Sono state sbarrate le chiuse di Salionze a Peschiera

Il lago scende ancora: agricoltura in agonia turismo salvaguardato

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Ieri il liv­el­lo è sce­so anco­ra di un cen­timetro, por­tan­dosi a 140 mil­limetri sopra lo zero idro­met­ri­co di Peschiera, cioè un cen­timetro in meno del­la soglia min­i­ma fis­sa­ta dal Min­is­tero a 150 mil­limetri. A questo pun­to il non può più «prestare» acqua all’a­gri­coltura man­to­vana, se non con il con­tagoc­ce. Da ieri a mez­zo­giorno, come pre­an­nun­ci­a­to, le chiuse di Salionze sono state sbar­rate. Di acqua, anziché 45 metri cubi al sec­on­do, da 24 ore ne escono solo 15 metri metri cubi. Un’inezia. «Ques­ta misura però — avverte , seg­re­tario gen­erale del­la -, dovrebbe man­ten­er­si solo per qualche giorno. Per con­sen­tire al baci­no di Gar­da di riem­pir­si un po’ e di super­are di diver­si cen­timetri l’at­tuale liv­el­lo di 14 cen­timetri. Anche se siamo abbas­tan­za pre­oc­cu­pati — con­tin­ua — non si stan­no man­i­fe­s­tando per for­tu­na grossi dis­a­gi per il tur­is­mo. Gra­zie ad una polit­i­ca di con­cer­tazione si è rius­ci­ti ad arrivare qua­si inden­ni al ter­mine del­la sta­gione irrigua». Tut­tavia, l’al­to Man­to­vano, con le sue 30 mila aziende del set­tore agri­co­lo ed indus­tri­ale e il pat­ri­mo­nio itti­co, è in ginoc­chio. Se la sic­c­ità dovesse pro­trar­si anco­ra per qualche giorno, non si pos­sono immag­inare anco­ra le con­seguen­ze sui rac­colti, sulle risaie, sui frut­teti (specie le colti­vazioni di kiwi) e sul­la soprav­viven­za dei pesci dei canali e dei fiu­mi minori. Da due giorni decine di guardie provin­ciali, di guardia­pesca e di volon­tari stan­no cat­turan­do pesci per trasferir­li dai cor­si d’ac­qua prosci­u­gati al fiume Min­cio ed ai laghi di Man­to­va. Un’­op­er­azione sen­za prece­den­ti, in cui l’uo­mo sta ten­tan­do di aiutare il mon­do ani­male a sfug­gire alla grande sete.

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