Athos Faccincani torna ad esporre le sue tele nella sua città natale dal 7 al 22 maggio, nella splendida Sala del Sottotetto dell’antica Caserma di Artiglieria a Peschiera del Garda.

IL LAGO RACCONTA LE SUE RIVE” Mostra del pittore Athos Faccincani

20/04/2005 in Mostre
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Di Luca Delpozzo

Orga­niz­za­ta dall’Associazione Cul­tur­ale Artidea con il patrocinio e la col­lab­o­razione con il Comune di Peschiera, la mostra nasce dal deside­rio di rac­con­tare questo artista pro­prio nel­la sua cit­tà e ripor­tar­lo qui, con una “per­son­ale” del tut­to orig­i­nale: una mostra isti­tuzionale e anto­log­i­ca. Isti­tuzionale per­ché lega­ta alla cit­tà di Peschiera, luo­go d’origine di , che con questo grande even­to, vuole ren­dere omag­gio al suo illus­tre cit­tadi­no. Anto­log­i­ca per­ché rac­con­ta il per­cor­so evo­lu­ti­vo dell’artista dagli inizi, rap­p­re­sen­tati in mostra da alcune opere del peri­o­do del­la Resisten­za gen­til­mente con­cesse da pri­vati, sino ai recen­ti svilup­pi del­la sua attiv­ità artis­ti­ca. L’obiettivo è rac­con­tare, in modo sem­plice e acces­si­bile, la sto­ria dell’opera di Fac­cin­cani che attra­ver­so l’intuizione, la cre­ativ­ità, la prog­et­tual­ità, la ricer­ca di tec­niche diverse, la pas­sione per il col­ore lo ha por­ta­to ad essere uno degli artisti con­tem­po­ranei più accred­i­tati. Guardan­do le tele di Fac­cin­cani si può par­lare di slan­ci visivi ver­so un mon­do migliore. Sono un mes­sag­gio di ottimis­mo impres­so ed elab­o­ra­to nel pre­sente di chi guar­da. Sono quadri bril­lan­ti, esuber­an­ti, esplo­sivi, con col­ori armo­niosi dis­posti sulle tele in una sor­ta di col­lage cro­mati­co. La Natu­ra è la pro­tag­o­nista asso­lu­ta nei quadri di Fac­cin­cani, rac­con­ta­ta nei suoi aspet­ti più bel­li: sole, luce, col­ore che affio­ra­no come ele­men­ti di vita e fonte di gioia, fede, felic­ità. In un’ottica di divul­gazione e pro­mozione del­la cul­tura dell’arte, la mostra apre le porte al grande pub­bli­co offren­do delle gra­tu­ite, con­cepite come occa­sioni di conoscen­za, sti­mo­lo e rif­les­sione sul lin­guag­gio dell’arte con­tem­po­ranea. Attra­ver­so un con­tat­to diret­to con le opere esposte, con il dial­o­go e la parte­ci­pazione atti­va dei vis­i­ta­tori, si forni­ran­no le chi­avi di let­tura per la com­pren­sione dei con­tenu­ti del­la mostra evi­den­zian­do il con­testo stori­co, artis­ti­co e cul­tur­ale dell’opera del Mae­stro. Questo invi­to al pub­bli­co vuole essere un’opportunità stra­or­di­nar­ia per svilup­pare espe­rien­ze emo­tive, sen­so­ri­ali, percettive, cul­tur­ali ed educa­tive. Pri­ma del “bel quadro” deve esser­ci un’attitudine men­tale che edu­ca ad una nuo­va estet­i­ca, ad una nuo­va percezione, ad una nuo­va immag­i­nazione. L’invito a parte­ci­pare alla mostra mira a regalare un’esperienza per vivere l’arte come proces­so di apprendi­men­to, final­iz­za­to ad un arric­chi­men­to del tut­to per­son­ale. Il vernissage è pre­vis­to per saba­to 7 mag­gio alle ore 18.00 alla pre­sen­za dell’artista. Orari: saba­to, domeni­ca dalle ore 10,00 alle ore 19,00giovedì, ven­erdì dalle ore 10,00 alle ore 13,00 e dalle ore 15,00 alle ore 19,30. Ingres­so libero al pub­bli­co. BIOGRAFIA DELLARTISTA Athos Fac­cin­cani nasce a Peschiera del Gar­da il 29 Gen­naio 1951. Negli anni 63–64, anco­ra tredi­cenne, inizia a fre­quentare lo stu­dio del Mae­stro Pio Semegh­i­ni; fre­quen­ta poi le scuole tec­niche ed è sem­pre più pre­sente, intorno agli anni 67–69, negli stu­di veneziani di Novati, Gam­ba, Seibezzi. Sem­pre in questo peri­o­do, conosce a Bres­cia Ottori­no Garo­sio e Ange­lo Fies­si. Nel 1970, ter­mi­nati gli stu­di, si ded­i­ca alla prat­i­ca del­la pit­tura. In quegli anni si tro­va di fronte al pri­mo, doloroso impat­to con la realtà sociale e i suoi prob­le­mi. Le sue tele, in un ind­i­riz­zo artis­ti­ca­mente riv­olto all’enigma del sen­ti­men­to umano, ai suoi dram­mi e alle sue con­trad­dizioni, rias­sumono col­ori melan­coni­ci e sof­fer­ti nel­la rap­p­re­sen­tazione di fig­ure impeg­nate. Lo stu­dio cul­mi­na con lo svilup­po di dip­in­ti sul­la “Fol­lia delle attese”, e sul­la Resisten­za: le sue Per­son­ali ricevono la visi­ta del Pres­i­dente del­la Repub­bli­ca San­dro Per­ti­ni. Nel 1980, dopo un per­cor­so ric­co di avven­i­men­ti artis­ti­ci e let­ter­ari inizia un peri­o­do di rigen­er­azione inte­ri­ore, di ricostruzione, col pas­sag­gio in breve tem­po dal­la figu­ra al pae­sag­gio. L’attenzione è riv­ol­ta inesora­bil­mente alla natu­ra che Fac­cin­cani ama nel­la sua sacra total­ità, diven­tan­do suo uni­co mod­el­lo. Vi è un muta­men­to rad­i­cale del suo atteggia­men­to esisten­ziale e stilis­ti­co, pas­san­do alla pro­duzione di immag­i­ni di chiara derivazione impres­sion­ista, dai col­ori puri e acce­si, tesi alle moti­vazioni cul­tur­ali del 2000: la luce, il sole ed il rac­con­to sem­plice. E’ una pit­tura tes­ti­mone di gioia e di seren­ità, nel con­testo del recu­pero del fig­u­ra­ti­vo e dei val­ori interiori.

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