Il Concorso enogastronomico della Confraternita

Il Groppello in tavola sceglie i piatti migliori

23/04/2003 in Erboristeria
Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo
se.zan.

La quin­ta edi­zione del con­cor­so gas­tro­nom­i­co «Il Grop­pel­lo a tavola» è inizia­ta a Gavar­do, nel­la «Locan­da Car­lo Mag­no». La Con­fra­ter­ni­ta, gui­da­ta da Camil­lo Chi­mi­ni, ha allesti­to una sfi­da tra 16 ris­toran­ti del­la provin­cia. L’o­bi­et­ti­vo è di eleg­gere i migliori piat­ti da abbina­re al noto rosso garde­sano. Una com­mis­sione val­u­ta anche il miglior servizio di sala. Dopo un budi­no di car­ciofi con fon­du­ta di taleg­gio, il patron del «Car­lo Mag­no», , con l’aiu­to di Elis­a­bet­ta e del figlio Alber­to, ha pro­pos­to i ravi­o­li con un rip­ieno di ricot­ta aro­m­a­tiz­za­ta, esalta­ta dal bagoss inver­nale e dal tartu­fo nero del­la Valte­n­e­si. Come sec­on­do, il car­rè di maiali­no da lat­te, con miele e spezie pre­giate (cumi­no, pepe rosa ess­ic­ca­to, ecc.). Un piat­to mor­bido e del­i­ca­to, a dif­feren­za del pri­mo, ric­co di sapori e di carat­tere. Il tut­to abbina­to al Grop­pel­lo del­l’Azien­da agri­co­la Anto­nio Leali di Mon­tea­cu­to (Pueg­na­go). Chiusura con dessert e amari. La com­mis­sione del­la pri­ma ser­a­ta era com­pos­ta da Enzo Del­lea, Ren­zo D’At­toma, One­lio Lip­pi, Piero Cav­agni­ni, Pep­pino Apparen­za e Nico­la Merighet­ti. Prossi­mo appun­ta­men­to: in cit­tà, ai Chiostri. Car­lo Bres­ciani, diplo­matosi all’is­ti­tu­to alberghiero Cate­ri­na de’ Medici di Gar­done Riv­iera, si è fat­to le ossa lavo­ran­do a lun­go al Cor­tine di Sirmione. Da qualche anno è diven­ta­to uno degli ambas­ci­a­tori del­la cuci­na ital­iana in Estremo Ori­ente. Nel mese di novem­bre, infat­ti, si reca in Giap­pone per tenere cor­si ai cuochi di quel­la nazione. «Molti di loro gestis­cono ris­toran­ti, e col­go­no l’oc­ca­sione per miglio­rar­si ulte­ri­or­mente — dice Bres­ciani -. Affas­ci­nati dal­la dieta mediter­ranea, ritenu­ta assai equi­li­bra­ta, sono innamorati soprat­tut­to dei nos­tri piat­ti di pas­ta e delle ver­dure (zuc­chine, carote, melan­zane, ecc.), dato che i loro prodot­ti, trop­po acqu­osi, non han­no sapore. Un’al­tra novità è rap­p­re­sen­ta­ta dal fat­to che là stan­no pun­tan­do decisa­mente sul buf­fet all’i­tal­iana, e abban­do­nano la cuci­na francese». Se son rose…

Parole chiave: -