Visita a sorpresa del console Gao Cunming in una cantina. La Repubblica Popolare è interessata anche ad altri prodotti tipici

Il Lugana doc si conquista i cinesi

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Di Luca Delpozzo
Giacomo Tomezzoli

Il Lugana par­la cinese. O meglio, i pro­dut­tori del Lugana dovran­no forse abit­u­ar­si a far­lo. Alcu­ni giorni fa, infat­ti, una visi­ta ha sor­pre­so la qui­ete di una delle prin­ci­pali can­tine di Lugana, “la Proven­za”, nel Bres­ciano, a pochi chilometri da Peschiera. Una tele­fona­ta ha pre­ce­du­to di pochi minu­ti l’ingresso nel cor­tile del­la can­ti­na di un’auto lun­ga e scu­ra, con tar­ga diplo­mat­i­ca. A scen­dere il con­sole gen­erale del­la Cina a , Gao Cun­ming, accom­pa­g­na­to dal suo vice Niu Xil­ing. «Il moti­vo del­la visi­ta», rac­con­ta Fabio Con­ta­to, tito­lare del­la can­ti­na, «è sta­to l’interesse che i cine­si stan­no dimostran­do nei con­fron­ti del Lugana. Il con­sole, in par­ti­co­lare, ha assag­gia­to il nos­tro vino in alcu­ni ris­toran­ti di Milano e ne è rimas­to ben impres­sion­a­to». Ma la visi­ta non era per­son­ale. «Il con­so­la­to cinese a Milano, da quel­lo che ci ha rac­con­ta­to lo stes­so con­sole», pros­egue Con­ta­to, «è inter­es­sato a intrapren­dere rap­por­ti com­mer­ciali e cul­tur­ali con alcune zone del nos­tro ter­ri­to­rio. Il Gar­da e i suoi prodot­ti potreb­bero rap­p­re­sentare una di queste zone». Non è del tut­to remo­ta infat­ti la pos­si­bil­ità che si instau­ri un tra Desen­zano e alcu­ni cen­tri tur­is­ti­ci del­la Repub­bli­ca Popo­lare e che ques­ta visi­ta non favorisca un’apertura dell’immenso mer­ca­to cinese ad alcu­ni prodot­ti, tra cui il Lugana. «il lugana spumante, il e il lugana supe­ri­ore han­no senz’altro ben fig­u­ra­to e sec­on­do quan­to ci ha det­to il con­sole è ora che anche il suo popo­lo li pos­sa apprez­zare». «Erava­mo sta­ti al Chi­na Vine di Shang­hai due anni fa», affer­ma il pres­i­dente del Con­sorzio di tutela del vino Lugana Francesco Giral­di, «ed evi­den­te­mente ques­ta visi­ta è anche il frut­to del­lo sfor­zo che allo­ra facem­mo per pro­muo­vere i nos­tri prodot­ti. Non dimen­tichi­amo­ci inoltre che le Camere di com­mer­cio di Bres­cia e Berg­amo han­no in Cina uffi­ci di rap­p­re­sen­tan­za e che il nos­tro vino ave­va già ben impres­sion­a­to in quell’occasione». Ques­ta aper­tu­ra com­mer­ciale, con­fer­ma­ta dall’intenzione del con­sole Gao Cun­ming di tornare molto presto per appro­fondire i con­tat­ti, è nat­u­ral­mente di inter­esse anche per una parte del ter­ri­to­rio veronese diret­ta­mente coin­volto nel­la pro­duzione del Lugana, sen­za con­tare che l’intero com­pren­so­rio veronese ver­rebbe coin­volto per altri prodot­ti, uno per tut­ti l’olio.

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