Anche il «Marrone di San Zeno» a denominazione di origine protetta (Dop) è entrato nell’albo comunitario

Il marrone del Baldo tra i frutti italiani con marchio protetto

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Di Luca Delpozzo

Anche il «Mar­rone di San Zeno» a denom­i­nazione di orig­ine pro­tet­ta (Dop) è entra­to nell’albo comu­ni­tario. Sal­go­no così a 133 le spe­cial­ità ali­men­ta­ri ital­iane che han­no già avu­to l’ambito riconosci­men­to dell’Unione Euro­pea su un totale di 630. La reg­is­trazione del pre­gia­to frut­to por­ta così a cinque il paniere delle castagne ital­iane tute­late in Europa. «Una buona notizia», sostiene la , «dopo che quest’anno, a causa del­la sic­c­ità, la pro­duzione nazionale delle castagne dovrebbe rag­giun­gere, negli oltre 230mila ettari colti­vati in Italia, un val­ore di cir­ca 40mila ton­nel­late, con una riduzione di un 25 per cen­to rispet­to allo scor­so anno. Se, nonos­tante il calo pro­dut­ti­vo l’Italia rimane il prin­ci­pale paese pro­dut­tore in Europa ed è quar­to a liv­el­lo mon­di­ale dopo Cina, Corea del Sud e Turchia, sul piano qual­i­ta­ti­vo», con­tin­ua in una nota la Coldiret­ti, «il pri­ma­to ital­iano è assi­cu­ra­to da ben cinque tipi di castagne che han­no ottenu­to il riconosci­men­to europeo: il mar­rone del Mugel­lo, la castagna del Monte Ami­a­ta (Toscana), quel­la di Mon­tel­la (Cam­pa­nia), il mar­rone di Cas­tel del Rio (Emil­ia Romagna) e ora quel­lo di San Zeno». La zona di pro­duzione e trasfor­mazione di quest’ultimo è sit­u­a­ta fra i 250 e i 900 metri sul liv­el­lo del mare, sul monte . Com­prende par­ti dei comu­ni di Brenti­no-Bel­luno, Bren­zone, Capri­no Veronese, Coster­mano, Fer­rara di Monte Bal­do e appun­to San Zeno, tut­ti com­pre­si nel­la zona omo­ge­nea del­la Comu­nità Mon­tana del Monte Bal­do. Il mar­rone di San Zeno va com­mer­cial­iz­za­to, allo sta­to fres­co, in sac­chet­ti di varie dimen­sioni riconosci­bili dal carat­ter­is­ti­co logo che rap­p­re­sen­ta due cer­chi con­te­nen­ti l’uno San Zeno benedi­cente e l’altro due ric­ci stiliz­za­ti, accav­al­lati con il mar­rone che esce. Include, nel cer­chio di sin­is­tra in bas­so, la scrit­ta «San Zeno», e nel cer­chio di destra in alto la scrit­ta «Mar­rone» e in bas­so «di San Zeno». «La scrit­ta Dop», con­clude la Coldiret­ti, «viene col­lo­ca­ta in una fas­cia araldica, fra i due cer­chi e alla loro base. Sull’etichetta si dovran­no inoltre indi­care peso, anna­ta di pro­duzione e luo­go di confezionamento».

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