Il provvedimento piace ai commercianti ma soltanto ad una parte dei 204 ambulanti. Traslocano dopo tredici anni le bancarelle del sabato

Il mercato torna sul lungolago

06/12/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Salò

Il mer­ca­to che si svolge il saba­to mat­ti­na a Salò ver­rà sposta­to sul lun­go­la­go. Dopo 13 anni, si ritor­na all’an­ti­co. A dire il vero la dis­lo­cazione è molto più arti­co­la­ta. I 22 banchi dei prodot­ti ali­men­ta­ri (su 204 com­p­lessivi), che ven­dono for­mag­gio, pol­li, pesce, caramelle e miele, andran­no in piaz­za­le Leonar­do da Vin­ci, nel com­p­lesso Gas­paro, a fian­co del­l’at­tuale super­me­r­ca­to Ital­mark. Fiori, frut­ta, piante e semen­ti, invece, in piaz­za Bres­ciani, davan­ti all’ospedale. Il resto: in Fos­sa (sul lato del­l’ex Fiat), in piazzetta S.Antonio (dietro il munici­pio) e su tut­to il lun­go­la­go, fino al Carmine. Insom­ma, un ser­pen­tone spezzetta­to. La pro­pos­ta è sta­ta pre­sen­ta­ta nei giorni scor­si agli ambu­lan­ti, in una riu­nione al cen­tro sociale (alcu­ni l’han­no accetta­ta, altri no) e, l’al­tra sera, ai com­mer­cianti, qua­si tut­ti per il sì. L’idea è di par­tire entro la fine di gen­naio. Lo sposta­men­to diven­terebbe defin­i­ti­vo. Tredi­ci anni fa il mer­ca­to ave­va com­pi­u­to il per­cor­so inver­so, traslo­can­do dal lun­go­la­go al piaz­za­le Mar­tiri del­la Lib­ertà, adibito per il resto del­la set­ti­mana a parcheg­gio. Le 204 ban­car­elle (il numero non cam­bia nel­l’ar­co delle 52 set­ti­mane) richia­mano fino a 30mila per­sone. D’es­tate giun­gono pull­man persi­no da Limone e dal­la spon­da veronese. I tour oper­a­tor lo inseriscono nelle escur­sioni, al pari del­l’ o delle cas­cate del Varone. Per i tur­isti è l’oc­ca­sione di effet­tuare acquisti a buon prez­zo. Ai tem­pi del­l’am­min­is­trazione-Mongiel­lo, l’ar­chitet­to Faus­to Bon­tem­pi ave­va pre­vis­to un trasfer­i­men­to del mer­ca­to nel­la zona del­la pisci­na e del boc­cio­dro­mo, ma la costruzione del sec­on­do cam­po di cal­cio ha ridot­to gli spazi. Con Cigognetti sin­da­co, l’arch. Pel­le­gri­ni ave­va ipo­tiz­za­to l’u­ti­liz­zo di via Rive, dal Bel­lerive al gas. Solo che i banchi, ognuno di sei metri per cinque, han­no bisog­no di una lunghez­za lin­eare di 1.280 metri (i 500 addet­ti occu­pano una super­fi­cie di ottomi­la metri qua­drati). Si sarebbe quin­di dovu­to andare dal Bel­lerive al cimitero. Fran­ca­mente trop­po. L’an­no scor­so venne dibat­tuta un’al­tra soluzione, che prevede­va l’oc­cu­pazione di via Leone­sio, davan­ti al Palaz­zo di gius­tizia, via Fos­sati (i cen­to metri dinanzi alle suore Ancelle), un breve trat­to delle Rive (fino all’ex macel­lo), l’in­tero trat­to di fronte agli Uffi­ci delle imposte, alla chiesa di S.Bernardino, all’ospedale e all’ex casa di riposo, quin­di metà Fos­sa (da un lato) e un pezzet­to dietro casa Pasi­ni (dal­l’al­tro). L’ele­men­to di debolez­za era cos­ti­tu­ito dal­la . I pull­man prove­ni­en­ti da Gavar­do o dal­la Valle Sab­bia il saba­to mat­ti­na non sareb­bero più entrati a Salò. E gli auto­mo­bilisti avreb­bero avu­to grossi prob­le­mi. Il piaz­za­le Mar­tiri del­la Lib­ertà va sgomber­a­to dato che gli Odoli­ni del­l’I­tal­mark, pro­pri­etari del­l’ex calza­tu­rifi­cio, nel 2003-04 inter­ver­ran­no per abbat­tere l’ed­i­fi­cio e costru­irvi un nuo­vo cen­tro com­mer­ciale, real­iz­zan­do anche un parcheg­gio sot­ter­ra­neo. Nel­l’af­fol­la­ta assem­blea nel salone con­sil­iare, il sin­da­co Cip ani e il coman­dante dei vig­ili urbani, San­dro Moran­di, han­no spie­ga­to che, dopo numerose riu­nioni con , polizia stradale e 118, si è deciso di cam­biare. Ed ecco spuntare la soluzione-lun­go­la­go, boc­cia­ta (in pas­sato) poichè avrebbe impli­ca­to sposta­men­ti di pan­chine e pali del­la luce. «Dai sondag­gi fat­ti con le asso­ci­azioni di cat­e­go­ria e i res­i­den­ti ‑ha det­to il sindaco‑, è emer­so il sug­ger­i­men­to di man­tenere il mer­ca­to nel cen­tro stori­co, evi­tan­do di spostar­lo all’ester­no (l’al­ter­na­ti­va era rap­p­re­sen­ta­ta dal­la frazione di Cunet­tone). Quel­la pre­sen­ta­ta è l’u­ni­ca soluzione pos­si­bile. Mi pre­oc­cu­pa il fat­to che i mezzi pesan­ti (ormai gli ambu­lan­ti dispon­gono di strut­ture di notevoli dimen­sioni) pos­sano dan­neg­gia­re aiuole, piante e arre­di. In prospet­ti­va con­fidi­amo di ottenere con­tribu­ti dal­la Regione per real­iz­zare gaze­bo o casette di leg­no». I nodi da risol­vere riguardano la sos­ta degli auto­mo­bilisti, costret­ti a rin­un­cia­re a molti spazi (ci sono almeno un centi­naio di res­i­den­ti che dovran­no spostare altrove la loro vet­tura la sera del ven­erdì o nelle prime ore di saba­to), e la cir­co­lazione nel quartiere del­la Calchera, rego­la­ta dagli stes­si vig­ili urbani.

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