Un itinerario affascinante accompagnato dall’assaggio delle specialità locali. Da Lonato a Peschiera sulle carrozze storiche

Il gusto viaggia in treno

17/01/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Tra le tante novità pro­poste nel­l’am­bito di ques­ta 46ª edi­zione del­la , una, in par­ti­co­lare, meri­ta di essere cita­ta. Si trat­ta del­l’inizia­ti­va pro­mossa dal­la Pro­lo­co lonatese “Il treno stori­co del gus­to”, un itin­er­ario ined­i­to che si svilup­pa lun­go l’an­ti­ca lin­ea fer­roviaria Lona­to-Peschiera del Gar­da real­iz­za­ta non sen­za dif­fi­coltà a causa del­la par­ti­co­lare mor­folo­gia del ter­reno e inau­gu­ra­ta all’in­cir­ca nel 1850. «Questo prog­et­to cul­tur­ale — ha spie­ga­to Andrea For­men­ti, mem­bro del Comi­ta­to fiera — nasce per avvic­inare i vis­i­ta­tori alle risorse che rap­p­re­sen­tano la memo­ria stor­i­ca del nos­tro ter­ri­to­rio attra­ver­so la riv­is­i­tazione inedi­ta di espe­rien­ze storiche e folk­loris­tiche». La pro­pos­ta prevede la cop­er­tu­ra in anda­ta e ritorno del per­cor­so su rotaie che dal­la stazione di Lona­to por­ta a quel­la di Peschiera su un treno di antiche car­rozze allestite e ricostru­ite con ele­men­ti stori­ci fedeli al peri­o­do cui si riferiscono. Durante il breve viag­gio ai vis­i­ta­tori viene offer­ta una vari­età di degus­tazioni di cibi e . Il con­voglio stori­co è com­pos­to di due tipi di car­rozze, il pri­mo si rifà alla cosid­det­ta “vet­tura cen­to­porte” del 1931 di ottan­ta posti con sedili in leg­no, riscal­da­men­to elet­tri­co e a vapore. La carat­ter­is­ti­ca di questo tipo di vet­tura è di avere ben 10 porte per cias­cu­na fian­ca­ta, cosa che all’e­poca la ren­de­va adat­ta ai treni locali con forte affol­la­men­to. Durante la sec­on­da guer­ra mon­di­ale molte di queste car­rozze furono uti­liz­zate come “ambu­lanze” per il trasporto dei fer­i­ti. Il sec­on­do tipo si rifà, invece, alle elet­tro­motri­ci vare­sine 623–629 e 623–612 degli anni 1951–1968. dotate di 62 posti a sedere. Questo tipo di elet­tro­motri­ci derivano dal­la trasfor­mazione di unità a terza rota­ia che svol­gevano servizio tra Gal­larate, Varese e Por­to Cere­sio, da cui il loro sopran­nome. Si trat­ta di mezzi che non ven­gono più uti­liz­za­ti dagli anni ’80. Domani sono pre­viste in tut­to quat­tro corse (è pos­si­bile preno­tare tele­fo­nan­do dalle 9.30 alle 12.30 alla Pro loco di Lona­to al numero 030–9130043) due al mat­ti­no e due al pomerig­gio. Il trat­to di lin­ea che va da Lona­to a Peschiera fa parte del­la Fer­rovia Fer­di­nan­dea che, nel­la sua com­pletez­za, col­le­ga la stazione di Cen­trale con quel­la di Venezia San­ta Lucia. Le rotaie si svilup­pano lun­go un trac­cia­to di ben 267 km che cos­ti­tu­isce, dal pun­to di vista stori­co, il pri­mo col­lega­men­to tra due gran­di cit­tà con­cepi­to in modo organ­i­co. La lin­ea fer­roviaria Milano-Venezia ha vis­to tran­sitare nel cor­so degli anni vari con­vogli rimasti, poi, nel­la sto­ria come il “Sim­plon Express” che nel 1912 col­le­ga­va Tri­este alla Jugoslavia e che, suc­ces­si­va­mente, dal 1919, fu pro­l­un­ga­to fino ad Istam­bul assumen­do la denom­i­nazione “Sim­plon Ori­ent Express” che fino a ven­t’an­ni fa col­le­ga­va Pari­gi con Atene e Istam­bul. Non si pos­sono nep­pure dimen­ti­care, fra gli altri, il famoso “Trans Europe Express Medi­olanum” che col­le­ga­va Milano con Mona­co di Baviera, l’elet­trotreno ETR 220 in servizio fra Gen­o­va, Milano, Venezia e Tri­este e la “Frec­cia delle Dolomi­ti” che per­cor­re­va la Milano-Calal­zo. Un viag­gio sul “Treno stori­co del gus­to”, oltre ad un vero e pro­prio tuffo nel pas­sato garan­tisce anche la pos­si­bil­ità di godere dei mag­nifi­ci din­torni di Lona­to. Appe­na sal­i­ti in car­roz­za, infat­ti, si imboc­ca l’u­ni­ca gal­le­ria del­l’in­tera lin­ea che sbu­ca pro­prio sul viadot­to di Desen­zano offren­do al viag­gia­tore un panora­ma moz­zafi­a­to che si apre sul lago di Gar­da dove si vedono subito spic­care la peniso­la di Sirmione, la e la cima del Monte Bal­do. Super­a­ta la stazione di Desen­zano, il treno tran­si­ta in breve dal­la stazione di S. Mar­ti­no del­la Battaglia, da parec­chi anni ormai chiusa al traf­fi­co. Sono pro­prio questi i luoghi in cui si pro­duce il ben noto Lugana e il S. Mar­ti­no del­la Battaglia, vini molto conosciu­ti che già in epoche pas­sate han­no richiam­a­to per­son­ag­gi famosi. La gas­trono­mia, poi, è anch’es­sa gus­tosa e ric­ca di piat­ti a base di pesce di lago e di prodot­ti tipi­ci come i for­mag­gi, l’o­lio, il miele e i salu­mi alcu­ni dei quali cos­ti­tu­is­cono la base del­la degus­tazione che viene offer­ta stra­da facen­do nel ris­torante del con­voglio storico.