Il Monte Baldo e la Bassa veronese sembrano mondi lontanissimi, agli antipodi come sono della provincia, ma anche della cultura e delle tradizioni della terra scaligera.

Il maxidolce di castagne è da primato

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Di Luca Delpozzo
(a.p.)

Il Monte e la Bas­sa veronese sem­bra­no mon­di lon­tanis­si­mi, agli antipo­di come sono del­la provin­cia, ma anche del­la cul­tura e delle tradizioni del­la ter­ra scalig­era. Di venir pre­mi­a­to a San Zeno, lui che è tra i maestri dol­cia­ri del­la Bas­sa, non se lo sarebbe dunque aspet­ta­to. E quan­do dall’avvocato Mar­co Bis­ag­no ha rice­vu­to la comu­ni­cazione che la «Com­pag­nia de la castagna dei pal­a­di­ni di Cà Mon­tagna» oggi l’avrebbe «imman­tel­liz­za­to» con una cer­i­mo­nia nel cen­tro baldense, Mar­co Fer­rarese, patron dell’azienda dol­cia­ria Scarpa­to di Vil­la Bar­tolomea, il suo stu­pore ha volu­to met­ter­lo nero su bian­co. Espri­men­do la sua pas­sione per i dol­ci frut­ti dell’autunno mon­te­baldino. In una let­tera invi­a­ta al «gran pal­adi­no» Bis­ag­no scrive: «Mai e poi mai, quan­do all’età di 6 anni feci indi­ges­tione di un dolce di castagne (il monte bian­co), avrei pen­sato che un giorno sarei entra­to a far parte di una con­gre­ga di aman­ti del­la castagna. Eppure, dopo tre giorni di totale repul­sione ver­so quel gus­to, fui in gra­do di tornare ad ass­apo­rar­lo; così almeno mi rac­con­tano i miei gen­i­tori. Una cosa è cer­ta: che oggi, a molti anni da quel giorno, mi ritro­vo fatal­mente a con­tat­to con il mon­do dei dol­ci e delle castagne, e mi dà grande sod­dis­fazione». «Una pro­fes­sione d’amore di questo genere per la castagna», dice sod­dis­fat­to Bis­ag­no «già da sè con­fer­ma la valid­ità del­la nos­tra scelta di inserire Fer­rarese nel novero dei pal­a­di­ni di Cà Mon­tagna». E poi l’avvocato dà l’annuncio di una sor­pre­sa che l’amministratore del­la Scarpa­to ha volu­to pro­porre ai pal­a­di­ni di San Zeno di Mon­tagna: un dolce da Gui­ness dei pri­mati, ovvi­a­mente a base di castagne. «In seg­no di ringrazi­a­men­to per l’investitura che mi accin­go a rice­vere», gli ha infat­ti scrit­to Fer­rarese «ho fat­to preparare per voi che mi accogli­ete un pez­zo uni­co, da ben 10 chili, che con tut­ta prob­a­bil­ità è il più grande dolce alle castagne che sia mai sta­to fat­to al mon­do e ver­rà con­suma­to pro­prio nel luo­go in cui si rac­col­go­no le migliori castagne del mon­do». La cer­i­mo­nia nel­la quale il nuo­vo pal­adi­no ver­rà «imman­tel­liz­za­to» (il ter­mine è sta­to cre­ato dal can­tore del­la Com­pag­nia del­la castagna, il poeta Fran­co Ravazz­in, pren­den­do spun­to dall’ampio man­tel­lo di loden verde che con­trad­dis­tingue la divisa dei pal­a­di­ni) si svol­gerà alle 18.30 a palaz­zo Cà Mon­tagna. Insieme a Fer­rarese, il riconosci­men­to ver­rà attribuito al sin­da­co, Adri­ano Peretti. Ed alla cer­i­mo­nia pren­derà parte anche il coro San Zeno, con alcune cante. Poi, i pal­a­di­ni saran­no a cena alla Tav­er­na Kus: il menù è ovvi­a­mente tut­to a base di castagne, e fa parte del­la serie di quat­tro itin­er­ari gas­tro­nomi­ci offer­ti in questi giorni a San Zeno di Mon­tagna da altret­tan­ti ris­toran­ti del luo­go sot­to l’egida di Slow Food. Sino ad oggi il man­tel­lo del­la Com­pag­nia è sta­to asseg­na­to soltan­to a due gior­nal­isti, il veronese Ste­fano Loren­zet­to e Toni Cuman del men­sile «La cuci­na ital­iana», ed a Giuseppe Loren­zi­ni, pres­i­dente degli alber­ga­tori del Gar­da ori­en­tale. Un trib­u­to spe­ciale era sta­to inoltre offer­to a .

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