L’amministrazione ha deciso di abbattere la pianta nella piazzetta della chiesa perché malata e ingombrante. Il sindaco: «Verrà sostituita». L’opposizione: «Rifate tutta l’area»

Il grande cedro divide il paese

15/02/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

Il grande cedro di piaz­za del­la chiesa sarà abbat­tuto a breve. A dir­lo è una recente delib­era del­la Giun­ta comu­nale che ha dis­pos­to, nell’ambito del­la sis­temazione del­la piaz­za, l’abbattimento dell’albero entro 60 giorni dall’autorizzazione ambi­en­tale, sal­vo parere diver­so del­la Soprint­en­den­za di Verona. «Il cedro deo­dara al cen­tro dell’aiuola in piaz­za del­la chiesa», si legge nel­la delib­era del­la giun­ta, «oltre ad essere in pes­si­mo sta­to di con­ser­vazione non cos­ti­tu­isce alcun pre­gio ambi­en­tale. Anzi, la sua pre­sen­za detur­pa il pae­sag­gio urbano cir­costante per­ché non per­me­tte la piena godi­bil­ità panoram­i­ca del­la piaz­za del­la chiesa e degli adi­a­cen­ti fab­bri­cati di par­ti­co­lare ril­e­van­za». Il rifer­i­men­to è evi­den­te­mente alla Torre di Re Beren­gario Pri­mo, che si tro­va pro­prio all’angolo del­la piaz­za, di recente acquis­ta­ta dall’amministrazione comu­nale, che lì intende creare una mul­ti­me­di­ale, su tre piani. «Il grande cedro al cen­tro dell’aiuola in piaz­za del­la chiesa», ha ricorda­to la memo­ria stor­i­ca di Tor­ri, Mario Girar­di, «dovrebbe avere cir­ca una quar­an­ti­na di anni e mi pare fos­se sta­to pianta­to per essere uti­liz­za­to come albero di dall’allora sin­da­co Igi­no Bonet­ti». Al pos­to del cedro, dovreb­bero rimanere nell’aiuola «fiori e piante sem­pre­ver­di di altez­za media, in modo da non com­pro­met­tere la visuale di tut­ti i coni otti­ci», come recita anco­ra la delib­era. Il paese tut­tavia, al cir­co­lare del­la notizia dell’abbattimento del cedro in piaz­za del­la chiesa, pare si sia divi­so abbas­tan­za equa­mente tra favorevoli e con­trari all’intera oper­azione. Sec­on­do alcu­ni infat­ti sarebbe meglio las­cia­re l’albero al suo pos­to, dato che è ormai parte inte­grante del­la piaz­za e non è affat­to brut­to come si vuol fare credere, men­tre per altri «la fruibil­ità e la godi­bil­ità del­la piaz­za aumentereb­bero notevol­mente». Di questo avvi­so sia il sin­da­co di Tor­ri, , che l’assessore al com­mer­cio e alle man­i­fes­tazioni tur­is­tiche, Agosti­no Danese. Quest’ultimo ha infat­ti illus­tra­to: «Ver­rà cre­a­ta una aiuo­la con piante basse e fiori, in atte­sa poi di riqual­i­fi­care il lun­go­la­go ver­so nord, fino a Vil­la Melisa». A Danese ha fat­to eco il pri­mo cit­tadi­no, sec­on­do il quale «questo è il pri­mo pas­so per una vera riqual­i­fi­cazione dell’intera area fino a Vil­la Melisa, con la creazione di una bel­la passeg­gia­ta e di un’area pedonale». Pol­lice ver­so all’operazione arri­va invece da Alber­to Tomei, capogrup­po di una delle due mino­ranze in Con­siglio. «Non pos­si­amo essere con­trari all’abbattimento dell’albero in sé», ha spie­ga­to Tomei, «dato che anche la nos­tra ammin­is­trazione lo ave­va pre­vis­to. Invece siamo con­trari a fare ora ques­ta oper­azione per­ché è fine a se stes­sa, dato che la riqual­i­fi­cazione dell’intera piaz­za e del lun­go­la­go non inizier­an­no pri­ma del 2006, sec­on­do quan­to pre­vis­to dal­la attuale ammin­is­trazione». Sim­i­le il pun­to di vista del con­sigliere dell’altra mino­ran­za in Con­siglio, Ste­fano Nico­tra, che però va addirit­tura oltre. «L’abbattimento del cedro», ha argo­men­ta­to, «va fat­to solo se con­comi­tante all’eliminazione anche del­la aiuo­la, alla chiusura totale al traf­fi­co del­la piaz­za del­la chiesa con la creazione di un’isola pedonale e alla riqual­i­fi­cazione dell’intero lun­go­la­go. Togliere l’albero las­cian­do l’aiuola e non facen­do il resto non ha sen­so. Quin­di il cedro, per ora, resti dov’è». Ma, nonos­tante i pareri dis­cor­dan­ti, il des­ti­no del povero albero pare ormai pro­prio seg­na­to. A meno di clam­orosi colpi di sce­na o di ser­rate proteste da parte di chi lo vuol difend­ere stren­u­a­mente. Per ora però solo a parole, e nei bar o nei negozi del paese.

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