Il “Luccio dei Tre Salti”

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Di Redazione
Alberto Rigoni - Rigù

Il Lago è azzur­ro, la brez­za è invi­tante, c’è anche tut­to il tem­po per andare, tornare, rian­dare e ritornare.

È il Medico in Bar­ca che ha deciso di andare in mez­zo al lago a cer­care pesci, e chissà se gli capi­ta, il famoso Luc­cio dei Tre Salti. Così il Pri­mario alle­gro abban­dona le beute e le provette del suo lab­o­ra­to­rio di anal­isi salu­ta i col­leghi nonché, doverosa­mente sod­dis­fat­to, i politi­ci dell’USSL, e infi­la una siringa car­i­ca di buon umore nelle brac­cia di chi incon­tra, poi va, in soli­tario, in mez­zo al grande Lago a cer­care il Luc­cio, quel­lo del Gar­da, che deve essere almeno grande così e questo per dar cor­po alle sue ricerche impor­tan­ti sia per lui che per noi in atte­sa sul molo dei suoi ritorni.

E al diavo­lo gli invidiosi!

Un giorno poi ha det­to a se stes­so, ai col­leghi ed ai Politi­ci dell’USSL che per lui era meglio pas­sare il tem­po sul lago, quin­di ha “ideal­mente” rot­to provette, vetri­ni, strap­pa­to mod­uli strani, e ha fat­to il gio­co delle frec­cette con tutte le sir­inghe che è rius­ci­to a trovare, cen­tran­do in breve impre­sa il momen­to del tem­po: quel­lo libero!

Da sot­to i vetri rot­ti (ideal­mente sia ripetu­to!), una biro blu gli è sali­ta in mano con un bal­zo e con quel­la ha siglato l’addio ai politi­ci dell’USSL, il ciao ai col­leghi e l’epoca del­la bar­ca ha avu­to final­mente tut­ta la dimen­sione vera e deg­na in tut­ti i suoi rit­mi.

In soli­tario alla ricer­ca del pesce migliore per arrivare poi ad un altro migliore anco­ra, più grosso, più lun­go, più buono; e in soli­tario per­ché non si sve­lano a nes­suno né le mac­chie dei porci­ni e nem­meno la tane dei luc­ci; tan­to poi “glielo fac­cio vedere io il Luc­cio a quel­li che aspet­tano all’Osteria del­la Piazzetta” oltre la Diga.

La pro­va dona certezze: ecco una Tro­ta rosa del Gar­da, un Per­si­co stri­a­to, e il Luc­cio vorace.

Altra Tro­ta, altra anco­ra, qualche Luc­cio, dei Per­si­ci, e all’Osteria qual­cuno dice che sarebbe meglio ver­i­fi­care che il sapore di Lago sia rimas­to nei pesci, mag­a­ri con­di­ti con olio del Gar­da, dopo cot­tura con acqua del Gar­da, e con accom­pa­g­na­men­to di Lugana del Gar­da; si sa come van­no a finire quel genere di invi­die, van­no pro­prio con le gambe sot­to una tavola dec­o­ra­ta da tovaglie bianche.

Ma al ter­mine del tintin­nio dei bic­chieri, mai vuoti, nonos­tante i com­pli­men­ti (ci mancherebbe!), il Medico in Bar­ca che si chia­ma anche Gior­gio, con­tin­ua ad agognare la pre­da mas­si­ma, il Luc­cio più grande del Gar­da: quel­lo dei Tre Salti.

Non che gli manchi­no le prede: luc­ci, luc­cetti, trote, trotelle, per­si­ci esi­biti con larga mano davan­ti all’Osteria del­la Piazzetta, pas­sano dall’acqua all’esposizione e favoriscono la liba­gione, fino alla prossi­ma pesca, che è sem­pre domani.

Pas­si­amo alla degus­tazione”, ha det­to, un giorno in cui gli ami pesa­vano ric­chi.

Il mes­sag­gio era chiaro, anzi chiaris­si­mo e serio come non mai, ed alle mer­av­iglie inter­es­sate dei vari ma va là, più can­zo­nan­ti e per di più volti, non pto­rio nascosta­mente a cer­care di “pescare” una cena fra ami­ci con il pesce, sia ben chiaro.

E così e sta­to: “Preparo tut­to io, e per almeno cinquan­ta per­sone! Tu pen­sa al Bian­co”.

Deciso il Gior­gio Medico in Bar­ca!

Bas­ta cam­ice bian­co, lui, ora, ordi­na ad altri di arredare con il Bian­co Vino il desco ove adagerà la ric­chez­za del­la sua pesca.

- Ma farai la cena con luc­cetti o trotelle?
— Pen­sa al Bian­co ti ho det­to!
— E il Luc­cio del Tre Salti ?
— Pen­sa al Bian­co non siamo al Cir­co qui!

La richi­es­ta era diven­ta­ta ordine, e non si pote­va repli­care, per­ché ormai l’attesa del­la per­for­mance era divenu­ta ansiosa fra i cinquan­ta prescelti, dietro i quali altri pre­mevano per ottenere sif­fat­to priv­i­le­gio.

Il giorno dell’orgoglio era vici­no, impos­si­bile resistere anche ai Luc­ci, sem­bra ci tenessero pure loro: mis­chiar­si con olio dora­to, con pro­fu­mi di siepe, scal­dar­si con oziosa lentez­za in pen­toloni rip­i­eni d’acqua di lago, cipolle, carote e sedani a sos­ti­tuire le alghe; fiammelle robuste e costan­ti a dare calore quali nuovi soli, limoni a gara nel dare goc­ce di essen­za.

Altre invi­die sono emerse dal lago: il Gior­gio, Medico in Bar­ca, appro­da a pie­di all’Osteria del­la Piazzetta, quel­la degli antichi Com­bat­ten­ti, spin­gen­do la bici solo con le brac­cia!

Ecco­lo, ecco­lo è questo!

Lun­go così e grosso così, sfodera da un guadi­no il Luc­cio del­la grande vit­to­ria; enorme, con la fau­ci anco­ra aggres­sive.

È questo il Luc­cio del Tre Salti, quel­lo vero! Hai pen­sato al Bian­co?

I cinquan­ta del priv­i­le­gio era­no già diven­tati set­tan­ta, il Bian­co si è prodi­ga­to e si è dato da fare, facen­do tintinnare bic­chieri, anche oltre il suo dovere di accom­pa­g­na­tore del Luc­cio, le chi­tarre han­no can­ta­to, nel­la sera, le lodi del Medico Pesca­tore, i per­si­ci e le trote sono rimasti in dis­parte, la fes­ta è sta­ta di quelle da rac­con­tare, le luci si sono spente qua­si all’alba.

Non si è saputo mai (seg­re­to di Pesca­tore), in che sito del Lago fos­se la zona dei Tre Salti da dove veni­va il Luc­cio.

Han­no prova­to a chieder­glielo, e Lui sor­ri­den­do con­tento ha sola­mente urla­to:

È sta­to Lui a provo­car­mi, quel­lo del Bian­co!
Mai provo­cazione fu così benefi­ca,

Poi si sono saputi “solo” i Tre salti del Luc­cio:

dal Lago alla Bar­ca
dal­la Bar­ca alla Padel­la
dal­la Padel­la alla Tavola

Ne can­tano anco­ra, e ne can­ter­an­no per molto tem­po i can­tori delle Osterie di Desen­zano attorno al Por­to Vec­chio.

Trat­to dai Quaderni di Alber­to Rigo­ni

Pri­ma pub­bli­cazione il: 21 April 2020 @ 10:00

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