Dopo la rivolta dei sindaci e il coinvolgimento dell’assessore Giorgetti dal vicepresidente della Regione arriva un’apertura verso i Comuni

Il lago? Non è « turistico» Venezia rifarà la legge

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Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

Il vicepres­i­dente del­la Regione, Fran­co Man­za­to, apre al con­fron­to sulle pro­poste e le seg­nalazioni dei sin­daci del Gar­da per miglio­rare il nuo­vo prog­et­to di legge sul tur­is­mo. L’«apertura» è in mis­si­va dell’esponente del­la Lega nord, numero due di Palaz­zo Bal­bi a Venezia, ind­i­riz­za­ta ai due espo­nen­ti, rispet­ti­va­mente, capogrup­po in Con­siglio regionale e asses­sore di Allean­za nazionale che, nei mesi scor­si, si era­no fat­ti por­tav­oce delle istanze e lamentele dei pri­mi cit­ta­di­ni gardesani.Massimo Gior­get­ti era sta­to chiam­a­to infat­ti dal sin­da­co di Bar­dolino, Pietro Meschi, in rap­p­re­sen­tan­za dei col­leghi lacus­tri, a dare una mano per mod­i­fi­care grossolani errori di val­u­tazione, come era sta­to spie­ga­to a fine estate, rel­a­tivi ai con­tenu­ti del prog­et­to di legge, che dovrà pas­sare il vaglio del­la VI Com­mis­sione per poi appro­dare in con­siglio regionale.Il testo del­la nor­ma­ti­va sul tur­is­mo, così com’è, «penal­iz­za e dis­crim­i­na tut­ti i pae­si del­la spon­da veronese del ». E, se la pro­pos­ta dovesse restare com’è, «nes­sun cen­tro riv­ieras­co potrebbe essere defini­to tur­is­ti­co», ave­vano lamen­ta­to i pri­mi cit­ta­di­ni lacus­tri in una mis­si­va a Giorgetti.Il prog­et­to di legge regionale numero 315 sul­la «Nuo­va dis­ci­plina regionale in mate­ria di tur­is­mo» infat­ti, fa sì che «la Regione con­sid­eri il lago di Gar­da e le sue prob­lem­atiche in modo diver­so da quelle iner­en­ti il mare». In par­ti­co­lare, alcu­ni com­mi degli arti­coli 5 e 51 era­no sta­ti il «casus bel­li» per la riv­ol­ta. Il pri­mo dei due arti­coli definisce come «Comu­ni a ril­e­vante inci­den­za tur­is­ti­ca» solo quel­li con «pre­sen­za media di tur­isti dell’ultimo tri­en­nio, ril­e­va­ta dal sis­tema infor­mati­co regionale, pari o supe­ri­ore a 3 mil­ioni di per­sone, o al 20 per cen­to delle pre­sen­ze medie del­l’ul­ti­mo tri­en­nio del­la Provincia».Ciò si tradur­rebbe in maniera para­dos­sale per i Comu­ni garde­sani: nes­suno degli otto riv­ieraschi, di cui solo 3 con popo­lazione oltre i 5 mila abi­tan­ti, «pur aven­do una econo­mia tur­is­ti­ca pari al 80–90 per cen­to, risponde a quei req­ui­si­ti». Cioè, nes­sun comune del­la spon­da veronese potrebbe rien­trare nel­la definizione.Il sec­on­do pun­to di dis­cor­dia era invece rel­a­ti­vo all’ar­ti­co­lo 51, e cioè agli indi­ci di edi­fi­ca­bil­ità e di espan­sione dei campeg­gi in riva al lago. «Com’è for­mu­la­to», rib­adi­vano Cortel­laz­zo e Gior­get­ti a Man­za­to, «il prog­et­to di legge dis­crim­i­na una parte di stra­or­di­nar­ia impor­tan­za tur­is­ti­ca del Vene­to come il Gar­da. Il grup­po regionale di An chiede la cor­rezione delle par­ti penal­iz­zan­ti in modo da per­me­t­tere l’ap­provazione del provved­i­men­to, che altri­men­ti non potremo condividere»In rispos­ta, Fran­co Man­za­to, con­fer­man­do come le seg­nalazioni per­venute abbiano «reale fon­da­men­to», s’è det­to «disponi­bile ad appro­fondire e rivedere l’aspet­to dei comu­ni tur­is­ti­ci e del­l’indice di edi­fi­ca­bil­ità nei campeg­gi, per cui è nec­es­sario rispettare la sosteni­bil­ità ambi­en­tale delle realtà del lago di Garda».«Nel cor­so dei lavori del­la VI com­mis­sione», ha con­clu­so il vicepres­i­dente del­la giun­ta vene­ta, «appro­fondi­re­mo le prob­lem­atiche soll­e­vate per risolver­le pos­i­ti­va­mente, affinchè il prog­et­to di legge pos­sa pros­eguire il suo iter in con­siglio regionale».Un pri­mo risul­ta­to, quin­di, i sin­daci sem­bra­no aver­lo ottenu­to anche se spet­ta anco­ra a loro il com­pi­to di vig­i­lare sulle mod­i­fiche che la Com­mis­sione regionale vor­rà apportare. Solo così infat­ti, da addet­ti ai lavori, potran­no avere garanzie pre­cise che la nuo­va legge sul tur­is­mo non penal­izzi un’area che, dai dati del­la sta­gione 2008, si con­fer­ma non solo tra le più impor­tan­ti realtà del Venet

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