Il rogo che a maggio ha distrutto la struttura e i carri a S. Giorgio ha provocato inevitabili ritardi e ora si discute Matteotti «Il tempo è insufficiente». Marchi «Basta la volontà»

Il Gran Carnevale di Arco è in bilico

04/09/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Arco

La 127ª edi­zione del Gran di Arco andrà in sce­na in tono minore o la tradizione, che prevede i bel­lis­si­mi car­ri alle­gori­ci con le enor­mi fig­ure di car­ta pes­ta, ver­rà rispet­ta­ta? L’in­cen­dio che il 10 mag­gio scor­so ha dis­trut­to il capan­none a san Gir­gio e i sei car­ri cus­todi­ti all’in­ter­no ha causato ritar­di tali da met­tere in forse la stes­sa man­i­fes­tazione? Mario Mat­teot­ti, leader del grup­po “I Mat­tac­chioni”, e Albi­no Marchi, pres­i­dente del comi­ta­to orga­niz­za­tore, la pen­sano in maniera diame­tral­mente diver­sa. «Man­ca il tem­po mate­ri­ale per real­iz­zare le strut­ture: per quest’an­no è meglio cam­biare pro­gram­mi» affer­ma il pri­mo. «Il Carnevale si fa bene o niente. Pos­si­amo farcela, bas­ta la buona volon­tà» tuona il secondo.Venerdì sera, Marchi incon­tr­erà i costrut­tori dei car­ri per con­frontar­si e dis­cutere dei prob­le­mi più impel­len­ti. «Dirò loro che il Gran Carnevale si farà, e si farà in grande stile. Non esistono mezze mis­ure: piut­tosto che real­iz­zare una brut­ta cosa è meglio las­ciar perdere e annullare l’edi­zione 2003. Ad Arco, ve lo assi­curo, non morirà nessuno».Convinzione, ques­ta, espres­sa anche nelle scorse set­ti­mane e che tro­va Mario Mat­teot­ti, stori­co real­iz­za­tore di car­ri, più che scetti­co. «Non ce la fare­mo mai. Servireb­bero mira­coli. O meglio, i mira­coli si pos­sono anche real­iz­zare, ma costano davvero tan­to. Sto par­lan­do delle mod­i­fiche ai rimorchi: per real­iz­zarle, a noi ser­vono mesi, ma un fab­bro pro­fes­sion­ista ci può imp­ie­gare una set­ti­mana. Quali sareb­bero, però, le spese? E che dire del capan­none, che deve essere anco­ra com­ple­ta­to, ma che pre­sen­ta già un insor­montabile scali­no dove ver­rà real­iz­za­ta l’en­tra­ta? La mia pro­pos­ta è quel­la di cam­biare un po’ la for­mu­la, almeno per la prossi­ma edi­zione: met­tere sui car­ri dei grup­pi mascherati o musi­cali assieme alle fig­ure in car­tapes­ta che rius­cire­mo a real­iz­zare in questo breve tem­po. Poi, ad agos­to, con le scenografie com­ple­tate con cal­ma, potremo real­iz­zare un’edi­zione esti­va del Gran Carnevale». Pro­pos­ta, quel­la di Mat­teot­ti, che parchi boc­cia sen’ap­pel­lo. «Come promes­so pochi giorni dopo l’in­cen­dio — sbot­ta — alla fine di questo mese i car­ri e il capan­none, per­fet­to e sen­za scali­ni, saran­no pron­ti e ver­ran­no con­seg­nati ai grup­pi. Rispet­to allo scor­so anno, il tem­po ha dis­po­sizione dei costrut­tori è addirit­tura mag­giore, un mese in più. Bas­ta la buona volon­tà. Ma se man­ca quel­la ci si nasconde dietro prob­le­mi inesistenti».

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