Conferenza di presentazione del progetto che ruota intorno al rilevatore montato sulla torre del castello.
Gli esperti di meteorologia mirano a conoscere prima gli eventi più disastrosi per avvisare la popolazione

Il maltempo è una piaga. Il radar può evitare danni

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Di Luca Delpozzo
Alessandro Foroni

Il cli­ma sta cam­bian­do, anche se non in modo lin­eare. E una buona rete di ril­e­vazione mete­o­ro­log­i­ca aiuterà sem­pre più le attiv­ità eco­nomiche e la pro­gram­mazione del ter­ri­to­rio oltre alla ges­tione delle risorse idriche. È emer­so dal­la con­feren­za di pre­sen­tazione del micro­radar meteo, instal­la­to da un paio d’anni sul castel­lo scaligero per il prog­et­to Foralps, che s’è tenu­ta ieri al par­co Sig­urtà. «Negli ulti­mi decen­ni», ha dichiara­to Alber­to Luchet­ta, diret­tore del dipar­ti­men­to di sicurez­za del ter­ri­to­rio dell’Arpav, «le pre­cip­i­tazioni si sono ridotte del 15–20 per cen­to, ma sono aumen­tati fenomeni, come quel­li gran­dini­geni o i for­ti tem­po­rali improvvisi che van­no costan­te­mente mon­i­torati, anche da stru­men­ti come questo micro­radar, sia in un’ottica di che per aiutare set­tori come il tur­is­mo e l’agricoltura».Proprio ques­ta final­ità ha con­vin­to il sin­da­co, Albi­no Pezzi­ni, a super­are qualche per­p­lessità di natu­ra estet­i­ca, anche sul­la scor­ta di un antecedente stori­co: «Sul castel­lo scaligero c’era già nel 1753 il para­ful­mine di Ben­jamin Franklin. Ora il micro­radar serve alle attiv­ità eco­nomiche e mi auguro che in prospet­ti­va si pos­sa por rime­dio all’impatto deter­mi­na­to da questo cap­pelli­no bian­co che spun­ta tra i merli».Poi Andrea Dra­go, diret­tore gen­erale dell’Arpav, ha spie­ga­to come il micro­radar, che copre la zona tutt’intorno per un rag­gio di 36 chilometri, rives­ta una par­ti­co­lare impor­tan­za per il lago di Gar­da e non solo per chi fa vela.A questo propos­i­to Giuseppe Inga Sig­urtà, pro­pri­etario del par­co assieme alla sorel­la Mag­da, ha ricorda­to che sono tre mil­ioni i tur­isti che orbi­tano nell’area garde­sana e che è impor­tante poter­li preavver­tire, seg­na­lan­do che anche il par­co Sig­urtà fa parte del­la rete Arpav, con un altro appa­ra­to radar.Dino Zar­di, docente di fisi­ca dell’atmosfera e cura­tore del prog­et­to, ha rib­a­di­to la neces­sità di creare baci­ni per l’accumulazione dell’acqua, ha ricorda­to come le prime mis­ure mete­o­ro­logiche a Verona siano state prese da Jean-François Séguier, seguace di Sci­p­i­one Maf­fei nel 1709 e ha invi­ta­to le gran­di aziende che oper­a­no nel tur­is­mo a dotar­si di un mete­o­rol­o­go pro­prio per affinare le pre­vi­sioni. Per Pao­lo Fron­tero, mete­o­rol­o­go dell’Arpav di Verona, «in ques­ta zona c’è una media di 45–50 tem­po­rali annui e cam­bia la dis­tribuzione delle pre­cip­i­tazioni che pos­sono con­cen­trar­si anche in poco tem­po (il radar le reg­is­tra), oltre a pro­durre even­ti elet­tri­ci peri­colosi come i fulmini».Nei giorni scor­si anche il mete­o­rol­o­go del­la Rai Mas­si­mo Mori­co, ospite dei Lions di Vil­lafran­ca, ha vis­to il radar del castel­lo e la casa dei gio­vani sposi squar­ci­a­ta dal ful­mine, traen­done spun­ti per la sua relazione.

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