“Preoccupazione. Pessimismo. Stanchezza” tre vocaboli che racchiudono timori, dubbi e perplessità, pur se con finalità diverse, dell’assessore alla viabilità della Provincia di Verona Gilberto Pozzani,

Il Lugana e la TAV

10/04/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Lugana di Sirmione — “Pre­oc­cu­pazione. Pes­simis­mo. Stanchez­za” tre vocaboli che rac­chi­udono tim­o­ri, dub­bi e per­p­lessità, pur se con final­ità diverse, dell’assessore alla via­bil­ità del­la Provin­cia di Verona Gilber­to Poz­zani, da una parte e da padre Oreste Mar­ca­to pri­ore del San­tu­ario del­la dall’latra (vedi anche servizio sul quo­tid­i­ano l’Arena del 31 mar­zo 2002). A queste due prese di posizione si aggiunge anche quel­la del che, per boc­ca del suo pres­i­dente, Pao­lo Fabi­ani, avan­za anch’esso gran­di e gravi pre­oc­cu­pazioni per una buona fet­ta del ter­ri­to­rio, il cuore del­la vec­chia zona pro­dut­ti­va, in cui si pro­duce uno dei migliori vini bianchi d’Italia e del mon­do. Per i politi­ci la pre­oc­cu­pazione riguar­da “l’ empasse in cui s’è are­na­to il prog­et­to dura da trop­po tem­po e non vedo soluzioni all’orizzonte»; il pes­simis­mo «per­ché in altre cit­tà i cantieri sono già aper­ti men­tre noi sti­amo anco­ra a dis­cutere sulle carte»; la stanchez­za «per­ché è da nove anni che si par­la di Tav, che si cer­cano soluzioni intel­li­gen­ti capaci di accon­tentare tut­ti ma ogni vol­ta che si crede di essere arrivati al quid c’è sem­pre qual­cosa che non va e qual­cuno che rimette in dis­cus­sione le scelte fat­te». Padre Oreste invece affer­ma che «se fos­se per noi, per quel­lo che qui fac­ciamo e rap­p­re­sen­ti­amo, la Tav non passerebbe nem­meno sot­to ter­ra…». Usa poi, sem­pre il Pri­ore del Frassi­no, pur se con spir­i­to diver­so, le stesse parole di Poz­zani, “pre­oc­cu­pazione — pes­simis­mo – stanchez­za”, per descri­vere la totale chiusura dei reli­giosi ver­so il prog­et­to. «Pri­mo: sono ter­ror­iz­za­to e quin­di pure io pre­oc­cu­pa­to dal­la Tav per tut­to quel­lo che sig­ni­ficherà: pri­ma real­iz­zarla e poi sop­por­tar­la. Nem­meno io sono ottimista soprat­tut­to se pen­so al giorno in cui qui arriver­an­no le ruspe: per noi, sarà la fine per­ché i bina­ri ci cor­reran­no prati­ca­mente sot­to ai pie­di e le vibrazioni non ci daran­no tregua. Il san­tu­ario è sta­to costru­ito nel 1500, non è cer­to anti­sis­mi­co né anti-rumore: chi garan­tisce per l’incolumità delle migli­a­ia di vis­i­ta­tori? Infine “se l’assessore è stan­co di atten­dere soluzioni are­nate da tem­po, io invece lo sono di scervel­lar­mi e di com­bat­tere con­tro ques­ta inelut­ta­bile realtà. Ma come si può pre­tendere che non protes­ti­amo? La gente viene qui per cer­care seren­ità e per stare in pace, con la fer­rovia non sarà più così e questo pos­to perderà di val­ore. Comunque sia chiaro» garan­tisce il pri­ore, «noi non ce ne andi­amo, siamo una deci­na di reli­giosi e qua, a Dio pia­cen­do, abbi­amo inten­zione di con­clud­ere la nos­tra vita». A queste prese di posizione, come det­to, si aggiunge anche quel­la del Con­sorzio . “Il nos­tro ter­ri­to­rio, soprat­tut­to quel­lo con­fi­nante con l’attuale trac­cia­to del­la A4, ver­rebbe in gran parte can­cel­la­to e non sola­mente per quan­to riguar­da la lin­ea del trac­cia­to ma anche per­ché la zona di pro­duzione del Lugana ver­rebbe inter­es­sa­ta per gran parte dal­la real­iz­zazione di una specie di piaz­za­le con scam­bi e zona parcheg­gi di vago­ni fer­roviari”. Recen­te­mente però, sec­on­do indis­crezioni, par­rebbe che l’intero prog­et­to stia incon­tran­do alcune per­p­lessità da parte degli stes­si fau­tori e quin­di tut­to pos­sa essere rimes­so in gio­co. Spe­ri­amo e …vedremo!