Nel pomeriggio inaugurazione di piazza Serenissima e della stele con la scultura in bronzo, opera di Angiolino Aime La passeggiata sul lungolago si allunga e il parcheggio è diventato un giardino

Il leone di Venezia torna a ruggire

05/06/2004 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Oggi pomerig­gio alle 15, a Salò, ver­rà inau­gu­ra­ta la nuo­va piaz­za Serenis­si­ma, tra la Can­ot­tieri e l’ospedale, che con­sente di allun­gare la passeg­gia­ta del lun­go­la­go. Il parcheg­gio delle auto­mo­bili ha las­ci­a­to pos­to a un gia­rdi­no. Dopo gli inter­ven­ti delle autorità, alle 16 ci sarà il taglio del nas­tro. Quin­di il trasfer­i­men­to in munici­pio e, alle 17.30, il con­cer­to del­la Ban­da cit­tad­i­na nel­la Sala dei Provved­i­tori. In mez­zo alla piaz­za-gia­rdi­no, tra gran­di ulivi giun­ti dal­la Spagna, c’è una colon­na con di San Mar­co, in bron­zo, real­iz­za­to dal­lo scul­tore Angi­oli­no Aime. «Ammi­ran­do il gol­fo, nel 1921 Gabriele D’An­nun­zio — ricor­da l’ex far­ma­cista Vit­to­rio Pir­lo, che vive nel cul­to del poeta solda­to — scrisse: il leone ala­to può di nuo­vo rug­gire anche in ques­ta con­ca che la Dom­i­nante (Venezia, ndr) predi­lesse e onorò col tito­lo di Mag­nifi­ca Patria». In piaz­za Vit­to­ria, conosci­u­ta per l’im­bar­cadero, là dove adesso si tro­va il mon­u­men­to dei cadu­ti, una vol­ta c’era una colon­na con il leone di San Mar­co, fat­ta costru­ire nel 1530 dal provved­i­tore Gian Francesco Sagre­do. Ma nel 1797 i france­si la abbat­terono, get­tan­dola (prob­a­bil­mente) nel lago. Stes­sa sorte subirono tut­ti i sim­boli di Venezia. Ven­nero las­ci­ate solo la stat­ua sul­la por­ta del Carmine, in pietra di Bot­ti­ci­no, 200 x 130 cen­timetri, ora in fase di restau­ro, e quel­la sot­to il por­ti­co del Palaz­zo comu­nale, pri­va­ta di una gam­ba. Poi ci sono due affres­chi sul­la torre del­l’orolo­gio, un olio su tavola nel Duo­mo (sec­on­da cap­pel­la a sin­is­tra) e un’edi­co­la del 1685–87 in munici­pio, con la cor­nice orna­ta di cav­al­li mari­ni e sirene. Nei mesi scor­si Alber­to Rizzi, il mas­si­mo esper­to in mate­ria (sui leoni di Venezia ha scrit­to due cor­posi volu­mi, cat­a­lo­gan­doli uno a uno), ha affer­ma­to che si pote­va ricol­lo­care una colon­na vici­no alla Can­ot­tieri. E così è sta­to. Il nuo­vo leone in bron­zo di Angi­oli­no Aime, lo scul­tore che nel tem­po libero fa il mago, dilet­tan­do gran­di e bam­bi­ni, è sta­to sis­tem­ato l’al­tro ieri, giovedì, e subito è com­in­ci­a­to il viavai dei curiosi. Sud­di­visi in due tranche, i lavori sul piaz­za­le sono ripresi lo scor­so set­tem­bre, dopo una lun­ga inter­ruzione. La dit­ta che li ave­va iniziati, la Sub­work di Caselle di Som­macam­pagna, in provin­cia di Verona, ha costru­ito parte del molo, poi è sta­ta bloc­ca­ta da gravi dif­fi­coltà. Intas­ca­to cir­ca un mil­iar­do di vec­chie lire, ha pas­sato la mano alla Edilquat­tro di Loren­zo Riz­zar­di, attuale pres­i­dente del Cir­co­lo vela di Gargnano, com­pro­pri­etario di Clan des team e reg­ista del­l’­op­er­azione »39 (si pun­ta a rac­cogliere 80 mil­ioni di euro per parte­ci­pare alla Cop­pa Amer­i­ca, in Spagna, con una nuo­va grande bar­ca). La Edilquat­tro ha fir­ma­to un con­trat­to di 532.446 euro più 10.544 per oneri di sicurez­za. Come dire: un mil­iar­do e 50 mil­ioni di vec­chie lire. Prog­et­to esec­u­ti­vo del­lo Stu­dio tec­ni­co asso­ci­a­to e del­la Savol­di engi­neer­ing di Gavar­do. Diret­tori l’ingeg­nere Giambat­tista Miglio­rati e il geome­tra Enri­co Cor­ra­di. Coor­di­na­trice l’ar­chitet­to Anna Gat­ti, respon­s­abile del­l’Uf­fi­cio tec­ni­co comu­nale. In pochi mesi è sta­to sca­v­a­to un canale per met­tere in risalto i vec­chi bas­tioni del­l’ospedale, si sono real­iz­za­ti i pon­ti­cel­li per i pedoni e la passerel­la di col­lega­men­to col gia­rdi­no Ebra­nati. Il molo fora­neo è in fase di com­ple­ta­men­to. Per 453 mila euro, la Btt di Maner­ba si è invece aggiu­di­ca­ta l’ap­pal­to riguardante le opere di arredo del piaz­za­le: il gia­rdi­no, l’il­lu­mi­nazione (con tre tipolo­gie dif­feren­zi­ate: lam­pade dis­eg­nate dal­l’ar­chitet­to Vit­to­ri­ano Viganò, sim­ili a can­de­labri a ste­lo, faret­ti sulle mura e luci seg­na­pas­so), le fini­ture (in pietra di S.Anna e mar­mo rosso di Verona, gli stes­si mate­ri­ali usati a suo tem­po sul lun­go­la­go) e due pic­coli pon­ti a raso. Prog­et­to di Anna Gat­ti e del geome­tra Ange­lo Del Miglio. Diret­tore: Ste­fano Bor­don­ali. A suo tem­po il Con­sorzio ha posato le con­dut­ture fog­nar­ie, sos­tituen­do il tubo (fatis­cente) che cor­re­va sul fon­do. I pedoni pos­sono ora per­cor­rere l’in­tero lun­go­la­go, pas­sare sul retro del­l’ex casa di riposo, cam­minare nel gia­r­dinet­to del piaz­za­le, costeggia­re il canale, entrare alla Can­ot­tieri, pros­eguire su una passerel­la e sbu­care sul molo del­la Sire­na o nel gia­rdi­no Ebra­nati. E, da qui, accedere al parcheg­gio Mar­tiri del­la Lib­ertà, dove si svolge il mer­ca­to del saba­to. Oggi l’in­au­gu­razione del nuo­vo trat­to, con il leone ala­to che è tor­na­to a…ruggire. Fra qualche anno la passeg­gia­ta per­cor­rerà tut­to il gol­fo, dal Carmine al Muli­no. Per quan­to riguar­da il lot­to all’in­ter­no del­la Can­ot­tieri, la soci­età sporti­va ha col­lo­ca­to i pon­tili, attrez­zan­doli con colon­nine per l’ac­qua e l’elet­tric­ità. 85 i posti disponi­bili, di cui 20 per imbar­cazioni fino a 8 metri e mez­zo, 55 entro i dieci metri e 10 sino a dod­i­ci. Altre 25–30 rimar­ran­no “a sec­co”, nel cortile.

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