Arrivati il giorno 7, sono stati consegnati al destinatario a mezzogiorno del 12

Il letargo dei telegrammi negli uffici di Arco

17/12/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

La sto­ria infini­ta dei dis­servizi di cui è costel­la­to il rap­por­to fra cit­tadi­no utente e , reg­is­tra sta­vol­ta, nel ter­ri­to­rio arcense, un episo­dio di cui potrebbe essere chia­ma­ta ad inter­es­sar­si la Mag­i­s­tratu­ra, dal momen­to che si con­fig­u­ra­no ipote­si di fat­ti penal­mente ril­e­van­ti. In quel che è accadu­to rien­tra sicu­ra­mente la vio­lazione del­la pri­va­cy, ma potrebbe trat­tar­si anche di una truf­fa bel­l’e buona ai dan­ni di un con­suma­tore cui si promette con­sapevol­mente una cosa che poi non sarà man­tenu­ta; forse un’estor­sione o l’in­ter­ruzione di un pub­bli­co servizio: se ne sta occu­pan­do un legale e l’as­so­ci­azione dei con­suma­tori. Il prob­le­ma riguar­da i telegram­mi che, man­can­do i fat­tori­ni, non ven­gono più consegnati.La sto­ria recente, di cui evi­ti­amo di citare il pro­tag­o­nista, si svilup­pa intorno ad un lut­to. Molti por­tano di per­sona il seg­no del­la parte­ci­pazione al dolore dei famigliari, diret­ta­mente a casa o in occa­sione del funerale. Molti altri, impos­si­bil­i­tati a far­lo diver­sa­mente, ricor­rono ai telegram­mi. Fra le 9 del­la mat­ti­na del 7 dicem­bre e le 19 del­lo stes­so giorno, all’uf­fi­cio postale di Arco, arrivano 20 telegram­mi di con­doglianze. Impac­cati per bene, riman­gono sul ban­cone nel dis­in­ter­esse gen­erale per quat­tro giorni e mez­zo: all’abitazione del des­ti­natario ven­gono infat­ti con­seg­nati esat­ta­mente a mez­zo­giorno del 12 in un’u­ni­ca bus­ta, aper­ta (tan­to che chi­unque avrebbe potu­to leg­gerne il testo) e sen­za alcun tim­bro postale. Ai 20 telegram­mi del giorno 7, se ne era­no aggiun­ti altri due, uno dell’8 dicem­bre ed uno del 9. Quin­di il giorno 12 ne arrivano in tut­to 22. Il giorno dopo, 13 dicem­bre, altra con­seg­na, di due buste, entrambe aperte, la pri­ma sen­za tim­bro postale con tre telegram­mi arrivati all’uf­fi­cio postale il giorno 9, pri­ma delle 11 del­la mat­ti­na; la sec­on­da, recante il tim­bro del 12, con un telegram­ma arriva­to il giorno pri­ma, 11 dicem­bre. I telegram­mi, quan­do le poste era­no anco­ra un car­roz­zone statale, pri­ma dunque di essere pri­va­tiz­zate, rior­ga­niz­zate e rese più snelle e rispon­den­ti alle esi­gen­ze dei cit­ta­di­ni, veni­vano recap­i­tati da un fat­tori­no, se non pro­prio appe­na arrivati, sicu­ra­mente nel giro di qualche ora. Non risul­ta per­al­tro che all’ac­cettazione del telegram­ma, l’imp­ie­ga­to che incas­sa i sol­di abbia infor­ma­to che quel testo sarebbe sì trasmes­so subito, ma che per la con­seg­na nes­suno pote­va garan­tire niente. Il nos­tro ha seg­nala­to l’ac­cadu­to al diret­tore delle poste di Tren­to dot­tor Car­lo Fer­reri, inter­es­sato un legale e con­tat­ta­to l’as­so­ci­azione dei con­suma­tori. I cor­ri­eri pri­vati ringraziano del­la col­lab­o­razione: il loro futuro è assicurato.

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