Per la prima volta nella sua storia Desenzano può finalmente farsi un bel regalo: un grande prato verde

Il mega-parco del basso Garda aprirà in autunno a Desenzano

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Per la pri­ma vol­ta nel­la sua sto­ria Desen­zano può final­mente far­si un bel rega­lo: un grande pra­to verde. Entro l’es­tate, al mas­si­mo in autun­no, il più grande «pol­mone» verde del bas­so Gar­da potrà essere godu­to dal­la popo­lazione e dai tur­isti. Un prog­et­to già delin­eato dal­la scor­sa ammin­is­trazione, ora final­mente approda­to alla sua definizione. Si trat­ta di 120mila metri qua­drati sopra la zona del­la pisci­na e del­lo sta­dio comu­nale di via Giot­to, al con­fine con la lin­ea fer­roviaria. Una delle zone più belle e inter­es­san­ti pae­sag­gis­ti­ca­mente, dal­la quale si può ammi­rare un panora­ma incom­pa­ra­bile: da un lato il , dal­l’al­tro le colline moreniche del­l’en­troter­ra. L’in­tera opera ver­rà a costare qua­si 1 mil­iar­do e 200 mil­ioni di lire, dei quali, come spie­ga l’asses­sore ai Lavori pub­bli­ci Tom­ma­so Gia­rdi­no, 700 a cari­co dei pri­vati e i restanti 500 del Comune. Il nuo­vo par­co, che dovrebbe essere bat­tez­za­to «Par­co di San­t’An­gela Meri­ci» dal nome del­la patrona del­la cit­tad­i­na, coin­cide su di un’area di pro­pri­età fino a poco tem­po fa di due pri­vati: le ditte Gilmar e Dol­ci­ni. Nel piano rego­la­tore del 1982 era già sta­ta inseri­ta come «area verde», dunque non edi­fi­ca­bile. La pas­sa­ta giun­ta Roc­ca decise di rag­giun­gere un accor­do con i pri­vati otte­nen­do, in cam­bio di alcune aree da lot­tiz­zare, la zona verde e il laghet­to. Questo per evitare il ricor­so all’u­so del­l’e­spro­prio, che avrebbe dilata­to i tem­pi di attuazione. Bat­tuta nel frat­tem­po alle elezioni la giun­ta di cen­trosin­is­tra, quel­la attuale di cen­trode­stra ha volu­to met­tere mano a questo inter­ven­to, deci­den­do final­mente di chi­ud­ere la prat­i­ca. Il par­co ver­rà sis­tem­ato com­ple­ta­mente, ma non seguen­do il mod­el­lo inglese (pra­to rasato), piut­tosto quel­lo nat­u­rale. Cioè la sua iniziale fisiono­mia non ver­rà alter­ata. L’uf­fi­cio tec­ni­co comu­nale, che ha redat­to il prog­et­to, ha pre­vis­to diver­si parcheg­gi ai prin­ci­pali ingres­si. Ver­ran­no trac­ciati per­cor­si ciclope­donali e una rete di recinzione lun­go tut­to il perimetro del par­co. Inoltre, saran­no instal­lati un chiosco, numerose pan­chine in leg­no e attrez­za­ture ricre­ative per i più pic­coli. Prob­a­bil­mente, saran­no instal­lati pun­ti di ris­toro per chi volesse fare un pic nic. E non è fini­ta. Sem­pre il prog­et­to prevede la real­iz­zazione di un cam­po per cal­cet­to, una pista da pat­ti­nag­gio e tre campi da bas­ket e pallavo­lo. Non mancher­an­no le rampe per facil­itare l’in­gres­so ai sogget­ti dis­abili. C’è chi, però, teme che il par­co pos­sa divenire luo­go d’in­con­tro di dro­gati e bar­boni. «Non c’è da temere nul­la — assi­cu­ra subito Gia­rdi­no — per­chè l’am­min­is­trazione con­ced­erà attra­ver­so una con­ven­zione l’u­so e la ges­tione del par­co a una coop­er­a­ti­va, la quale con dei pro­pri sorveg­lianti garan­tirà con­trol­li e manuten­zione: questo per impedire atti di van­dal­is­mo o peg­gio di spac­cio di dro­ga». I lavori com­in­cer­an­no tra qualche set­ti­mana ed entro l’au­tun­no i desen­zane­si potran­no com­in­cia­re a goderselo.

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