Entro fine gennaio il Coni dovrà decidere quale città candidare all’appuntamento mondiale del 2008

Il lago fa il tifo per Milano 2016

Di Luca Delpozzo
Luca Belligoli

La pri­ma tap­pa del­la rot­ta che potrà far appro­dare le Olimpia­di sul Gar­da è sta­ta fis­sa­ta per il 15 luglio del 2007, giorno in cui scad­ran­no i ter­mi­ni per la pre­sen­tazione del­la can­di­datu­ra ai Giochi del 2016, ma per le sor­ti del Gar­da tut­to si gio­ca questo mese. Entro la fine di gen­naio, infat­ti, il Coni dovrà decidere se appog­gia­re la can­di­datu­ra di , alla quale il lago sarebbe abbina­to e non solo per la vela, oppure se optare per quel­la di Roma, recen­te­mente mes­sa sul tap­peto dal sin­da­co del­la cap­i­tale, Wal­ter Vel­troni. Per Alber­to Maria Sar­tori, da un anno pres­i­dente del­la XIV zona Fiv ed ex pres­i­dente del­lo Yacht­ing Club Tor­ri del Bena­co, potrebbe essere una soluzione inter­es­sante per il Cio puntare sul Nord Italia anche per i Giochi del 2016. «Si darebbe con­ti­nu­ità al dis­cor­so inizia­to con le Olimpia­di inver­nali di Tori­no», dice, «e il Gar­da potrebbe gio­care un ruo­lo deci­si­vo nel­la vela (sul Bena­co si svolge oltre il 50 per cen­to dell’attività ago­nis­ti­ca nazionale), ma non solo. In occa­sione delle Olimpia­di di Roma del 1960 sul­la litoranea Garde­sana si corsero le gare di ciclis­mo. Potreb­bero essere quelle del 2016 le Olimpia­di del­la Pia­nu­ra Padana, diluite su un ampio, ric­co e inter­es­sante ter­ri­to­rio, poco inva­sive e sen­za strut­ture faraoniche; miglio­ran­do quelle che già ci sono. Una filosofia che è sta­ta segui­ta, ma poco pub­bli­ciz­za­ta, a Tori­no». Milano, dopo essere sta­ta super­a­ta da Lon­dra per i Giochi del 2012, non ha rin­un­ci­a­to a rican­di­dar­si per il 2016. Nel caso in cui il caplu­o­go del­la Lom­bar­dia fos­se scelta come sede olimpi­ca il Gar­da potrebbe gio­care il ruo­lo di pro­tag­o­nista per gli sport nau­ti­ci. Il gov­er­na­tore del­la Lom­bar­dia, Rober­to Formigo­ni, ha rib­a­di­to: «Il sis­tema Lom­bar­dia non rin­un­cia alla sfi­da. Cer­to la scelta di una cit­tà euro­pea come sede dei Giochi del 2012 e la con­sue­ta tur­nazione tra le macro-aree del mon­do ren­dono dif­fi­cile la scelta di Milano. È altret­tan­to vero che rite­ni­amo che la can­di­datu­ra olimpi­ca non sia solo un pres­ti­gioso tra­guar­do sporti­vo, ma rap­p­re­sen­ti una stra­or­di­nar­ia oppor­tu­nità di svilup­po e di cresci­ta per il nos­tro ter­ri­to­rio e per l’intero Paese». Pro­prio la cred­i­bil­ità com­p­lessi­va di un sis­tema, la capac­ità di ono­rare gli impeg­ni e perseguire obi­et­tivi impor­tan­ti fuori da logiche set­to­ri­ali, sono la prin­ci­pale car­ta di cred­i­to per una can­di­datu­ra olimpi­ca. «È un pat­ri­mo­nio che abbi­amo inizia­to a cap­i­tal­iz­zare e che non vogliamo dis­perdere». In ques­ta log­i­ca rien­tra appun­to l’importante ruo­lo che potrebbe svol­gere il Gar­da nell’Olimpiade meneghi­na e non solo in acque lom­barde. È noto infat­ti a velisti e sur­fisti che il par­adiso del ven­to bena­cense è cir­co­scrit­to nel brac­cio di lago com­pre­so tra Castel­let­to di Bren­zone, local­ità san Gia­co­mo di Gargnano (dove c’è la cen­trale idroelet­tri­ca dell’Enel) Mal­ce­sine, Cam­pi­one e Tor­bole. La Lom­bar­dia sul Gar­da già spon­soriz­za una rega­ta mito come la . E pro­prio il , che è l’organizzatore del­la Cen­to, quest’estate ha orga­niz­za­to una rega­ta esi­bizione con per­son­ag­gi del­la polit­i­ca (c’era il min­istro Rober­to Castel­li), del­lo sport e del­lo spet­ta­co­lo pro­prio per pro­muo­vere la can­di­datu­ra olimpi­ca di Milano. Quel­lo diGargnano è tra i cir­coli veli­ci garde­sani che ha dato vita (con Fraglia Vela Mal­ce­sine e Cir­co­lo vela Bren­zone) al con­sorzio Olimpic Gar­da, che ha al suo atti­vo l’organizzazione del­la pri­ma edi­zione del cam­pi­ona­to ital­iano uni­fi­ca­to clas­si olimpiche. Un’Olimpiade se ben gesti­ta è un colos­sale affare i cui ben­efi­ci influs­si dura­no per diver­si anni. Le Olimpia­di di Syd­ney del 2000 ad esem­pio han­no con­tribuito a incre­mentare il Pil dell’Australia per sei mil­ioni e mez­zo di dol­lari con­tribuen­do alla creazione di cen­tomi­la nuovi posti di lavoro e all’incremento del flus­so tur­is­ti­co di un mil­ione e mez­zo di pre­sen­ze sti­mate fino al 2006. Bar­cel­lona, sede dei Giochi del 1992, ha vis­to ridurre il tas­so di dis­oc­cu­pazione dal 18,4 per cen­to al 9,6 per cen­to ed è la terza cit­tà euro­pea per numero di pre­sen­ze tur­is­tiche. Bar­cel­lona in occa­sione delle Olimpia­di ha investi­to, su tut­ta la zona inter­es­sa­ta ai Giochi, il 60 per cen­to delle risorse, che tra l’altro pos­sono godere dei con­tribu­ti dell’Unione Euro­pea, in infra­strut­ture. Tor­nan­do alla tem­p­is­ti­ca del­la can­di­datu­ra, per i Giochi del 2016 la sec­on­da sca­den­za è quel­la del giug­no 2008 e si riferisce alla uffi­cial­iz­zazione delle cit­tà can­di­date. Entro il novem­bre 2008 dovran­no essere ver­sa­ti 500mila dol­lari a tito­lo di dirit­to di can­di­datu­ra e va con­seg­na­to il rel­a­ti­vo dossier di can­di­datu­ra. Il verdet­to arriverà nel luglio 2009, in occa­sione del­la ses­sione plan­e­taria che riu­nirà i 110 mem­bri del Cio.