Si è tenuta al Savoy la Festa d’estate della Confraternita, nata nel 1970 per promuovere il vino della Valtenesi Cerimonia annuale con poesie di Rigoni, canzoni di Braghini e ricordi del cuoco Dellea

Il Groppello tra dialetto e Re Faruk

23/06/2004 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Una «com­pag­nia» che da più di trent’anni pro­muove il del­la Valte­n­e­si. Al Savoy di Gar­done Riv­iera si è svol­ta la Fes­ta d’estate del­la Con­fra­ter­ni­ta del , che ha lo scopo di sal­va­guardare e val­oriz­zare il prodot­to più carat­ter­is­ti­co del­la Valte­n­e­si. Vino rosso di col­ore bril­lante, pro­fu­mo lieve­mente frut­ta­to e sapore asciut­to, il Grop­pel­lo si accos­ta con le carni rosse, gli arrosti, i salu­mi e i for­mag­gi. Va gus­ta­to a una tem­per­atu­ra di cir­ca 18°. Fres­co, leg­ger­mente spezi­a­to, vel­lu­ta­to, gen­tile, sapi­do, con una gradazione di almeno 11°. La ris­er­va, invece, supera i 12°, e sente di spezie dol­ci: è roton­da, tan­ni­ca, con even­tuale sapore di leg­no. La resa mas­si­ma di uva deve essere di 12 ton­nel­late e mez­za per ettaro (10 per la ris­er­va). Sono tre i biotipi di pre­gio conosciu­ti: «Gen­tile», «Mocasi­na» e «San­to Ste­fano». Le citazioni orig­i­nar­ie risal­go­no addirit­tura al 1550 (Agosti­no Gal­lo, Andrea Bac­ci, medico di papa Sis­to 5°, eccetera). La Con­fra­ter­ni­ta è sta­ta fon­da­ta nel 1970 da Ennio Avi­go, Gian­ni Bedus­si, Ernesto Bono­mi­ni, Cesare e Giulio Bosat­ta, Clau­dio Bot­turi, Pietro Cav­agni­ni, Enzo Del­lea, Edoar­do Giac­cone e Attilio Maz­za. Adesso il pres­i­dente è Ren­zo D’At­toma. Com­pon­gono il diret­ti­vo: Bruno Croveg­lia, ex sin­da­co di Desen­zano, il vice, Giuseppe Piot­ti, enol­o­go di Salò, mae­stro di can­ti­na, Mar­co Merighet­ti, seg­re­tario, Giuseppe Laf­franchi, cer­i­moniere, e Gian­fran­co Giu­di­ci, tesoriere. Revi­sori dei con­ti: San­dro Pasi­ni, agente finanziario, Luciano Di , impren­di­tore a Roè Vol­ciano, e Sebas­tiano Gras­so, car­di­ol­o­go, pri­mario dell’ospedale S.Corona di Fasano. Pro­biviri: Ste­fano Mar­coni e Adel­mo Predari. L’associazione è gemel­la­ta con i som­me­li­er, i cuochi, i degus­ta­tori del parmi­giano reg­giano, il Club del buongus­taio, i Cav­a­lieri del e quel­li del­la polen­ta. Tra l’altro orga­niz­za il Palio, un con­cor­so che con­sente di sco­vare le bot­tiglie più gus­tose. Il pri­mo vinci­tore fu Giampi­etro Ridon. Vin­cen­zo Marsadri del­la Raf­fa si è impos­to nelle ultime due edi­zioni. I Pasi­ni e le can­tine dei fratel­li Sco­lari han­no con­quis­ta­to il mag­gior numero di tro­fei: quat­tro a tes­ta. Nel cor­so del­la ser­a­ta, svoltasi ai bor­di del­la pisci­na, Alber­to Rigo­ni (ex fun­zionario di ban­ca, di Desen­zano) ha let­to le sue poe­sie dialet­tali. «In queste strofe — ha det­to il cer­i­moniere -, Rigo­ni ricer­ca le radi­ci del vivere di paese, quan­do i rap­por­ti umani era­no scan­di­ti da tem­pi pre­de­ter­mi­nati: le sta­gioni, le fun­zioni eccle­si­as­tiche, gli incon­tri nelle piazze e nelle osterie. Le relazioni fra la gente era­no l’elemento nat­u­rale, la base del­la comu­nità locale. Le poe­sie han­no la capac­ità di far riv­i­vere tradizioni, sen­sazioni, emozioni, odori e rumori dell’antico mon­do garde­sano». Francesco Bragh­i­ni, cul­tore di sto­ria locale, ex pro­fes­sore di Let­tere, ha invece pre­sen­ta­to le sue can­zoni. Enzo Del­lea, il big dei cuochi bres­ciani, che alter­na incon­tri e cor­si in Giap­pone e Cina (in questi giorni sta par­tendo per Pechi­no) all’or­ga­niz­zazione di viag­gi in Italia di danarosi impren­di­tori del­l’Estremo Ori­ente, ha ricorda­to di quan­do al Savoy, gio­vane «gar­zone», sbat­te­va le uova ogni mat­ti­na per preparare lo zabaione a re Faruk d’Egitto e alla sua amante Capece Minutolo.

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