L'opera di scavo per la creazione di due grandi spazi fa crescere il cumulo dei detriti

Il materiale del tunnel diventa montagna

20/01/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Sem­bra aumentare a vista d’oc­chio (tan­to che nei giorni scor­si l’as­so­ci­azione ambi­en­tal­ista «Ami­ci del­la Ter­ra del­l’Al­to Gar­da e Ledro» ha pre­sen­ta­to un espos­to alla mag­i­s­tratu­ra) la grande mas­sa di detri­ti che, in questi giorni, i camion del­la dit­ta Colli­ni-Oberosler por­tano fuori dal tun­nel sul­la Garde­sana. Una mon­tagna di ter­ric­cio e pietre che cresce pro­prio davan­ti alla cen­trale e frut­to del­l’­opera di sca­vo per la real­iz­zazione di due gran­di “sale” che, lat­er­ali alla gal­le­ria, mis­ura­no cir­ca 60 metri per 15. Il loro scopo è quel­lo di con­sen­tire ai mezzi, even­tual­mente fer­mi in gal­le­ria per qualche inci­dente di com­piere un’agev­ole manovra di inver­sione e di tornare indi­etro. Il mate­ri­ale dovrebbe servire per allargare, e quin­di riva­l­utare, il trat­to di lun­go­la­go che da piaz­za Cate­na arri­va fino alla Casa Rossa. Con­dizionale d’ob­bli­go, vis­to che lo scor­so anno, poco dopo l’inizio del­l’­opera di sca­vo, ter­ra e pietre deposi­tate “scivolò” all’im­provvi­so, inghiot­ti­to dagli abis­si. Even­tu­laità, ques­ta, che gli esper­ti evi­den­te­mente non ave­vano pre­so in deb­i­ta con­sid­er­azione quan­do, poche set­ti­mane pri­ma, nel momen­to in cui nacque l’idea di uti­liz­zare in questo modo il mate­ri­ale di risul­ta del­lo sca­vo, eseguirono i rilievi del fondale.