In arrivo una troupe olandese per girare una trasmissione turistica

Il Lago tra cinema e tv:il Garda diventa un set

05/07/2008 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Il Gar­da reciterà anco­ra una vol­ta un ruo­lo impor­tante in Tv. Nei prossi­mi giorni, dal 19 al 21 luglio, a Toscolano, si gir­eran­no le scene per «Wie Is De Mol», trasmis­sione olan­dese il cui pro­tag­o­nista è l’at­tore John De Mol, figlio del fonda­tore del­la Ende­mol. Ha un taglio tur­is­ti­co, e per le riprese sono sta­ti indi­vid­uati sei pae­si in altret­tante nazioni europee. Per l’I­talia la scelta è cadu­ta sul­la local­ità conosci­u­ta per la grande cartiera, la valle e il Cen­tro di eccel­len­za, l’orto botan­i­co sper­i­men­tale «Gior­dano Emilio Ghi­rar­di» dell’ di , il monte Piz­zo­co­lo. La troupe sarà com­pos­ta da sei per­sone, tra le quali il pro­dut­tore Maarten Wijs­man, del­la casa cin­e­matografi­ca De Beeld Brigade.IL GARDA è sta­to pro­tag­o­nista di numerose avven­ture cin­e­matogra­fiche. A com­in­cia­re da «Salò o le 120 gior­nate di Sodoma» (1975) di Pier Pao­lo Pasoli­ni, il film più famoso e scabroso. Fece chi­ac­chier­are anche «Il let­to in piaz­za», sem­pre del ’75, di Bruno Gabur­ro, un veronese che, da gio­vane, ave­va stu­di­a­to all’is­ti­tu­to Sant’Orsola di Salò. Da un roman­zo di Nan­tas Sal­valag­gio, il veneziano vis­su­to a lun­go a Moni­ga, uscì la sto­ria scol­lac­cia­ta di un impen­i­tente don­gio­van­ni garde­sano (Ren­zo Mon­tag­nani) innamoratosi di una ragaz­za amer­i­cana (Rossana Podestà). Una sce­na (Mon­tag­nani col popò nudo sul cam­panile del Duo­mo) venne gira­ta di notte, sen­za infor­mare nei det­tagli il par­ro­co che, il giorno suc­ces­si­vo, appe­na saputo, andò su tutte le furie. Negli anni Ses­san­ta, in «Moschet­tieri del mare», tre pirati si impos­ses­sa­vano di un gale­one (rimas­to anco­ra­to a lun­go nel por­to di Peschiera), andan­do a Mara­cai­bo. Tra i pro­tag­o­nisti, Anna Maria Pierangeli e Car­lo Ninchi. Regia di Steno (Ste­fano Vanz­i­na). «Tiro al pic­cione» di Giu­liano Mon­tal­do, con Eleono­ra Rossi Dra­go, Jacques Char­ri­er, Fran­cis­co Rabal, Ser­gio Fan­toni, Gas­tone Moschin e Fran­ca Nuti, pre­sen­tò la lot­ta par­ti­giana vista dal­la parte dei fascisti. In «Notte d’es­tate con pro­fi­lo gre­co, occhi a man­dor­la e odore di basil­i­co», inter­pre­ta­to da Gian­car­lo Gian­ni­ni e Mar­i­an­gela Mela­to, la Wert­muller inserì una serie di immag­i­ni del­l’-Cavaz­za. Nell’87 l’ungherese Pal San­dor girò «Miss Ari­zona», con Mar­cel­lo Mas­troian­ni, Han­na Schygul­la e la debut­tante Alessan­dra Mar­tines, a pun­ta San Vig­ilio (vil­la Guar­i­en­ti), sul bat­tel­lo Zanardel­li, a Sirmione (Vil­la Cor­tine), Poz­zolen­go, Borghet­to, Valeg­gio e Solferino.IN PRECEDENZA (1984) il lago ave­va ospi­ta­to la troupe di Alber­to Negrin per «Io e il duce», quat­tro pun­tate da un’o­ra per la Rai. Stra­or­di­nario il cast: Mus­soli­ni era Bob Hoskins, Galeaz­zo Ciano Antony Hop­kins, Edda Ciano Susan Saran­don, Don­na Rachele Annie Girar­dot, Claret­ta Bar­bara De Rossi. Alcune scene ven­nero girate a Vil­la Fel­trinel­li. «Io al Duce face­vo la pipì addos­so — disse a Negrin l’attuale sin­da­co Gian­fran­co Scar­pet­ta-. Allo­ra ave­vo appe­na un anno, lui mi pren­de­va tra le brac­cia e io una vol­ta scam­bi­ai i suoi gam­baloni per un ves­pasiano». In «Claret­ta», sem­pre dell’84, con Clau­dia Car­di­nale (reg­ista il mar­i­to, Pasquale Squitieri), Nan­cy Bril­li, Cather­ine Spaak, Michele Placido, Giu­liano Gem­ma e Maria Mar­cad­er, la moglie di Vit­to­rio de Sica, c’era uno stra­or­di­nario Fer­di­nan­do Bri­ano, un pit­tore orig­i­nario di Zara. Imper­son­a­va Ben­i­to Mus­soli­ni, cui somigli­a­va come una goc­cia d’ac­qua. Davan­ti a lui, qualche buon­tem­pone scat­ta­va sul­l’at­ten­ti, in un grin­toso salu­to romano. Al Vit­to­ri­ale un anziano pas­sante lo scam­biò per il Duce, e gli disse: «Come sono emozion­a­to, nel rived­er­la dopo tan­ti anni!». Lui fir­ma­va gli auto­grafi così: «Tuo, Ben­i­to». Un grup­po di ragazzi, veden­do­lo al bal­cone, scan­dì invece in coro: «Sce­mo, sce­mo». La troupe lavorò soprat­tut­to a Vil­la Turati di Gar­done Riv­iera, l’ex sede del­l’am­bas­ci­a­ta giap­ponese arreda­ta di mobili e tappezzerie d’e­poca. Nel ’95 ecco Enzo Iac­chet­ti, Vanes­sa Grav­ina e Car­lo Croc­co­lo in cit­tà, a Desen­zano, Valeg­gio, Salò e Gar­done per «Come quan­do fuori piove», anco­ra di Bruno Gabur­ro. Infine poche set­ti­mane fa ecco l’ultimo James Bond, Daniel Craig in «Quan­tum of solace». Un lavoro costel­la­to da diver­si incon­ve­ni­en­ti, con la macchi­na di 007 fini­ta nel lago.