Livelli

Il lago mai così basso La Guardia costiera avvia la mappatura di «secc

Di Luca Delpozzo
m.t.

Più nove cen­timetri. Il liv­el­lo del lago di Gar­da ha fat­to seg­nare ieri, all’idrometro sorveg­lia­to dal­la (la soci­età di pub­bli­ca) a Desen­zano, il lim­ite più bas­so del­la sua sto­ria recente. Il dato è sta­to comu­ni­ca­to dal­lo stes­so diret­tore del­la Nav­i­gar­da, ingeg­n­er Mar­cel­lo Cop­po­la, che però ha spie­ga­to come la misura dei 9 cen­timetri potrebbe dis­costar­si di qual­cosa rispet­to al liv­el­lo dell’idrometro di Peschiera, sul fiume Min­cio. Ma in ogni caso i liv­el­li del più grande lago ital­iano sono davvero bassis­si­mi, ben infe­ri­ori al lim­ite min­i­mo dei 15 cm. dis­posti dal­la Com­mis­sione inter­min­is­te­ri­ale quar­an­ta anni fa. Chi si fer­ma ad osser­vare il lago dal­la riva in questi giorni si tro­va sot­to gli occhi uno spet­ta­co­lo piut­tosto impres­sio­n­ante: pon­tili e can­neti ormai all’a­s­ciut­to, spi­agge chilo­met­riche, scogli e sper­oni di roc­cia affio­ran­ti un po’ dap­per­tut­to. Una situ­azione, come già rifer­i­to, che sta cre­an­do prob­le­mi per la sicurez­za del­la nav­igazione. Pro­prio da quest’e­si­gen­za insop­prim­i­bile nasce il pro­gram­ma di stu­dio, lan­ci­a­to dal­la , per un mon­i­tor­ag­gio delle sec­che e dei pun­ti peri­colosi nel Gar­da. Una richi­es­ta in tal sen­so è sta­ta avan­za­ta alla Guardia costiera che, negli ulti­mi giorni, ha ese­gui­to un’ampia ric­og­nizione sul baci­no per una map­patu­ra delle sec­che e degli scogli affio­ran­ti, per con­frontar­la con quel­la già esistente. Insom­ma, una radi­ografia che pos­sa garan­tire al meglio la nav­igazione da dipor­to e pub­bli­ca. Lo stu­dio è sta­to facil­i­ta­to para­dos­salmente dal­la situ­azione di grave magra del lago. Già due mesi fa la Comu­nità del Gar­da ave­va lan­ci­a­to un pri­mo allarme: il ris­chio di tuf­far­si con le acque insoli­ta­mente basse. Un peri­co­lo sot­to­va­l­u­ta­to soprat­tut­to dai tur­isti, abit­uati a lan­cia­r­si in acqua in pun­ti in cui l’an­no pas­sato l’ac­qua era pro­fon­da mag­a­ri due o tre metri. Non sono man­cati gli inci­den­ti, specie ai nav­i­gan­ti meno esper­ti e a conoscen­za delle insi­die sot­to cos­ta. Indub­bi­a­mente, questo stu­dio, che dovrebbe poi essere elab­o­ra­to in autun­no, ver­rà buono per la prossi­ma sta­gione, mag­a­ri sot­to for­ma di un opus­co­lo mes­so a dis­po­sizione dei diportisti. I tim­o­nieri delle navi di lin­ea, i noleg­gia­tori e i pesca­tori pro­fes­sion­isti, infat­ti, non ne han­no bisog­no: loro, le carte nau­tiche le conoscono a menadito.