Tre impianti a difesa dei pedoni

Il lungolago fa discutere. Nel frattempo arrivano i semafori «intellig

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Lun­go­la­go sì, lun­go­la­go no. Men­tre la polem­i­ca sul­la chiusura serale e domeni­cale del lun­go­la­go di Desen­zano (in tut­to poche centi­na­ia di metri) con­tin­ua a tenere ban­co, sem­pre a Desen­zano si affac­cia un’altra novità via­bilis­ti­ca, che cer­ta­mente farà piacere agli uten­ti deboli del­la stra­da. Entro fine mese diven­ter­an­no attivi tre semafori «intel­li­gen­ti», che in provin­cia han­no fat­to la loro apparizione in alcu­ni cen­tri (tra questi Sirmione e Cede­go­lo). A questi impianti viene «abbina­ta» una tele­cam­era a laser che riesce a mis­urare a una dis­tan­za di un centi­naio di metri la veloc­ità di un vei­co­lo. E se questo supera i 50 chilometri orari, un impul­so alla cen­trali­na fa scattare auto­mati­ca­mente il rosso, costrin­gen­do così l’automobilista a fer­mar­si. I nuovi semafori sono già sta­ti instal­lati sul lun­go­la­go Bat­tisti (all’altezza del res­i­dence Olive­to), in viale Agel­lo a Riv­oltel­la (davan­ti al «Baraon­da») e, infine, in via Col­li Stori­ci, a San Mar­ti­no (all’altezza del­la zona arti­gianale). Tre pun­ti indis­cutibil­mente peri­colosi e teatro di tragi­ci inci­den­ti, per­chè non pochi auto­mo­bilisti, trat­tan­dosi di ret­ti­linei, ven­gono ten­tati a spin­gere sull’acceleratore. Ma tor­ni­ano al caso lun­go­la­go. Adesso ci sono due fron­ti: uno sostenu­to da Forza Italia e l’altro da un grup­po di desen­zane­si che fa rifer­i­men­to all’ex asses­sore social­ista (negli anni ’80), Gior­gio Fez­zar­di. I pri­mi stan­no rac­coglien­do firme a favore di una diver­sa dis­ci­plina via­bilis­ti­ca (quin­di, non di una chiusura tout court); i sec­on­di, all’opposto, pro­pon­gono addirit­tura un allarga­men­to dell’isola pedonale al resto del cen­tro stori­co, nel quale di notte è anco­ra pos­si­bile cir­co­lare. E l’amministrazione comu­nale? Ha già dato una rispos­ta chiara e fer­ma: di notte e nei giorni fes­tivi il lun­go­la­go resterà chiu­so, men­tre di giorno si potrà cir­co­lare rispet­tan­do il lim­ite di 30 chilometri orari. Pun­to e bas­ta. I com­men­ti? Il capogrup­po di Forza Italia, Emanuele Gius­tac­chi­ni: «Non siamo pregiudizial­mente con­trari allo stop del lun­go­la­go; siamo con­trari a questo tipo di provved­i­men­to, per­chè non risolve i prob­le­mi e per­chè arri­va pri­ma che sia sta­to esam­i­na­to e dis­cus­so il Piano del traf­fi­co. Non ha sen­so — pros­egue Gius­tac­chi­ni — chi­ud­ere 150 metri di stra­da sen­za prevedere parcheg­gi a coro­na lun­go il cen­tro stori­co. Inoltre, nei mesi inver­nali, in pre­sen­za del­la con­giun­tu­ra eco­nom­i­ca, la chiusura sem­br­erà super­flua, e comunque non prat­i­ca­bile. Per­ciò Forza Italia chiede — con­clude il capogrup­po — l’immediata ripresa dei lavori di riqual­i­fi­cazione del trat­to tra il Park Hotel e il Desen­zani­no, che oggi ver­sa in con­dizioni inac­cetta­bili». Di diver­so tenore la posizione di Fez­zar­di e del grup­po di ami­ci. «Noi rac­coglier­e­mo firme per­chè ven­ga man­tenu­ta l’attuale dis­ci­plina del lun­go­la­go, e anzi per­chè ven­ga este­sa a tut­to il cen­tro stori­co. Sti­amo rifer­en­do­ci per esem­pio alle vie Garibal­di, Mazz­i­ni e Castel­lo, nelle quali di notte la vita è diven­ta­ta un infer­no a causa dei fra­cas­soni a bor­do di mac­chine e moto: alberghi, res­i­dence e res­i­den­ti non ne pos­sono più. Chiedi­amo anche che vengano instal­late tele­camere per iden­ti­fi­care i trasgres­sori attra­ver­so il numero di targa».