Dall'11 agosto è sceso da 66 a 63 centimetri, ma ce ne sono ancora 13 di margine prima dell'allarme

Il livello del lago rallenta la discesa

24/08/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Allo sta­to di pre­al­larme per i liv­el­li delle acque del lago di Gar­da, che han­no provo­ca­to anche recen­te­mente inter­ven­ti da parte del sin­da­co Cesare Mal­ossi­ni, per­chè vengano ridot­ti i volu­mi prel­e­vati quo­tid­i­ana­mente per le esi­gen­ze irrigue del Man­to­vano, man­cano anco­ra 13 cen­timetri e la situ­azione è sot­to con­trol­lo: anche la Comu­nità del Gar­da, come ha affer­ma­to ieri mat­ti­na il vicepres­i­dente Vin­cen­zo Ces­chi­ni, sta facem­do la sua parte con efficacia.Con i suoi inter­ven­ti ha infat­ti ottenu­to che dai 22 met­ricu­bi al sec­on­do derivati fino a mart­edì dal­la diga di Salionze, si scen­da a 12 met­ricu­bi soltan­to, ral­len­tan­do così auto­mati­ca­mente la veloc­ità con cui la super­fi­cie del Bena­co si abbas­sa. Ieri il liv­el­lo risul­ta­va 63 cen­timetri sopra lo zero idro­met­ri­co di Peschiera e questo sig­nifi­ca che scen­den­do dai 77 met­ricu­bi, prel­e­vati medi­a­mente per l’ir­rigazione dei campi per tut­to il mese di luglio e fino all’11 agos­to, ai 22 met­ricu­bi appli­cati dall’11 al 22 agos­to, il liv­el­lo del Gar­da è sce­so soltan­to di 3 cen­timetri: dai 66 dell’11 agos­to ai 63 ril­e­vati ieri.Parlare di allarme, pun­tu­al­iz­za il dot­tor Ces­chi­ni, appare piut­tosto esager­a­to; tan­to più che dai pri­mi di set­tem­bre, esauri­ta l’e­si­gen­za delle colti­vazioni del mais che sta fioren­do e ha bisog­no anco­ra per qualche giorno di notevoli quan­tità di acqua per com­pletare il ciclo di mat­u­razione, il vol­ume dei pre­lievi potrà anco­ra essere ridot­to e la scor­ta di 13 cen­timetri potrebbe risultare più che suf­fi­ciente per arrivare alle prime piogge dell’autunno.Per il momen­to il prob­le­ma, sem­pre a giudizio del dot­tor Ces­chi­ni, assume preva­len­te­mente con­no­tazioni pae­sag­gis­tiche: di dif­fi­coltà per la pub­bli­ca sul lago si può infat­ti com­in­cia­re a par­lare, per qualche par­ti­co­lare attrac­co, quan­do il mar­gine sopra lo zero idro­met­ri­co non rag­giunge il mez­zo metro. Nes­suno, chiarisce Ces­chi­ni, intende sot­to­va­l­utare in un’area di alto inter­esse tur­is­ti­co gli aspet­ti pae­sag­gis­ti­ci del prob­le­ma, ma le cifre con­sentono anco­ra un cer­to ottimis­mo per quel che riguar­da gli aspet­ti generali.La soglia dei 30 cen­timetri al di sopra del­lo zero che provocherebbe dis­a­gi incal­co­la­bili e autor­izzerebbe a par­lare di aut­en­ti­ca cat­a­strofe nat­u­rale, è anco­ra abbas­tan­za lon­tana e soltan­to un peri­o­do di sic­c­ità di eccezionale dura­ta potrebbe farcela avvic­inare peri­colosa­mente. Il prob­le­ma viene comunque man­tenu­to sot­to stret­to con­trol­lo dal­la Comu­nità che ne dis­cuterà nel prossi­mo direttivo.Altrettanta atten­zione meri­ta la ques­tione soll­e­va­ta recen­te­mente del­l’ab­norme poten­zi­a­men­to delle colonie di ana­ti­di che han­no trova­to habi­tat ide­ale sulle rive del Gar­da trenti­no: poichè è ormai assoda­to il rap­por­to tra le ana­tre e la cer­caria respon­snabile del fenom­e­no del­la «grat­taro­la» (non anco­ra appar­so quest’an­no sulle spi­agge altog­a­rde­sane) si sta pen­san­do per l’au­tun­no a una con­feren­za di baci­no per stu­di­are modal­ità di inter­ven­to uni­tarie con l’o­bi­et­ti­vo di ripristinare l’e­qui­lib­rio naturale.

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