La Commissione europea ha inserito l’area naturale tra i «Siti di importanza comunitaria». Il Consiglio comunale tornerà a discutere della sua salvaguardia

Il laghetto del Frassino è Sic

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Peschiera. La Com­mis­sione del­la Comu­nità euro­pea ha inser­i­to il laghet­to del Frassi­no e l’intera area del Bas­so Gar­da nell’elenco dei Sic, cioè i «siti di impor­tan­za comu­ni­taria per la regione bio­geografi­ca con­ti­nen­tale». Le zone ammesse a ques­ta clas­si­fi­cazione sono indi­vid­u­ate nell’ottica del­la cos­ti­tuzione, da parte del­la stes­sa Comu­nità, «di una rete eco­log­i­ca euro­pea coer­ente di zone spe­ciali di con­ser­vazione». La notizia giunge a pochi giorni dal prossi­mo con­siglio comu­nale di Peschiera, con­vo­ca­to per il 31 gen­naio alle 18, in cui si tornerà a dis­cutere pro­prio del laghet­to del Frassi­no: tra i pun­ti all’ordine del giorno, infat­ti, vi sono l’esame e le con­trod­e­duzioni alle osser­vazioni pre­sen­tate sull’adozione del Piano attua­ti­vo di val­oriz­zazione ambi­en­tale dell’area, approva­to dal con­siglio del 21 otto­bre scorso.In quel­la sedu­ta il piano attua­ti­vo era sta­to approva­to con i voti del­la mag­gio­ran­za e dei con­siglieri dell’opposizione Anto­nio Invidia e Gia­co­mo Tomez­zoli; quest’ultimo, pri­ma del voto, ave­va chiesto e rice­vu­to con­fer­ma che il Piano tiene con­to di tutte le norme speci­fiche di tutela con­tenute nel Piano ter­ri­to­ri­ale regionale di coor­di­na­men­to; si era astenu­to Elio Zena­to. Tra le osser­vazioni pre­sen­tate vi è il rifer­i­men­to all’individuazione, nel­la zona del laghet­to, di un’area a verde attrez­za­to di oltre 35 mila metri quadri. Il Piano prende in esame il «verde pub­bli­co di prog­et­to cos­ti­tu­ito dal­la veg­e­tazione lacus­tre e zone boscate». Queste aree, lim­itrofe alle sponde lacuali del­la super­fi­cie di cir­ca 145mila metri quadri, attual­mente di pro­pri­età pri­va­ta, ver­ran­no clas­sifi­cate come Ris­er­va nat­u­rale regionale gen­erale. «Per l’area così iden­ti­fi­ca­ta», pre­cisa il doc­u­men­to, «si prevede la futu­ra acqui­sizione alla pro­pri­età pub­bli­ca e in con­seguen­za di ciò ver­rà con­se­gui­ta la parte di super­fi­cie a verde attrez­za­to nel­la misura di 37.5858 metri quadri, di cui risul­ta­va car­ente il Piano rego­la­tore gen­erale del Comune». «Des­tinare l’area a verde per com­pen­sare l’edificazione sostenu­ta attua una dis­crim­i­nazione nei con­fron­ti dei pro­pri­etari delle aree agri­cole inter­es­sate (che dovran­no essere espro­priati a prezzi da aree agri­cole) a favore di chi ha ben­e­fi­ci­a­to delle aree edi­fi­ca­bili e non ha dovu­to pro­cedere a indi­vid­uare e real­iz­zare i dovu­ti stan­dard», scrive Lau­ra Richel­li, già com­po­nente del comi­ta­to anti­Tav, «nelle sue osser­vazioni invi­ate al Comune e all’ufficio Urban­is­ti­ca di Regione e Provin­cia. Nel doc­u­men­to Richel­li pone l’accento anche sull’utilizzo del­la futu­ra area: la vari­ante par­la, infat­ti, del­la riqual­i­fi­cazione di un per­cor­so esclu­si­va­mente pedonale per l’osservazione degli uccel­li, pon­ti­cel­li in leg­no per il pas­sag­gio sui per­cor­si d’acqua che inter­feriscono con il per­cor­so e spazi attrez­za­ti con panche e sedili. «Il per­cor­so pedonale», speci­fi­ca il Piano, «non inter­ferirà mai con la spon­da del lago, sal­va­guardan­do la dis­tan­za nec­es­saria a garan­tire la cresci­ta di veg­e­tazione acquat­i­ca a pro­tezione del­la fau­na lacus­tre». Per quan­to riguar­da gli edi­fi­ci esisten­ti nell’ambito, invece, il Piano di val­oriz­zazione ambi­en­tale dis­tingue tra quel­li di par­ti­co­lare val­ore stori­co e architet­ton­i­co e quel­li di recente costruzione; e per questi ulti­mi si dif­feren­ziano le pos­si­bil­ità di inter­ven­to a sec­on­da di quan­to le strut­ture siano in con­trasto con l’ambiente cir­costante: si va da inter­ven­ti di sola manuten­zione alla demolizione, in caso di alto con­trasto con l’ambiente, e ricom­po­sizione planivol­u­met­ri­ca sen­za aumen­to di vol­ume. «L’uso a verde attrez­za­to, la fre­quen­za incon­trol­la­ta e incon­trol­la­bile di per­sone, non può essere com­pat­i­bile con il Sic e con l’oasi nat­u­ral­is­ti­ca: non si trat­ta di un par­co nat­u­ral­is­ti­co», scrive la Richel­li, «ma di una zona di rifu­gio per ani­mali sel­vati­ci e di soprav­viven­za per par­ti­co­laris­si­ma veg­e­tazione, si teme anche che pos­sa diventare una como­da area des­ti­na­ta al con­sumo di stu­pe­facen­ti, alla pros­ti­tuzione e quan­to di peg­gio già molto fiorente in zona aril­i­cense … Al tem­po del­la stesura del Piano rego­la­tore, l’uso dell’area Sic per farne di fat­to un gia­rdi­no pub­bli­co non era pre­vis­to». Iden­ti­co tenore nelle osser­vazioni pre­sen­tate da Ser­gio Mag­gi, espo­nente aril­i­cense dei Ver­di, e dal comi­ta­to per il Par­co delle : entram­bi evi­den­ziano la caren­za di stu­di a sup­por­to del Piano attua­ti­vo, in par­ti­co­lare di carat­tere arche­o­logi­co — palafit­ti­co­lo; i rischi del­la fruizione pub­bli­ca del­la futu­ra ris­er­va; l’edilizia tur­is­ti­ca». «Non appare chiaro», scrive il Comi­ta­to, «il sig­ni­fi­ca­to di edilizia tur­is­ti­ca rifer­i­to alla cubatu­ra edi­fi­ca­bile come recu­pero degli attuali capan­noni. È aus­pi­ca­bile che tale ter­mine non voglia aprire la stra­da a real­iz­zazioni res­i­den­ziali già fin trop­po pre­sen­ti nel ter­ri­to­rio sot­to­pos­to a tutela, e in totale con­trap­po­sizione con l’iniziativa di val­oriz­zazione di un sito come il laghet­to del Frassi­no». Il comi­ta­to richiede «una ver­i­fi­ca del­la rispon­den­za alla nor­ma­ti­va di legge nelle autor­iz­zazioni a suo tem­po con­cesse. Si aus­pi­ca, in caso di ammis­sione, che queste cuba­ture pos­sano essere des­ti­nate, in toto o in parte, alla real­iz­zazione di servizi educa­tivi, infor­ma­tivi nonché a un’opera muse­ale des­ti­na­ta alla con­ser­vazione dei numerosi reper­ti arche­o­logi­ci». «L’adozione di ques­ta vari­ante risponde a quan­to pre­vis­to dal Piano rego­la­tore vigente e rimas­to inat­te­so per anni; alle osser­vazioni rispon­der­e­mo tran­quil­la­mente in con­siglio. Ma va anche sot­to­lin­eato che questo Piano di val­oriz­zazione», com­men­ta l’assessore Wal­ter Mon­tre­sor, «è pro­pe­deu­ti­co all’acquisizione di con­tribu­ti da parte del­la Comu­nità Europea».