane altissi­mo. Fra i cam­pi­oni che han­no volu­to essere ad Arco, superan­do a volte notevoli dif­fi­coltà causate del­la dif­fi­cile situ­azione polit­i­ca del loro paese, ci sono l’is­raeliano Leonid Gof­shtein, vinci­tore dei famosi tornei in Spagna, e la pat­tuglia degli jugoslavi, for­ma­ta Milan Drasko (sec­on­do lo scor­so anno e miglior gio­ca­tore del Mon­tene­gro) e Ste­fan Djuric. Tra i gran­di nomi, poi, c’è sen­za dub­bio anche quel­lo del gio­vanis­si­mo Luke McShane. Sedi­cenne, incred­i­bil­mente già gran mae­stro, l’in­glese rap­p­re­sen­ta sen­za dub­bio una delle gran­di promesse degli scac­chi. «Anche in pas­sato — spie­ga l’asses­sore Fab­rizio Miori — da Arco sono pas­sati per­son­ag­gi che poi han­no vin­to anche il cam­pi­ona­to del mon­do». Oltre all’aspet­to pret­ta­mente ago­nis­ti­co, inoltre, non va dimen­ti­ca­to che il tor­neo rap­p­re­sen­ta per Arco un impor­tante canale di pro­mozione tur­is­ti­ca e, al segui­to dei cam­pi­oni, giun­gono ogni vol­ta centi­na­ia di per­sone. «Il nos­tro stu­pen­do ambi­ente nat­u­ral­is­ti­co — spie­ga Miori — sono l’ide­ale non solo per bik­er o climbers, ma anche per gli scac­chisti. Qui da noi trovano un cli­ma e una tran­quil­lità che ormai sono note e apprez­zate nel­l’am­bi­ente scac­chis­ti­co a liv­el­lo mondiale».